La fintech completa la sua offerta di benefit a un mese dal round Series A. Il dipendente trova tutto in un’unica app, l’HR gestisce da un solo pannello e l’esercente incassa con il terminale che ha già.
I buoni pasto entrano nella stessa app del welfare aziendale. Tundr, la fintech italiana che semplifica il welfare aziendale, ha lanciato con Pellegrini, attraverso la divisione Welfare Solutions, i Buoni Pasto Tundr. L’annuncio arriva il 28 ottobre, a un mese dal round Series A da 11,6 milioni di euro (ne abbiamo parlato qui: [LINK-INTERNO: articolo WeWelfare sul round Series A di Tundr]).
La scelta del prodotto non è casuale. Secondo una ricerca dell’Università Cattolica e ALTIS, infatti, il 72% dei professionisti considera i buoni pasto il benefit migliore tra quelli ricevuti. Così Tundr completa un’offerta che finora comprendeva fringe benefit e flexible benefit.
Tundr e Pellegrini, due piattaforme in un’unica esperienza
I ruoli sono divisi con chiarezza. Pellegrini mette a disposizione l’infrastruttura per l’emissione e la gestione dei buoni pasto, insieme alla propria rete di accettazione. Tundr, invece, integra il servizio nel suo ecosistema digitale. Il dipendente ritrova quindi tutti i benefit in un unico strumento, con borsellini dedicati.
L’obiettivo dichiarato è fare degli employee benefit una parte della vita quotidiana. Oggi, per esempio, chi lavora gestisce strumenti diversi attraverso app, carte e fornitori distinti: dalla cura del proprio benessere e di quello dei familiari alla pausa pranzo, passando per gli spostamenti casa-lavoro. Tundr punta a riunirli in un solo ecosistema.
Dall’altra parte c’è un gruppo con oltre 60 anni di storia. Pellegrini è stato fondato nel 1965 dal Cavaliere del Lavoro Ernesto Pellegrini e oggi è guidato da Valentina Pellegrini, presidente e amministratrice delegata. Conta oltre 11.000 collaboratori e più di 1,2 miliardi di euro di fatturato.
«Completiamo l’offerta benefit di Tundr mantenendo la nostra visione sistemica. Siamo un aggregatore di valore: vuol dire che sappiamo abilitarlo, ma anche riceverlo», ha dichiarato Giorgio Seveso, ceo e founder di Tundr. «Accogliamo la nostra partnership come un privilegio e una responsabilità».
Buoni pasto su carta e su app, con un solo saldo
Per il dipendente il funzionamento è semplice. Riceve una carta fisica nominativa e può scegliere se pagare con quella oppure direttamente con l’app di Tundr, generando un codice da presentare in cassa.
Carta e app, inoltre, attingono allo stesso saldo, gestito sulla piattaforma Pellegrini. I buoni pasto sono quindi disponibili su entrambi i canali nello stesso momento, senza bisogno di trasferirli dall’uno all’altro.
C’è poi un dettaglio pensato per la cassa. Nell’app è disponibile un calcolatore: basta inserire l’importo da pagare e lo strumento indica il numero massimo di buoni spendibili, combinando i tagli erogati dall’azienda. Niente più conti a mente davanti al bancone.
Cosa cambia per l’HR e per gli esercenti
Anche l’azienda lavora da un solo punto. Dalla stessa console già usata per il welfare può ordinare le carte, caricare i buoni e gestire le sostituzioni.
Il valore del buono, invece, è liberamente definibile. L’impresa può restare entro la soglia di esenzione fiscale di 10 euro oppure riconoscere un importo più vicino al costo effettivo di un pasto.
Per gli esercenti la novità riguarda il terminale. Grazie alla tecnologia Pellegrini, la rete opera sul circuito dei POS bancari, lo stesso della Tundr Card. Di conseguenza bar e ristoranti accettano i buoni con il POS che usano ogni giorno, senza installare dispositivi dedicati.
La rete dei buoni pasto Tundr: 100 mila esercizi, fino a 300 mila
I Buoni Pasto Tundr sono spendibili nella rete Pellegrini. In tutta Italia conta 100 mila pubblici esercizi già convenzionati e la maggior parte della Grande Distribuzione Organizzata. La rete, però, è scalabile rapidamente fino a 300 mila pubblici esercizi, tra ristoranti, bar, supermercati e alimentari.
I dipendenti possono anche segnalare i locali che non sono ancora nel circuito. Per questi Pellegrini avvia il convenzionamento.
«Tundr porta l’esperienza digitale di una fintech, noi una tecnologia e una rete di accettazione collaudate, complete e scalabili in modo efficiente fino a 300 mila pubblici esercizi grazie all’integrazione con la rete di pagamento interbancaria», ha spiegato Angelo Meregalli, direttore generale Welfare Solutions di Pellegrini. «Il buono pasto è il benefit che le persone usano ogni giorno, e il suo valore cresce quando vive dentro gli ecosistemi welfare che le aziende hanno già scelto. È così che vogliamo far crescere il mercato».
Buoni pasto Tundr: per chi sono disponibili
Il nuovo servizio segue due strade. Le aziende già clienti di Tundr possono aggiungerlo come modulo al piano welfare. Le nuove aziende, invece, possono attivarlo anche come prodotto autonomo. L’attivazione è progressiva a partire dal 28 ottobre.
Con questo passo Tundr integra fringe benefit, flexible benefit e buoni pasto in un’unica esperienza, fatta di Tundr Card, app mobile e console HR.
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