Servizi aziendali

Verso Well@Work. Venier (Snam): niente tagli al budget di welfare

Well@Work

La terza edizione di Well@Work si svolgerà il prossimo 16 giugno: la costruzione del welfare aziendale del futuro. L’iniziativa di HRC Community avrà quest’anno una modalità diversa, compatibile con il distanziamento richiesto dall’emergenza Covid-19. Il prossimo 29 maggio si svolgerà una tavola rotonda online. Il 16 giugno la premiazione dei migliori progetti. Un’occasione di dibattito e confronto tra Hr e provider. Oggi interviene Ugo Venier di Snam.

“È il momento di una rinnovata attenzione e investimento nello sviluppo di un welfare aziendale a 360 gradi, che curi il benessere delle persone”. Ugo Venier, head of Hr corporate di Snam, risponde così alla provocazione sugli eventuali tagli di budget per il benessere organizzativo in azienda. “Ci sarà piuttosto la necessità di provvedere a un bilanciamento dei servizi di welfare. Si torna alla base dei bisogni. Quindi sicurezza, salute, ma anche socialità” spiega Venier. Quindi una contrazione dei servizi “ludici”, senza dimenticare la dimensione di relazione sociale che in tempo di distanziamento sanitario ha bisogno di essere recuperata.

Ugo Venier ha proposto la sua “visione” in uno speech che sarà diffuso il prossimo 16 giugno nel corso dell’evento finale di Well@Work, l’iniziativa promossa da HRC Community per favorire il confronto tra i manager delle risorse umane.

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Ugo Venier, head of Hr corporate di Snam

“Bisogna recuperare la socialità. Il welfare aziendale è una dimensione di servizi e benefit che contribuiscono a farsi percepire come parte di una squadra, di un gruppo. La soddisfazione nella propria attività lavorativa è la base della motivazione delle persone, ma non è l’unico elemento che rende attrattiva un’azienda o far star bene le persone al lavoro. Ci vogliono elementi ulteriori. Il welfare opera su questo orizzonte a 360 gradi” spiega Venier. Quindi il welfare del futuro non può che proseguire sulla strada di un budget che non può essere ridotto. “Si deve investire di più sulla sicurezza fisica, sanitaria dei nostri collaboratori. Le spese su questo fronte non potranno che salire. In Snam stiamo definendo le convenzioni per poter fare test sierologici e anche tamponi su base volontaria e in strutture private a tutti i nostri dipendenti e ai loro famigliari – aggiunge Venier –. Ma c’è una dimensione di sicurezza che riguarda anche la mobilità”. Tra i servizi di welfare aziendale rientra anche la modalità più sicura per arrivare sul luogo di lavoro. Che sia il car pooling, che siano servizi di trasporto collettivo ma dedicato, sono allo studio nuove opportunità per assicurare un trasferimento sicuro dalla casa al lavoro.

“E non bisogna trascurare anche una sicurezza professionale da supportare. Sarà un po’ meno welfare tradizionale e più formazione, ma l’orizzonte è sempre quello della sicurezza delle persone che lavorano in azienda. La employability sul mercato del lavoro sarà assicurata dall’aggiornamento continuo, dall’investimento in competenze digitali sempre più necessarie”. Per Ugo Venier la necessità di una rinnovata propensione all’uso della tecnologia è stata ribadita dal ricorso allo smart working. “In Snam ci sono state quasi duemila persone in smart working dall’oggi al domani, senza cali nella produttività, vuol dire avere avuto una confidenza precedente con questa modalità di lavoro. Che poi si sia trattato di smart working, di home working, di remote working, resta il fatto che ancora oggi sono 1800 le persone che continuano a lavorare proficuamente da casa e non sono ancora rientrate fisicamente nelle loro sedi”.

Insomma un decremento di investimento sull’orizzonte del welfare aziendale è improponibile. “L’azienda ha bisogno delle persone e deve dimostrare quotidianamente di essere propensa a un caring a 360 gradi”. Per Ugo Venier è un elemento fondamentale per avviare quel circuito virtuoso economico e sociale che porta benefici alla persona, alla sua famiglia, al suo territorio e a Snam e che rende il luogo di lavoro attrattivo, ancor prima che essere una modalità di retention dei propri collaboratori.

Un’ultima considerazione sul futuro del welfare aziendale è collegata al ruolo dei provider. “Ci aspettiamo un contributo creativo e personalizzato per sviluppare nuovi servizi di welfare – conclude Venier – occorrono sempre più soluzioni ritagliate sui cluster e sulle persone, sulle fasce di popolazione aziendale. Non sarà più utile un catalogo uguale per tutti, con i partner di servizi di welfare dovremo trovare soluzioni flessibili e adatte alle diversità”. L’occasione di Well@Work servirà anche a favorire questo confronto tra aziende e provider per il futuro del welfare.

Marco Barbieri

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