Il 45% delle imprese italiane gestisce i benefit su una piattaforma dedicata, contro una media europea del 27%. Eppure molti lavoratori non usano tutto ciò che hanno a disposizione. Il report “Il Grande Gap” di Epassi Italia fotografa il paradosso e indica nell’intelligenza artificiale la prossima leva.
Sul welfare digitale, per una volta, l’Italia è in testa. Secondo il nuovo report “Il Grande Gap” di Epassi Italia, il 45% dei datori di lavoro italiani utilizza una piattaforma digitale dedicata ai benefit. La media degli otto Paesi europei analizzati, invece, si ferma al 27%.
Il primato, però, nasconde una crepa. Quasi tre dipendenti italiani su dieci (29%) dichiarano infatti di non aver utilizzato tutti i benefit a disposizione nell’ultimo anno, in altre parole, l’infrastruttura c’è. Quello che manca è l’esperienza.
La classifica europea del welfare digitale
L’Italia precede Finlandia e Svezia, entrambe al 31%. Seguono Spagna (27%), Regno Unito (26%), Portogallo (24%) e Paesi Bassi (18%). In fondo alla classifica c’è la Germania, ferma al 13%.
Il dato racconta un welfare aziendale che ha già fatto un passo decisivo. La tecnologia, infatti, è entrata nel cuore della gestione dei benefit. Di conseguenza, la piattaforma è diventata lo strumento concreto con cui le aziende organizzano il welfare e lo rendono accessibile.
Proprio questo avanzamento, tuttavia, apre una sfida nuova. Non basta più digitalizzare il welfare: bisogna rendere digitale anche l’esperienza del welfare. Le persone devono capire più facilmente che cosa hanno a disposizione, trovare ciò che serve loro e usarlo in modo naturale.
Il “grande gap” secondo Epassi Italia
Lo scarto tra offerta e utilizzo emerge con chiarezza dai numeri. Nella media degli otto Paesi, il 35% dei dipendenti non ha usato tutti i benefit nell’ultimo anno.
Eppure le aziende riconoscono il valore degli strumenti digitali. Tra le organizzazioni che usano una piattaforma o una combinazione di sistemi, il 45% ritiene che la tecnologia abiliti in misura ampia o molto ampia la gestione, la comunicazione e l’utilizzo dei benefit.
Il problema, quindi, è soprattutto di orientamento. Non a caso, la prima area di miglioramento indicata dai datori di lavoro riguarda proprio questo aspetto. Ecco le priorità emerse dal report:
- 25%: indicazioni più chiare ai dipendenti su quali benefit sono disponibili e su come usarli;
- 16%: report e analisi migliori;
- 14%: maggiore integrazione con i sistemi HR, payroll e finance;
- 10%: più automazione delle attività amministrative, anche con il supporto dell’intelligenza artificiale.
Anche sui dati resta molta strada da fare. Solo il 51% dei datori di lavoro, infatti, dichiara di usare dati e analisi in modo efficace per valutare l’impatto del welfare.
Lo “Step Up” di Epassi Italia: Every Need, Every Size
Da questa fotografia parte il nuovo capitolo dell’azienda. Allo Spazio STEP di Milano, Epassi Italia ha presentato il proprio “Step Up”, sintetizzato nel concetto “Every Need, Every Size”. L’idea è un welfare capace di rispondere alla varietà dei bisogni delle persone e alle diverse esigenze delle imprese.
Le novità sono tre: una nuova app, l’ingresso nel mercato dei buoni pasto e un uso più esteso dell’intelligenza artificiale.
«L’Italia ha fatto un importante passo avanti nella digitalizzazione del welfare. Oggi la sfida è trasformare questa infrastruttura in un’esperienza ancora più semplice e utile per le persone», spiega Paola Blundo, amministratrice delegata di Epassi Italia.
«Il nostro Step Up nasce proprio da qui: con ‘Every Need, Every Size’ nella stessa piattaforma, vogliamo andare oltre il catalogo e rispondere alla varietà dei bisogni delle persone e alle diverse esigenze delle aziende, con un’esperienza semplice e vicina a chi la vive», prosegue Blundo.
Per farlo, aggiunge, «usiamo tecnologia, dati e intelligenza artificiale non solo per semplificare la transazione, ma anche per supportare le persone nell’educazione e nell’orientamento, lungo le direttrici che contano davvero: famiglia, salute e benessere. L’obiettivo è un welfare sempre più accessibile, rilevante e vicino ai bisogni individuali».
Smart simplicity: semplificare l’accesso, non l’offerta
Alla base c’è un approccio che l’azienda chiama smart simplicity. Il principio è chiaro: non impoverire il welfare per renderlo più semplice, ma semplificare il modo in cui le persone lo scoprono, lo capiscono e lo usano.
La nuova app è l’espressione più concreta di questa visione. Offre infatti un accesso più immediato ai servizi. Inoltre, punta a ridurre la distanza tra ciò che l’azienda mette a disposizione e ciò che i dipendenti riescono davvero a utilizzare.
Intelligenza artificiale e benessere: le attese di aziende e lavoratori
Il secondo pilastro è l’intelligenza artificiale. Per Epassi Italia non serve soltanto a rendere più rapido l’accesso ai servizi. Deve anche aiutare le persone a orientarsi tra le opportunità disponibili, partendo dai propri bisogni.
Le aspettative, del resto, sono alte. Il 66% dei datori di lavoro ritiene che l’AI possa ridurre in modo significativo il lavoro amministrativo legato al welfare. Allo stesso tempo, secondo le imprese, può aiutare i lavoratori a muoversi meglio tra i benefit e a sfruttarli pienamente.
Ancora più interessante è il legame tra AI e benessere. Il 49% dei dipendenti europei si aspetta un impatto positivo dell’intelligenza artificiale sul proprio wellbeing. In Italia la quota sale al 54%, mentre tra le aziende arriva al 63%.
Il tema, peraltro, intercetta una domanda già forte. Tra i benefit considerati più importanti dai dipendenti italiani, il 30% indica i programmi di salute mentale e il 28% quelli legati al benessere fisico.
«La tecnologia ha senso se rende il welfare più semplice da scoprire e da usare», osserva Nicola Trincas, head of product di Epassi Italia. «Eppy ne è la massima espressione: un modo nuovo di fruire il welfare, partendo dal bisogno e non dal catalogo, ed è questo che guida le nostre scelte di prodotto».
Dai buoni pasto alla leadership dell’esperienza
Il terzo tassello è l’ingresso nel mercato dei buoni pasto. L’obiettivo è ampliare l’offerta e portare il welfare ancora più vicino alla quotidianità delle persone.
«Con la nuova app e i buoni pasto da oggi possiamo offrire un’esperienza unica, personalizzata sui bisogni di ciascuno e vicina alla quotidianità», sottolinea Trincas.
Il quadro che ne esce è quello di un ecosistema in cui offerta, tecnologia, dati, personalizzazione e AI lavorano insieme. L’Italia, insomma, parte da una posizione di vantaggio. Adesso però deve fare il passo successivo: trasformare la leadership tecnologica in una leadership dell’esperienza.
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