Developer, designer e marketer capaci di lavorare con l’intelligenza artificiale sono sempre più richiesti, ma difficili da trovare. Per questo la formazione continua diventa una leva decisiva. Marco Venuti, co-Founder e Ceo di Nextools, racconta come l’azienda fa crescere le persone dall’interno e perché la considera una forma di welfare aziendale.
L’intelligenza artificiale sta cambiando in fretta le competenze richieste dal mercato del lavoro, e la formazione continua diventa per le imprese una necessità. Nel digitale e nell’e-commerce, in particolare, il fenomeno è evidente. Developer, designer e marketer capaci di integrare l’IA nei processi aziendali sono infatti sempre più strategici. Però non sono facili da trovare.
Secondo l’Indagine Confindustria sul lavoro 2026, il 70,4% delle imprese che cercano personale segnala difficoltà di reperimento. Tra le aziende che usano o valutano l’IA e che hanno avviato azioni sul capitale umano, invece, il 79,5% punta sulla formazione del personale interno.
È qui che il tema delle competenze incontra quello del welfare aziendale. Se il mercato non offre profili già pronti, infatti, far crescere chi lavora già in azienda diventa insieme una leva di competitività e un investimento sulle persone. In altre parole, la formazione continua entra a pieno titolo tra gli strumenti di welfare. Ne avevamo parlato anche raccontando la paura di diventare professionalmente obsoleti [LINK-INTERNO: articolo WeWelfare su FOBO e HR Trends 2026 di Randstad].
Come possono quindi le imprese tecnologiche colmare il divario di competenze? E che ruolo hanno upskilling, reskilling e formazione continua? Ne parliamo con Marco Venuti, co-Founder e Ceo di Nextools, azienda tecnologica italiana le cui app e soluzioni per Shopify sono utilizzate da oltre 10.000 merchant nel mondo.
Le competenze più difficili da trovare nell’e-commerce
Nell’e-commerce, quali sono oggi i profili più difficili da trovare? E cosa è cambiato con l’IA nelle competenze che chiedete a developer, designer e marketer?
Oggi una delle sfide più grandi non è tanto trovare professionisti con competenze tecniche specifiche, quanto persone capaci di collegare tecnologia, business e bisogni reali delle aziende.
Nel nostro settore, per esempio, uno sviluppatore deve conoscere non soltanto il codice, ma anche le logiche commerciali che governano un e-commerce: checkout, pagamenti, spedizioni e promozioni. Lo stesso vale per il nostro team di supporto tecnico, che svolge un ruolo sempre più consulenziale, aiutando i merchant a individuare le soluzioni più adatte ai loro obiettivi commerciali. Non basta più conoscere il prodotto.
L’intelligenza artificiale sta accelerando questa trasformazione. Ai developer chiediamo di integrare strumenti IA nello sviluppo e nell’automazione dei processi, ai designer di progettare esperienze adatte anche agli assistenti intelligenti e ai marketer di interpretare i dati e costruire strategie in un mercato in cui anche gli agenti IA influenzano le decisioni d’acquisto. Nel supporto al cliente, l’IA può affiancare gli operatori nell’analisi delle richieste, lasciando alle persone la gestione dei problemi più complessi e della relazione con il cliente.
La competenza che accomuna tutti questi ruoli è la capacità di continuare a imparare. In un settore in costante evoluzione, curiosità, pensiero critico e attitudine a sperimentare sono importanti quanto le conoscenze tecniche.
Per una realtà come Nextools, che sviluppa soluzioni utilizzate da merchant internazionali, trovare professionisti capaci di combinare queste competenze rappresenta una sfida importante.
Upskilling e reskilling: la formazione continua nel supporto tecnico
Per Nextools è più difficile trovare persone già formate o far crescere quelle che lavorano già in azienda? Può raccontarci un caso concreto di upskilling o reskilling?
Nel nostro settore trovare persone già completamente formate è particolarmente difficile, soprattutto quando cerchiamo competenze molto verticali. Spesso è l’attitudine della persona a fare la differenza in fase di selezione. Le tecnologie evolvono rapidamente e le competenze richieste oggi possono essere molto diverse rispetto a quelle di pochi anni fa, talvolta anche di pochi mesi.
Per questo consideriamo la formazione interna una componente essenziale della crescita aziendale. In Nextools l’apprendimento passa anche attraverso il confronto quotidiano tra figure tecniche e non tecniche, l’analisi dei problemi dei merchant e la collaborazione nella ricerca di soluzioni.
Un esempio concreto riguarda il nostro team di supporto tecnico. In poco meno di un anno, un collaboratore è passato dalla gestione di richieste relativamente semplici a problematiche tecniche sempre più articolate, grazie all’esperienza diretta, al confronto costante con gli sviluppatori e a sessioni di formazione interna con i colleghi. Questo percorso gli ha permesso di approfondire la conoscenza delle nostre applicazioni, comprendere meglio le esigenze commerciali dei clienti e acquisire progressivamente maggiore autonomia.
Credo che questa sia la vera sfida dell’upskilling: non soltanto insegnare a utilizzare un nuovo strumento, ma aiutare le persone a sviluppare competenze che permettano loro di affrontare problemi sempre nuovi. Il reskilling diventa invece fondamentale quando l’evoluzione tecnologica richiede di ripensare attività e responsabilità professionali.
Giovani talenti e imprese: cosa manca alla formazione
Cosa succede concretamente quando aziende e giovani si incontrano e cosa avete capito su quello che manca ai percorsi formativi?
Quando aziende e giovani talenti si incontrano, si crea un’opportunità di crescita reciproca. Da un lato, le aziende possono entrare in contatto con nuove competenze e prospettive; dall’altro, chi si affaccia al mondo del lavoro può comprendere meglio le esigenze reali del mercato e le opportunità professionali disponibili.
È anche con questo obiettivo che abbiamo ideato The E-commerce Club, nell’ambito della Rome Future Week. Attraverso il Talent Match abbiamo favorito l’incontro tra aziende, professionisti e giovani interessati al settore. Per chi desiderava avvicinarsi all’e-commerce è stata un’occasione per conoscere dall’interno il funzionamento di questo mercato e le figure professionali più richieste. Per chi già vi opera, invece, ha rappresentato un’opportunità di networking mirato, da cui sono nate connessioni professionali, alcune già trasformate in collaborazioni concrete.
Queste esperienze evidenziano una distanza che i percorsi formativi non sempre riescono a colmare: quella tra conoscenze teoriche e applicazione pratica. Conoscere uno strumento o un linguaggio di programmazione non significa necessariamente saperlo utilizzare per risolvere un problema aziendale. Nell’e-commerce servono competenze tecniche, ma anche comprensione dei processi commerciali, capacità di collaborazione e problem solving.
Crediamo quindi che il confronto diretto con le imprese debba diventare parte integrante della formazione, per aiutare le persone a sviluppare competenze realmente spendibili e costruire opportunità professionali concrete.
La formazione continua come welfare aziendale
Come funziona la formazione continua in Nextools, in termini di tempo, budget e strumenti? La considerate parte del welfare aziendale? E come conciliate le esigenze dell’impresa con ciò che le persone vogliono imparare?
In un’azienda tecnologica la formazione continua non può essere considerata un’attività accessoria. È una necessità per il business, ma anche un investimento sulle persone. L’intelligenza artificiale non rende meno importanti le competenze umane: cambia quelle richieste e rende ancora più importante investire nella loro crescita.
In Nextools non abbiamo un programma di formazione rigidamente strutturato, ma integriamo l’apprendimento nel lavoro quotidiano, anche durante l’orario lavorativo. Incoraggiamo la partecipazione a webinar tematici, condividiamo articoli e aggiornamenti sulle evoluzioni tecnologiche e creiamo occasioni di confronto e scambio di conoscenze all’interno del team.
Abbiamo inoltre investito nel rendere accessibili a tutti i collaboratori strumenti di intelligenza artificiale, come Gemini attraverso Google Workspace, per favorirne l’utilizzo nei processi quotidiani e permettere a ciascuno di sperimentarne concretamente le potenzialità.
Sul fronte degli investimenti, non prevediamo un budget formativo fisso, ma valutiamo le opportunità in base alle esigenze aziendali e agli interessi di crescita del team. Partecipiamo regolarmente a eventi di settore, come Shopify Editions a Toronto e altri appuntamenti dedicati all’e-commerce in Italia e in Europa, che rappresentano occasioni importanti di aggiornamento e confronto con l’ecosistema.
Consideriamo la formazione anche una forma di welfare aziendale, perché contribuisce a rafforzare l’autonomia, la crescita professionale e la capacità delle persone di affrontare i cambiamenti del mercato del lavoro. Crediamo che le competenze più preziose nascano proprio dall’incontro tra ciò che serve all’impresa e ciò che una persona è motivata a imparare.
Investire nella formazione significa quindi investire contemporaneamente nella competitività dell’impresa e nel futuro professionale di chi ne fa parte.
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