Il mercato del welfare aziendale continua ad attrarre capitali e a consolidarsi attorno a piattaforme tecnologiche capaci di semplificare la vita di HR, aziende e dipendenti. L’ultimo segnale in questa direzione arriva da Tundr, la fintech italiana che ha chiuso un round Series A da 11,6 milioni di euro, a poco più di un anno dal round Seed dell’aprile 2025.
Per chi si occupa di welfare aziendale, la notizia interessa su due livelli: da un lato conferma che gli investitori istituzionali guardano con crescente attenzione al comparto; dall’altro segnala l’intenzione di Tundr di posizionarsi non più solo come fornitore di servizi alle imprese, ma come infrastruttura tecnologica a disposizione dell’intero ecosistema — provider di welfare, banche, agenzie per il lavoro, compagnie assicurative, consulenti del lavoro e società di payroll.
Una crescita a doppia cifra, ora da scalare
Tundr arriva a questo round dopo un triennio di crescita a ritmi del +200% annuo, che l’ha portata a gestire i piani di welfare di 2.000 aziende, per oltre 100 mila dipendenti. Numeri che la società intende ora moltiplicare, allargando la platea di soggetti che possono integrare la propria tecnologia per offrire servizi di welfare ai propri clienti finali.
È un punto che riguarda da vicino chi lavora in azienda sul tema benefit: se il modello dovesse davvero affermarsi come standard di settore, per gli HR manager significherebbe piattaforme più interoperabili e, potenzialmente, meno frammentazione tra i fornitori con cui oggi ci si interfaccia per gestire fringe benefit e flexible benefit.
“Il welfare aziendale è un mercato che continua a crescere a doppia cifra, dove uno standard digitale non si è ancora consolidato: è esattamente lo spazio in cui vogliamo giocare. Forti della fiducia dei nostri investitori, ci prepariamo a scalare il nostro modello per clienti e partner”, ha dichiarato Giorgio Seveso, CEO e founder di Tundr, anticipando novità di prodotto già a partire da questo autunno.
Chi ha investito, e perché
Il round vede l’ingresso di CDP Venture Capital, attraverso il comparto ServiceTech del fondo Corporate Partners I, accanto alla conferma di 360 Capital e Azimut, già presenti nel round Seed. Partecipano inoltre istituti finanziari come Kairos Partners e Crédit Agricole Italia, Sella Direct Ventures, e un gruppo di imprenditori dell’ecosistema tech e finanziario tra cui Alessandro Fracassi (Gruppo MOL), Claudio Erba (Docebo), Enrico Mattiazzi (Fiscozen) e Paolo Basilico (Samhita Investments).
“In Tundr vediamo un operatore sistemico capace di lavorare con una moltitudine di soggetti, dalle piccole imprese a gruppi quotati. Il nostro investimento è un riconoscimento a una giovane società che sta mettendo la propria eccellenza tecnologica al servizio del sistema Paese, contribuendo a un miglior funzionamento del mercato del lavoro”, ha dichiarato Laura Scaramella, Responsabile del comparto ServiceTech del fondo Corporate Partners I di CDP Venture Capital.
La presenza di attori come banche e reti di consulenti del lavoro tra gli investitori conferma una lettura che su WeWelfare torna spesso: il welfare aziendale non è più un tema isolato nelle direzioni HR, ma un terreno su cui si incontrano finanza, lavoro e servizi alle imprese.
Cambio alla presidenza: entra Carlo Enrico
L’aumento di capitale coincide con un passaggio di governance: Carlo Enrico, già investitore e consigliere di Tundr dal precedente round, assume il ruolo di presidente del Consiglio di Amministrazione. Nel corso della sua carriera Enrico ha ricoperto ruoli in Goldman Sachs e Mastercard, oltre che nel sistema bancario italiano — con Banco di Sicilia e BancoPosta — e nel fintech, come membro dei board di Pomelo e Verestro.
“Sono entusiasta di mettere la mia esperienza a disposizione del management della società. In questi primi anni Tundr è riuscita a costruire una compagine societaria di livello assoluto ed estremamente rappresentativa del sistema a cui si rivolge, combinando fondi di venture capital, operatori istituzionali e imprenditori. Tutti impegnati attivamente nel progetto”, ha dichiarato Carlo Enrico, presidente di Tundr.
Gli advisor dell’operazione
Tundr è stata assistita dallo studio legale BonelliErede, guidato da Giulia Bianchi Frangipane, con un team composto da Enrico Goitre, Elena Cozzupoli e Davide Cardinali. CDP Venture Capital e 360 Capital sono stati seguiti rispettivamente dallo studio RPLT (Stefano Chiarva e Alessandro Anedda) e dallo studio K&L Gates (Veronica Muratori e Lorenzo Fidanza). I profili notarili sono stati curati dal Notaio Federico Mottola Lucano, dello studio ZNR Notai, con il supporto di Claudio Zivelonghi e Camilla Tolasi.
Chi è Tundr
Tundr Tech Corporation S.r.l. è la fintech italiana che semplifica il welfare aziendale per imprese e dipendenti, con una piattaforma tecnologica e modulare che integra fringe benefit e flexible benefit in un’unica esperienza — comprensiva di Tundr Card, app mobile e console HR per la gestione autonoma dei piani welfare. Con sedi a Milano e Lecce, Tundr è nel 2025 diventata la prima fintech ammessa in AIWA, l’Associazione Italiana Welfare Aziendale.
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