Great Place to Work Italia ha ascoltato oltre 6mila collaboratori over 55 per stilare il ranking Best Workplaces for Senior 2026. Nelle aziende premiate la fiducia interna arriva all’85%, quasi il doppio della media italiana. In testa alle due classifiche ci sono PTC e Cisco.
Solo il 5% dei lavoratori senior delle aziende premiate pensa di cambiare lavoro. Nella media italiana, invece, la quota sale al 34%. In questa distanza sta il senso del ranking Best Workplaces for Senior 2026, che Great Place to Work Italia ha costruito sulle opinioni di 6.026 collaboratori over 55.
La classifica premia 30 organizzazioni: 15 con meno di 500 collaboratori e 15 con oltre 500. Al primo posto ci sono rispettivamente PTC, azienda tecnologica specializzata in software per l’industria, e Cisco.
Il punto, però, va oltre i nomi. «Queste organizzazioni hanno saputo interpretare, prima e meglio delle altre, i trend demografici e tecnologici che stanno cambiando il mondo del lavoro, attuando delle strategie reali», dichiara Alessandro Zollo, CEO di Great Place to Work Italia.
Perché i lavoratori senior sono diventati una questione strategica
Il contesto spiega perché il tema pesa sempre di più sulle scelte delle imprese. Secondo i dati ISTAT riportati da Great Place to Work, l’età media della popolazione italiana è salita a 47,1 anni nel 2026. Inoltre potrebbe raggiungere i 48 anni nel 2030 e superare i 51 nel 2050.
Gli over 65 sono circa 14,82 milioni. La popolazione in età lavorativa (15-64 anni), invece, è scesa a 37,27 milioni. I giovani fino a 14 anni rappresentano soltanto l’11,6% della popolazione.
Intanto i senior lavorano di più e più a lungo. Il bollettino CNEL-ISTAT di settembre conta 9,6 milioni di occupati tra i 50 e i 64 anni, circa il 39% dei lavoratori attivi. Il loro tasso di occupazione è cresciuto di quasi 2 punti rispetto al 2025.
L’aumento è particolarmente forte per le donne: +2,2 punti, con un tasso di occupazione del 58,5%. Dal 2004, poi, il tasso di occupazione della fascia 50-64 anni è salito di oltre 26 punti.
Nel secondo trimestre 2026, infine, gli occupati tra i 50 e i 64 anni sono aumentati di 327mila unità in un anno. Nello stesso periodo sono invece diminuiti gli occupati tra i 15 e i 24 anni e tra i 35 e i 49. Il ricambio generazionale diventa così una delle sfide principali del mercato del lavoro: meno giovani disponibili, più collaboratori senior da coinvolgere.
Lavoratori senior e fiducia: il Trust Index all’85%
Il cuore del ranking è il Trust Index, l’indicatore che misura il clima di fiducia interno sulla base di credibilità, rispetto, equità, orgoglio e coesione. Nelle 30 aziende premiate si attesta all’85%.
Il confronto è netto. Nelle altre aziende certificate Great Place to Work il dato si ferma al 73%, quindi 12 punti più in basso. Rispetto alla norma italiana, cioè la media delle aziende italiane rilevata dall’European Workforce Study, il distacco sale a 40 punti (45%).
Le aziende premiate, peraltro, non appartengono a un solo settore. Si va dall’IT ai servizi finanziari e assicurativi, dalla manifattura alla farmaceutica. In altre parole, l’eccellenza nell’esperienza dei senior non dipende dal tipo di business, ma dal modello organizzativo.
Dove fanno la differenza le aziende per gli over 55
Analizzando le risposte, Great Place to Work individua quattro aree in cui le aziende premiate si distinguono: competenza, integrità, cura e accoglienza.
Competenza e integrità della leadership
La competenza raggiunge l’86% nelle best, contro il 79% delle altre certificate e il 43% della norma senior. I collaboratori over 55 riconoscono capacità gestionale, coordinamento e obiettivi chiari. Inoltre apprezzano la responsabilizzazione e la libertà di lavorare bene senza un controllo continuo.
L’integrità arriva all’87%, contro l’82% delle certificate e il 47% della norma. Per i senior delle best, infatti, la fiducia passa dalla coerenza della leadership: mantenere le promesse e agire in linea con i valori dichiarati.
Cura e accoglienza
La cura si attesta all’86%, contro l’82% delle certificate e il 46% della norma senior. Tuttavia la sicurezza fisica è solo una parte del quadro. Le differenze più evidenti emergono sul benessere psicologico, sull’equilibrio tra lavoro e vita privata e sull’interesse dei responsabili per la persona.
L’accoglienza, infine, è all’85% nelle best, all’80% nelle certificate e al 42% nella norma. Per chi ha più di 55 anni, quindi, conta molto continuare a sentirsi parte dell’organizzazione, soprattutto nei momenti di cambiamento.
Zollo: l’esperienza come leva strategica
Per Great Place to Work il messaggio del ranking riguarda la strategia, non solo l’inclusione. I risultati, spiega Zollo, confermano «come la valorizzazione dell’esperienza lavorativa non sia solo un tema di inclusione generazionale, ma rappresenti una vera e propria leva strategica per i migliori ambienti di lavoro italiani».
Il CEO elenca poi le forze in gioco. L’innalzamento dell’età pensionabile allunga la permanenza al lavoro. Il calo delle nascite, invece, riduce i giovani in ingresso. Il risultato è un ricambio più lento, proprio mentre è in corso una transizione tecnologica senza precedenti.
«Non è quindi solo una questione di cura, diversity o fiducia – conclude Zollo – ma per le aziende è necessario sapere leggere e interpretare correttamente i dati e i trend demografici e tecnologici provenienti dal mercato del lavoro e sulla base di questi sviluppare e implementare una strategia adeguata».
Le classifiche 2026: PTC e Cisco al primo posto
Aziende fino a 499 collaboratori
Sul podio, dopo PTC, salgono Allianz Technology, fornitore di servizi IT per le 12 entità operative di Allianz Italia, e Fenix Pharma, attiva nei prodotti farmaceutici, nei nutraceutici e nei dispositivi medici.
- PTC (IT)
- Allianz Technology (IT)
- Fenix Pharma s.c.p.a. (biotecnologie e prodotti farmaceutici)
- Bristol-Myers Squibb (biotecnologie e prodotti farmaceutici)
- Everpure (IT)
- Belden (manifattura & produzione)
- Novidis (IT)
- Laboratoires SVR (health care)
- Wide Group (servizi finanziari & assicurazioni)
- Biogen (biotecnologie e prodotti farmaceutici)
- Vianova (telecomunicazioni)
- Buona Spa Società Benefit (biotecnologie e prodotti farmaceutici)
- TIMAC AGRO (agricoltura)
- Formula Spa (IT)
- D’Amico Società di Navigazione (trasporti)
In questa categoria prevalgono l’IT, con cinque aziende, e il farmaceutico, con quattro.
Aziende con oltre 500 collaboratori
Dopo Cisco, il podio vede Hilton, nel settore dell’ospitalità, e Allianz Group, nelle assicurazioni e nell’asset management.
- Cisco (IT)
- Hilton (ospitalità)
- Allianz Group (servizi finanziari & assicurazioni)
- Micron Semiconductor Italia srl (manifattura & produzione)
- AbbVie (biotecnologie e prodotti farmaceutici)
- Mondelēz International (manifattura & produzione)
- TP (servizi professionali)
- DHL (trasporti)
- Bluserena Hotels & Resorts (ospitalità)
- Reale Group (servizi finanziari & assicurazioni)
- Gruppo Sapio (manifattura & produzione)
- Siemens Healthineers AG (health care)
- Eli Lilly (biotecnologie e prodotti farmaceutici)
- Esprinet (IT)
- Gruppo Sella (servizi finanziari & assicurazioni)
Qui, invece, manifattura e servizi finanziari pesano di più, con tre aziende ciascuno (20%).
Lavoratori senior che restano: ambassador, fughe e quiet quitting
Sul fronte della fidelizzazione i numeri sono ancora più marcati. Nelle best l’88% dei lavoratori senior è un ambassador dell’azienda, cioè ne parla bene. Nella norma italiana la quota è del 42%, meno della metà; nelle altre certificate dell’82%.
Il rischio di fuga (flight risk) riguarda solo il 5% degli over 55 delle best, contro il 34% della norma. Anche il quiet quitting resta marginale: lo pratica potenzialmente il 4% dei senior delle best, contro il 17% della norma. Si tratta di chi si limita allo stretto indispensabile, rifiuta straordinari e progetti extra e non cerca nuove responsabilità.
Secondo Great Place to Work, quindi, la sfida non è solo trattenere le persone. Conta piuttosto mantenere nel tempo un legame positivo con il luogo di lavoro.
I commenti positivi dei senior confermano questa lettura. Rispetto alla norma italiana, nelle best ricorrono più spesso l’appartenenza (12,2% contro 5,3%) e lo sviluppo basato su formazione e innovazione (7,7% contro 3,4%). Seguono la fiducia e l’ascolto (6,7% contro 3,1%) e il valore dato all’esperienza (4,7% contro 1,2%).
Cosa dice il ranking a chi si occupa di welfare
Per chi progetta il welfare aziendale, la parte più utile dello studio riguarda la cura. Le distanze maggiori, infatti, non si giocano sulla sicurezza fisica. Si giocano invece su benessere psicologico, conciliazione e attenzione dei responsabili alla persona.
Sono gli stessi ambiti in cui un piano di welfare può intervenire, purché parta dall’ascolto della popolazione aziendale. Per esempio, il peso crescente delle lavoratrici over 50 rende centrali i temi della conciliazione e della cura dei familiari. Allo stesso modo, la richiesta di formazione indica che i senior chiedono di restare protagonisti, non di essere accompagnati all’uscita.
Ne abbiamo parlato anche qui: [LINK-INTERNO: articolo WeWelfare su FOBO e HR Trends 2026 di Randstad, che tocca il valore dell’esperienza dei senior – slug: fobo-ai-lavoratori-obsoleti-randstad-hr-trends-2026].
Il ranking in breve
Il Best Workplaces for Senior 2026 è la classifica di Great Place to Work Italia dedicata alle migliori aziende secondo i lavoratori senior over 55. Si basa sulle opinioni di 6.026 collaboratori e premia 30 organizzazioni, divise tra realtà con meno di 500 e con oltre 500 dipendenti. L’indicatore principale è il Trust Index, che misura credibilità, rispetto, equità, orgoglio e coesione. Il confronto avviene con le altre aziende certificate e con la norma italiana dell’European Workforce Study.
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