Uno studio del Consiglio Nazionale degli Attuari, presentato oggi a Roma in un seminario con Assoprevidenza, calcola il costo delle coperture LTC collettive per i 10 milioni di aderenti ai fondi pensione. E il conto, per una volta, è sorprendentemente basso.
Proteggersi dalla perdita dell’autosufficienza può costare poco, a una condizione: farlo insieme. Le coperture LTC (Long Term Care) garantiscono infatti un sostegno economico a chi non è più autosufficiente. Sottoscritte da soli, però, risultano economicamente impraticabili.
È questo il punto di partenza del seminario promosso oggi a Roma da Assoprevidenza insieme al Consiglio Nazionale degli Attuari. Al centro del confronto c’era uno studio degli Attuari sul costo di queste tutele.
Perché le coperture LTC individuali non funzionano
Secondo quanto emerso dal seminario, la soluzione individuale non regge sul piano economico. La strada più ragionevole è invece quella delle coperture collettive, a vita intera.
In pratica, un’intera collettività – tipicamente una comunità professionale – sostiene nel suo insieme il costo della tutela. In questo modo gli oneri per ciascuno restano molto contenuti. Le prestazioni, al contrario, sono significative.
Coperture LTC collettive: i numeri dello studio degli Attuari
Lo studio prende come riferimento i circa 10 milioni di lavoratori e familiari aderenti ai fondi pensione. Se la soluzione collettiva coinvolgesse tutti loro, basterebbe un contributo medio di 113 euro all’anno. In cambio, in caso di non autosufficienza, ciascuno riceverebbe una rendita vitalizia di 500 euro al mese.
Il costo, inoltre, potrebbe scendere ancora. L’ipotesi degli Attuari prevede 800 mila nuovi aderenti all’anno: con questa crescita, il contributo medio annuo calerebbe a soli 74 euro.
I numeri in breve
- 10 milioni: lavoratori e familiari aderenti ai fondi pensione considerati dallo studio
- 113 euro: contributo medio annuo necessario
- 500 euro: rendita vitalizia mensile in caso di non autosufficienza
- 74 euro: contributo medio annuo con 800 mila nuovi aderenti all’anno
Corbello: le coperture LTC accanto ai fondi pensione
Per Sergio Corbello, presidente di Assoprevidenza, la questione è urgente. L’aspettativa di vita degli italiani cresce e, con essa, la possibile diffusione dei casi di non autosufficienza. Per questo, ha sottolineato, le coperture LTC sono una necessità per il Paese.
Secondo Corbello, quindi, queste tutele devono accompagnare il ruolo dei fondi pensione di secondo pilastro, «completandone e integrandone la funzione». Il tema pesa ancora di più alla luce delle nuove prestazioni alternative alla rendita vitalizia, molto apprezzate dagli aderenti.
Proprio qui si annida un rischio concreto. «Stante le caratteristiche tecniche di dette prestazioni – ha spiegato Corbello – vi è il rischio che l’iscritto sopravviva al piano di decumulo del proprio risparmio previdenziale e si trovi a dover far fronte alla non autosufficienza con il supporto della sola pensione di base».
Covip, ANIA e Attuari: un fronte comune sulla Long Term Care
Mario Pepe, presidente della Covip, ha condiviso questa lettura. A suo avviso, le coperture LTC sono il completamento naturale della tutela che i fondi pensione complementari offrono per loro funzione istituzionale. Pepe ha inoltre ricordato l’impegno della Commissione sul tema.
Andrea Bertalot, direttore generale dell’ANIA, ha invece richiamato la centralità del settore assicurativo. Per Bertalot, la copertura deve accompagnare i cittadini per tutta la vita: il rischio esiste a ogni età, ma pesa molto di più nell’estrema vecchiaia.
Infine Nino Savelli, presidente del Consiglio Nazionale degli Attuari, ha impegnato la categoria ad approfondire ancora gli aspetti tecnici. Si tratta, ha osservato, di una materia la cui rilevanza sociale è ormai ben percepita dai cittadini.
Dal credito alla Germania: le esperienze già attive
Il seminario ha anche messo in fila le esperienze esistenti. In Italia alcuni settori hanno già costruito coperture LTC consolidate, per esempio il mondo del credito e il comparto assicurativo. Anche tra i liberi professionisti, inoltre, ci sono iniziative in corso.
Fuori dai confini, invece, il riferimento resta la Germania, che da decenni ha reso la LTC obbligatoria per tutti i cittadini.
Coperture LTC, in sintesi
- Cosa sono: coperture assicurative che garantiscono un sostegno economico in caso di perdita dell’autosufficienza.
- Il problema: su base individuale costano troppo.
- La proposta: coperture collettive a vita intera, legate alle comunità professionali e ai fondi pensione.
- Il costo stimato: 113 euro l’anno a testa (74 euro con più aderenti) per una rendita di 500 euro al mese.
26 Ottobre2026
Commenti e interviste, Previdenza, sergio corbello
Coperture LTC per la non autosufficienza: 113 euro l’anno per una rendita di 500 euro al mese
Uno studio del Consiglio Nazionale degli Attuari, presentato oggi a Roma in un seminario con Assoprevidenza, calcola il costo delle coperture LTC collettive per i 10 milioni di aderenti ai fondi pensione. E il conto, per una volta, è sorprendentemente basso.
Proteggersi dalla perdita dell’autosufficienza può costare poco, a una condizione: farlo insieme. Le coperture LTC (Long Term Care) garantiscono infatti un sostegno economico a chi non è più autosufficiente. Sottoscritte da soli, però, risultano economicamente impraticabili.
È questo il punto di partenza del seminario promosso oggi a Roma da Assoprevidenza insieme al Consiglio Nazionale degli Attuari. Al centro del confronto c’era uno studio degli Attuari sul costo di queste tutele.
Perché le coperture LTC individuali non funzionano
Secondo quanto emerso dal seminario, la soluzione individuale non regge sul piano economico. La strada più ragionevole è invece quella delle coperture collettive, a vita intera.
In pratica, un’intera collettività – tipicamente una comunità professionale – sostiene nel suo insieme il costo della tutela. In questo modo gli oneri per ciascuno restano molto contenuti. Le prestazioni, al contrario, sono significative.
Coperture LTC collettive: i numeri dello studio degli Attuari
Lo studio prende come riferimento i circa 10 milioni di lavoratori e familiari aderenti ai fondi pensione. Se la soluzione collettiva coinvolgesse tutti loro, basterebbe un contributo medio di 113 euro all’anno. In cambio, in caso di non autosufficienza, ciascuno riceverebbe una rendita vitalizia di 500 euro al mese.
Il costo, inoltre, potrebbe scendere ancora. L’ipotesi degli Attuari prevede 800 mila nuovi aderenti all’anno: con questa crescita, il contributo medio annuo calerebbe a soli 74 euro.
I numeri in breve
Corbello: le coperture LTC accanto ai fondi pensione
Per Sergio Corbello, presidente di Assoprevidenza, la questione è urgente. L’aspettativa di vita degli italiani cresce e, con essa, la possibile diffusione dei casi di non autosufficienza. Per questo, ha sottolineato, le coperture LTC sono una necessità per il Paese.
Secondo Corbello, quindi, queste tutele devono accompagnare il ruolo dei fondi pensione di secondo pilastro, «completandone e integrandone la funzione». Il tema pesa ancora di più alla luce delle nuove prestazioni alternative alla rendita vitalizia, molto apprezzate dagli aderenti.
Proprio qui si annida un rischio concreto. «Stante le caratteristiche tecniche di dette prestazioni – ha spiegato Corbello – vi è il rischio che l’iscritto sopravviva al piano di decumulo del proprio risparmio previdenziale e si trovi a dover far fronte alla non autosufficienza con il supporto della sola pensione di base».
Covip, ANIA e Attuari: un fronte comune sulla Long Term Care
Mario Pepe, presidente della Covip, ha condiviso questa lettura. A suo avviso, le coperture LTC sono il completamento naturale della tutela che i fondi pensione complementari offrono per loro funzione istituzionale. Pepe ha inoltre ricordato l’impegno della Commissione sul tema.
Andrea Bertalot, direttore generale dell’ANIA, ha invece richiamato la centralità del settore assicurativo. Per Bertalot, la copertura deve accompagnare i cittadini per tutta la vita: il rischio esiste a ogni età, ma pesa molto di più nell’estrema vecchiaia.
Infine Nino Savelli, presidente del Consiglio Nazionale degli Attuari, ha impegnato la categoria ad approfondire ancora gli aspetti tecnici. Si tratta, ha osservato, di una materia la cui rilevanza sociale è ormai ben percepita dai cittadini.
Dal credito alla Germania: le esperienze già attive
Il seminario ha anche messo in fila le esperienze esistenti. In Italia alcuni settori hanno già costruito coperture LTC consolidate, per esempio il mondo del credito e il comparto assicurativo. Anche tra i liberi professionisti, inoltre, ci sono iniziative in corso.
Fuori dai confini, invece, il riferimento resta la Germania, che da decenni ha reso la LTC obbligatoria per tutti i cittadini.
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