2 Ottobre2026

Casse di previdenza sui social: LinkedIn in testa, TikTok resta terra incognita

Social Media

Il nuovo report di SWHub, l’osservatorio di Mefop, realizzato con Larin, passa al setaccio un anno di comunicazione digitale delle diciannove casse di previdenza italiane. Sedici sono presenti su almeno un canale, ma i margini di crescita restano ampi.

Per gli enti che gestiscono la previdenza dei liberi professionisti, farsi trovare dove gli iscritti passano il proprio tempo non è più un dettaglio. Oggi sedici casse su diciannove usano almeno un canale social per dialogare con chi versa i contributi e per far conoscere le prestazioni che erogano. Tre restano ancora fuori.

È il dato da cui parte il Report Social Casse di Previdenza 2026, pubblicato il 1° ottobre da Social Media Welfare Hub (SWHub), l’osservatorio nato per iniziativa di Mefop, la Società per lo sviluppo del mercato dei fondi pensione, con il compito di studiare ogni anno la comunicazione social nel mondo del welfare.

Cosa misura il report

L’analisi, condotta in collaborazione con Larin, copre l’intero 2025, dal 1° gennaio al 31 dicembre. Non si limita a contare chi c’è e chi no: per ciascun ente prende in esame il numero di fan, iscritti o follower, la quantità di post pubblicati, le interazioni con gli utenti, la cura del profilo e la coerenza della linea grafica. Una fotografia, quindi, che guarda tanto alla presenza quanto alla qualità della conversazione.

LinkedIn e Facebook, i canali di riferimento

In cima alla classifica dei canali più utilizzati c’è LinkedIn, scelto da 13 casse. Non è una sorpresa: la natura istituzionale della piattaforma e il suo taglio professionale la rendono particolarmente adatta a un pubblico composto da avvocati, ingegneri, medici, commercialisti e dalle altre categorie ordinistiche.

Subito dietro Facebook, con 12 casse, impiegato soprattutto per raggiungere una platea mediamente più matura.

YouTube e Instagram, i pubblici da conquistare

Su YouTube sono presenti 11 casse. Il canale si presta ai contenuti di approfondimento, quelli capaci di spiegare ed educare, e raggiunge un pubblico più ampio e generalista: un terreno naturale per l’educazione previdenziale.

Instagram si ferma a 8 casse. Eppure è il canale dove si concentra la fascia tra i 25 e i 35 anni, quella dei professionisti all’inizio della carriera, per i quali la pensione appare più lontana e il tema, proprio per questo, più difficile da raccontare.

X discontinuo, messaggistica marginale, TikTok assente

Più defilata la presenza su X (ex Twitter), dove si contano 6 enti con un’attività descritta come discontinua. Ancora marginali i canali di messaggistica diretta: 4 casse hanno attivato un canale WhatsApp Broadcast, mentre un solo ente è approdato su Telegram. Nessuna cassa, infine, ha aperto un profilo su TikTok.

I numeri in sintesi

  • 16 su 19 casse presenti su almeno un social
  • LinkedIn: 13 casse
  • Facebook: 12 casse
  • YouTube: 11 casse
  • Instagram: 8 casse
  • X: 6 casse
  • WhatsApp Broadcast: 4 casse
  • Telegram: 1 cassa
  • TikTok: nessuna

Ampi spazi di crescita

La conclusione del report è netta: l’uso dei social da parte delle casse ha ancora molta strada davanti. LinkedIn e Facebook si confermano i canali più efficaci, mentre YouTube, Instagram e X offrono margini di miglioramento che richiederebbero strategie di contenuto e di coinvolgimento più incisive e, soprattutto, più continuative.

Per il sistema della previdenza professionale la sfida, insomma, non è più esserci, ma restarci con costanza, e trovare il linguaggio giusto per ciascun pubblico, a partire dai più giovani.

Il report completo è disponibile sul sito di Mefop, nella sezione dedicata a SWHub.

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