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Dondup. Made in Italy attento all’ambiente e ai lavoratori

Durante la settimana della moda maschile di Milano, la Fashion House ha presentato i dati 2018 e le sue strategie future rivolte all’ambiente e al welfare

Il profitto e la soddisfazione degli azionisti non sono più tra i primi obiettivi delle multinazionali, sembrerebbe infatti esserci un’inversione di tendenza che pone come priorità la sostenibilità ambientale e il benessere dei lavoratori. Come riportato da Giulia Crivelli su Il Sole 24 Ore di qualche giorno fa, questo segnale di cambiamento si rintraccia in seno alle società quotate e rappresentate dai ceo del Business Roundtable – la più grande banca americana alla quale aderiscono circa 18o amministratori delegati di altrettante aziende dei più importanti settori, da Amazon e Apple a Visa e Walmart, passando per Jp Morgan – che danno lavoro a 15 milioni di persone in tutto il mondo.

Di queste aziende “illuminate” ce ne sono molte anche in Italia, come ad esempio le istituzioni che rappresentano la filiera del tessile-moda-abbigliamento e riunite da gennaio 2018 nella federazione Confindustria Moda Aziende (Federazione Italiana Tessile, Moda e Accessorio). Parte del gruppo, è anche l’azienda del marchio denim Dondup presieduta da Matteo Marzotto e dal CEO Matteo Anchisi che, in occasione della recente settimana della moda maschile di Milano, ha presentato i dati 2018 e le sue strategie future rivolte all’ambiente e al welfare: “Tradizione e innovazione si armonizzano in un progetto cosmopolita che unisce saper fare Made in Italy alla visione contemporary”.

Le azioni sostenibili sono testimoniate dalla scelta di aggiungere al cotone percentuali variabili di fibre sintetiche, e dal progetto Detox che rende tracciabile e trasparente una sorta di carta d’identità del capo, così da permettere ai consumatori di sapere il risparmio di acqua ed energia. L’impegno sul fronte del welfare aziendale è invece dimostrato dal percorso di potenziamento volto a raggiungere il mainstream dei mercati internazionali grazie ad una strategia che unisce creatività, sensibilità nei confronti del mercato 
e una visione innovativa, alla quale possono contribuire tutti i dipendenti facenti parte della cosiddetta “Dondup Tribù”. Politiche queste che sono sostenute al 91% dal fondo di private equity internazionale LCatterton, che dal 2015 controlla Dondup, soddisfatto del fatturato di circa 6o milioni dell’azienda.

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