Nel 2026 chi usa la piattaforma Bonoos incassa in media 1.115 euro l’anno tra bonus e agevolazioni pubbliche. È più di quanto le imprese riconoscono, in media, con i piani di welfare aziendale. Eppure, senza qualcuno che li cerchi e li chieda, quei soldi resterebbero quasi sempre sul tavolo.
C’è un welfare che lo Stato, le Regioni e i Comuni hanno già finanziato e che nessuno va a ritirare. Bonus per i figli, contributi per la casa, voucher per la mobilità o per la non autosufficienza: milioni di lavoratori ne avrebbero diritto. Molti, però, non lo sanno. Altri ci rinunciano davanti a moduli, scadenze e requisiti. Bonoos, la Società Benefit milanese che ha fatto di questo problema il proprio modello di business, lo chiama senza giri di parole «un vero e proprio paradosso sociale».
I numeri del suo Employee Satisfaction Report 2026, presentato oggi a Milano, raccontano invece l’altra faccia della medaglia: cosa succede quando un’azienda decide di accompagnare i propri dipendenti dentro quel labirinto.
Welfare non riscosso: il paradosso dei bonus pubblici
Il fenomeno ha un nome tecnico, non take-up, e una dimensione tutt’altro che marginale. Secondo le ricerche richiamate nel report (Eurofound 2015, INAPP 2022 e il XXIV Rapporto annuale INPS del 2025), il welfare non riscosso arriva a toccare il 70% dei casi tra i soggetti che ne avrebbero diritto.
Le cause sono note. Da un lato c’è un gap informativo: le misure sono tante, cambiano spesso e sono sparse tra livello nazionale, regionale e comunale. Dall’altro c’è la burocrazia, che scoraggia anche chi sa di poter chiedere.
Proprio su questo spazio si è inserita negli ultimi anni la cosiddetta welfare integration. Si tratta di soluzioni digitali che le aziende adottano per affiancare ai propri piani di welfare aziendale l’accesso guidato alle misure pubbliche, i Public Benefit.
Bonoos e la welfare integration: come funziona la piattaforma
Bonoos è una start-up innovativa nata nel 2023 e si presenta come il primo Welfare Integration Partner attivo in Italia nell’HR-Tech. Attraverso una web app, la piattaforma seleziona e aggiorna in tempo reale, con soluzioni basate su intelligenza artificiale agentica, percorsi personalizzati per accedere a bonus, agevolazioni e voucher pubblici.
Oggi in piattaforma ci sono oltre 1.000 misure, tra bonus, voucher e contributi per famiglia, casa, studio dei figli, salute, mobilità, cultura e non autosufficienza. Inoltre, i dipendenti possono contare su un pacchetto di consulenze gratuite, i cosiddetti Servizi Life-Admin: fisco, diritto di famiglia, previdenza pubblica e complementare, supporto familiare ed educazione finanziaria.
Tra i clienti figurano nomi come Amplifon, Bulgari, Danone, EssilorLuxottica, Lavazza, Siemens e Sky. In tutto le aziende sono più di 250.
Report Bonoos 2026: lavoratori in piattaforma +180% in tre anni
Il report si basa su un sondaggio online rivolto ai lavoratori attivi in piattaforma, che ha raccolto 3.082 risposte. Il suo punto di forza, infatti, è il confronto sul triennio 2024-2026, che permette di leggere una tendenza e non una semplice fotografia.
Il primo dato riguarda la platea. Nel 2026 i beneficiari potenziali sono saliti a 98.800 dipendenti, mentre quelli attivi superano i 51.000. Il tasso di registrazione resta stabilmente sopra il 50%: in altre parole, più di un dipendente su due sceglie di usare l’offerta di welfare integrato.
In tre anni, quindi, i lavoratori presenti in piattaforma sono cresciuti del 180% e gli attivi di poco più del 164%. Solo nell’ultimo anno, inoltre, il numero dei lavoratori che usano i servizi di welfare integration è aumentato del 57,5%.
Bonus pubblici: 1.115 euro, più del credito welfare aziendale
Qui arriva il dato che fa più rumore. Il valore medio annuo dei bonus effettivamente ottenuti, il cosiddetto take-up, è passato da 1.025 euro nel 2024 a 1.115 euro nel 2026, con una crescita dell’8,8% nel triennio.
Per capire quanto pesi questa cifra, basta un confronto. Il credito welfare individuale medio che le imprese riconoscono ai dipendenti con i piani di welfare aziendale vale 1.040 euro secondo l’Osservatorio Welfare 2026 di DoubleYou e 1.000 euro secondo quello di Edenred. Di conseguenza, il welfare pubblico “recuperato” vale in media più di quello che l’azienda mette di tasca propria.
Crescono anche gli altri indicatori. Nel 2024 e nel 2025 il 44% dei beneficiari aveva trovato almeno un bonus di interesse; nel 2026 la quota sale al 48%, soprattutto grazie all’ampliamento del catalogo. Allo stesso modo, la quota di chi presenta davvero domanda passa dal 23% al 30%.
| Indicatore | 2024 | 2025 | 2026 |
|---|---|---|---|
| Beneficiari che trovano bonus di interesse | 44% | 44% | 48% |
| Beneficiari che presentano domanda | 23% | 26% | 30% |
| Take-up medio dei bonus ottenuti | 1.025 € | 1.068 € | 1.115 € |
Fonte: Bonoos, Employee Satisfaction Report 2026
Oltre 1 milione attivato, un potenziale da 57 milioni
Il report prova poi a tradurre i numeri in valore economico complessivo. Il calcolo parte dal campione: dei 3.082 rispondenti, il 30% (924 persone) ha presentato domanda per almeno una misura pubblica. Moltiplicando per il take-up medio, il valore attivato supera 1 milione di euro, per la precisione 1.030.929 euro.
Bonoos, però, allarga lo sguardo all’intera platea dei registrati, cioè 51.285 lavoratrici e lavoratori. Se tutti ottenessero il take-up medio, l’impatto economico generabile dalla piattaforma supererebbe i 57 milioni di euro.
Va letto per quello che è: un tetto teorico, non una cifra già incassata. Tuttavia, rende bene l’ordine di grandezza delle risorse pubbliche che restano inutilizzate quando nessuno aiuta i lavoratori a chiederle.
Servizi Life-Admin Bonoos: la consulenza che cresce del 52%
L’altra metà della storia riguarda le persone, prima ancora dei bonus. Nel 2026 i Servizi Life-Admin, offerti tramite webcall personalizzate con fiscalisti, avvocati esperti di diritto di famiglia, operatori CAF, pedagogisti e consulenti previdenziali, hanno gestito 11.853 casi. Erano 3.277 nel 2024.
A perimetro comparabile, cioè senza contare i servizi nuovi, la crescita sull’anno precedente è del 52%. Anche il tasso medio di utilizzo sale, dal 7,2% al 9,6%. In testa resta l’assistenza fiscale, con 4.754 casi; segue l’assistenza bonus con 3.232. Infine, debutta con 1.435 richieste la consulenza previdenziale.
| Servizio | 2024 | 2025 | 2026 |
|---|---|---|---|
| Assistenza fiscale | 2.012 | 3.522 | 4.754 |
| Assistenza bonus | 1.265 | 2.204 | 3.232 |
| Sportello famiglia | – | 798 | 1.687 |
| Consulenza previdenziale | – | – | 1.435 |
| Consulenza legale | – | 330 | 745 |
| Totale | 3.277 | 6.854 | 11.853 |
Fonte: Bonoos, Employee Satisfaction Report 2026. Il trattino indica servizi non ancora attivi in piattaforma.
Il segnale è chiaro. I lavoratori chiedono sempre più spesso aiuto per gestire la propria vita personale e familiare, dal 730 alla separazione, dalla pensione alla scuola dei figli. Per questo, secondo il report, l’efficacia di un piano di welfare aziendale non può più fare a meno di un sostegno professionale e specialistico.
Perché il welfare integrato conviene alle imprese
La conclusione del report è netta. Per le aziende, il valore delle misure pubbliche portate ai dipendenti «non rappresenta un costo, ma una scelta logica e socialmente (realmente) responsabile».
Il ragionamento regge anche sul piano dei conti. Un’impresa che affianca la welfare integration al proprio piano può, in sostanza, raddoppiare il valore percepito dai dipendenti senza raddoppiare il budget. Allo stesso tempo, contribuisce a ridurre uno spreco di risorse pubbliche che pesa soprattutto sulle famiglie con redditi medio-bassi.
È un tema che su WeWelfare seguiamo da tempo. A luglio abbiamo raccontato come la welfare integration stia facendo i conti con i bonus pubblici, e nel 2023 eravamo stati tra i primi a dare notizia della nascita di Bonoos come web app per integrare welfare pubblico e privato.
Chi è Bonoos
Bonoos Srl è una Società Benefit con sede a Milano e una start-up innovativa a elevato impatto sociale, costituita nel 2023. Opera come Welfare Integration Partner per le imprese: tramite una web app guida i dipendenti nell’accesso a bonus, agevolazioni e voucher di Stato, Regioni e Comuni e offre servizi gratuiti di consulenza fiscale, legale, previdenziale e familiare. Bonoos è partner del Comune di Milano nel progetto “Patto per il Lavoro”, è stata selezionata da F6S come “Top Welfare Start-Up in Milan”, è stata menzionata come “Start-Up per gli SDGs” nel programma “Reach the Goals” di Cariplo Factory e nel 2025 ha vinto l’Open Innovation Award nella categoria HR-Tech.
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