5 Ottobre2026

«Il futuro rubato»: Antonio Mastrapasqua presenta a Roma il suo libro su pensioni, lavoro e giovani

Giovedì 8 ottobre alle 18, a Palazzo Wedekind, l’ex presidente dell’Inps presenta il saggio edito da Solferino. Ne discutono con lui Renato Brunetta, Sabino Cassese, Gabriele Fava e Antonio Polito. Al centro, dieci proposte per restituire ai giovani il futuro che il Paese ha ipotecato.

Nel 2025 in Italia sono nati 355.000 bambini, il numero più basso dall’Unità del Regno. Tra il 2011 e il 2024 circa 630.000 under 35 hanno lasciato il Paese. E secondo le proiezioni citate dall’Inapp, entro il 2050 si arriverà a un pensionato per ogni lavoratore attivo. Sono i numeri da cui parte Il futuro rubato. Pensioni, lavoro, giovani: come invertire la rotta del declino (Solferino), il nuovo libro di Antonio Mastrapasqua, scritto con Giuliano Guida Bardi. Verrà presentato giovedì 8 ottobre alle 18 a Roma, a Palazzo Wedekind (piazza Colonna 366), con il patrocinio dell’Inps.

Un parterre che conosce la materia dall’interno

Con l’autore dialogheranno Renato Brunetta, presidente del Cnel; Sabino Cassese, giudice emerito della Corte costituzionale; Gabriele Fava, presidente dell’Inps; e il giornalista Antonio Polito, già vicedirettore del Corriere della Sera.

Non è un parterre di circostanza. Brunetta e Cassese sono tra le voci più presenti nel libro. Del primo, Mastrapasqua ricorda la stagione da ministro della Funzione pubblica in cui, con l’Inps, si arrivò al certificato medico di malattia digitale, e il lavoro alla guida di un Cnel che «sembrava candidato all’abolizione». Del secondo cita a più riprese le analisi sulla burocrazia e sulla giungla normativa, a cominciare da una sintesi fulminante: in Italia «le leggi sono troppe perché funzionino e troppo poco rispettate perché contino». Con Fava, attuale presidente dell’Istituto, il confronto sarà invece tra chi l’Inps lo ha guidato e chi lo guida oggi. Nel libro Mastrapasqua gli riconosce che la questione dei giovani gli è «assai cara».

Dieci anni al vertice dell’Inps

Mastrapasqua ha trascorso una decina d’anni ai vertici dell’Istituto, quattro nel Consiglio di amministrazione e sei alla presidenza, a partire dal luglio 2008. In quegli anni ha guidato l’integrazione di Inpdap ed Enpals, ha reso consultabile online per la prima volta il conto previdenziale individuale e ha raccolto, una regione alla volta, le 21 firme che hanno portato all’Inps l’accertamento dell’invalidità per i malati oncologici, riducendo i tempi da molti mesi a 15 giorni. Il libro nasce da lì, da quella che lui stesso chiama una lunga esperienza condotta «con lo spirito del manager “privato” in prestito – un lungo prestito – alle istituzioni», e dalla scoperta, entrando nella «stanza dei bottoni», che «non c’erano più i bottoni».

Dalla denuncia alle proposte

Il titolo è un’accusa. Il futuro dei giovani, sostiene l’autore, è stato rubato due volte: con il debito pubblico, che ogni neonato eredita già sulle spalle, e con la perdita di fiducia: per la prima volta dal dopoguerra, scrive, una generazione italiana ha iniziato a sospettare che il futuro potesse essere peggiore del presente. Nei dodici capitoli scorrono la fuga dei laureati e i tirocini impantanati nella burocrazia, i bonus definiti «la droga del Paese», le quote pensionistiche, la «Repubblica fondata sul riposo», le casse dei professionisti e il ruolo dell’Inps, che Mastrapasqua descrive come un calabrone che secondo le previsioni non dovrebbe volare e invece vola.

Ma il libro non si ferma alla pars destruens. Si chiude con «quasi un decalogo» di proposte, alcune destinate a far discutere:

  • Tfr in busta paga, perché «sono soldi dei lavoratori» e ciascuno deve poter decidere se spenderli o investirli;
  • basta riforme delle pensioni, tranne una: una super pensione per chi fa figli, padri compresi, come leva contro la denatalità;
  • quote giovani, sul modello della legge Golfo-Mosca, per portare gli under 35 nei Cda, nelle liste elettorali e ai tavoli della concertazione;
  • più Inps per la non autosufficienza, le politiche attive e la vigilanza sul lavoro;
  • e ancora: semplificare «con il machete», lavorare di più e fare meno ponti, superare gli ordini professionali, tornare alle preferenze.

Non un programma politico, avverte l’autore («non si candida e non si candiderà»), ma idee da mettere sul tavolo prima che, come è accaduto nel 1992, nel 1995 e nel 2011, sia l’emergenza a imporre le riforme. L’ultima parola è affidata al motto latino che, scrive Mastrapasqua, ha «guidato sempre la mia attività, personale e professionale»: Nihil difficile volenti. Si può fare.

WeWelfare seguirà la presentazione e, nei prossimi giorni, pubblicherà un’intervista esclusiva ad Antonio Mastrapasqua.


Info
Il futuro rubato. Pensioni, lavoro, giovani: come invertire la rotta del declino, di Antonio Mastrapasqua con Giuliano Guida Bardi, Solferino, 2026.
Presentazione: giovedì 8 ottobre 2026, ore 18, Palazzo Wedekind, piazza Colonna 366, Roma. Con il patrocinio dell’Inps.

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