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Tigotà: welfare “rosa” per la salute e la professionalizzazione

Tigotà

Tigotà, catena leader di negozi specializzati nella cura della persona, è attenta al welfare e ha avviato un progetto di ampio respiro; dopo aver supportato un progetto di umanizzazione delle cure al Policlinico Gemelli di Roma, ha deciso di sostenere la ricerca di Fondazione Umberto Veronesi

Tigotà è una realtà attenta al welfare del proprio personale, in particolare a quello delle dipendenti donne per questo può essere definita “rosa” non solo per i numeri, ma anche e soprattutto per l’attenzione che pone all’universo femminile. Il brand conta più di 630 punti vendita sul territorio nazionale. Di 4908 collaboratori totali allo stato attuale 4147 sono donne, con un’età media di 35 anni e di 49 diverse nazionalità. Le quote rosa in azienda sono l’85% per cento, compresa l’Amministratore Delegato Stefania Casonato.

Nel 2020, nonostante l’anno complicato legato alla pandemia, Tigotà ha assunto 200 nuovi dipendenti di cui 175 donne. Il piano di sviluppo di Tigotà proseguirà anche nel 2021 con nuove aperture e nuove assunzioni. Nell’ultimo anno si sono registrate più di 200 nascite dai collaboratori del gruppo.

Attenzione del marchio rivolta anche nei confronti del supporto e assistenza nei casi di violenza di genere. Per le lavoratrici e i lavoratori vittime di violenza di genere è previsto dall’azienda uno sportello di ascolto aziendale unitamente a diverse misure di tutela: le richieste di aspettativa vengono infatti valutate e validate nel più breve tempo possibile. C’è inoltre la possibilità di richiedere il trasferimento presso una diversa filiale del gruppo al fine di offrire maggiore protezione alla vittima e, in caso di malattia derivante dalle conseguenze di violenze di genere, il periodo di conservazione del posto di lavoro è stato esteso a 240 giorni, rispetto ai 180 previsti dalla legge. Tigotà sostiene inoltre da anni il prezioso lavoro di Gruppo Polis che accompagna le donne vittime di violenza in delicati percorsi di tutela e reinserimento.

L’attenzione riguarda anche la sfera della salute: grazie alla vendita di “agendine solidali” contenenti autorevoli informazioni medico-scientifiche, Tigotà donerà più di 85 mila euro che serviranno ad accompagnare il lavoro sul campo dei ricercatori Andrea Berardi e Raffaella Petruzzelli che, grazie a questa iniziativa promossa da Tigotà a sostegno di Fondazione Umberto Veronesi, porteranno avanti ricerche specifiche in campo oncologico. La dottoressa Petruzzelli si occupa di tumori ovarici presso il Telethon Institute of Genetics and Medicine (TIGEM) di Napoli mentre il dottor Berardi, esperto di oncologia pediatrica, è impegnato nella lotta alla leucemia mieloide infantile e lavora all’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.

“È un orgoglio poter parlare della nostra come di un’azienda “rosa”, cioè un’azienda che basa il proprio modo di lavorare, e di conseguenza il proprio successo, sulle qualità e sulla preparazione delle nostre collaboratrici – racconta Tiziano Gottardo, Presidente Tigotà – In un anno così difficile, segnato dalla pandemia, sono emerse le loro qualità: forza, coraggio, determinazione, e passione. Questo ha fatto e farà la differenza”.

“Mai come in questo momento è fondamentale sostenere la ricerca scientifica e grazie all’iniziativa di Tigotà potremo finanziare due eccellenti ricercatori. Siamo consapevoli che dopo questa emergenza sanitaria che ci ha colpiti da vicino, ci sarà moltissimo da fare per continuare a combattere malattie che ancora oggi colpiscono numerose persone” – ha affermato Paolo Veronesi, Presidente di Fondazione Umberto Veronesi e Direttore Divisione Senologia Chirurgica IEO.

“Le malattie oncologiche – precisa la dottoressa Agnese Collinosupervisore scientifico di Fondazione Umberto Veronesi – diventeranno una nuova emergenza dopo quella da Coronavirus perché tante diagnosi non hanno potuto essere effettuate anticipatamente, quando sarebbe stato necessario. È quindi importante continuare a sostenere il lavoro di tanti ricercatori che si impegnano ogni giorno a trovare nuove soluzioni diagnostiche e terapeutiche per garantire ai pazienti oncologici maggiori chance di cura e di guarigione”.
“I tumori ovarici sono i tra i tumori ginecologici più aggressivi, e un’elevata percentuale di pazienti sviluppa resistenza alla chemioterapia con cisplatino. Questo finanziamento permetterà di studiare nuovi protocolli terapeutici” dice Raffaella Petruzzelli.
Allo stesso modo, anche la leucemia mieloide acuta infantile rappresenta una vera sfida per la ricerca scientifica sia per la mancanza di valide opzioni terapeutiche, sia per la prognosi generalmente infausta: “L’obiettivo del progetto – commenta Andrea Berardi – è quello di individuare nuovi ed efficaci farmaci capaci di impedire la progressione della malattia”. “
Siamo orgogliosi della risposta ricevuta sull’iniziativa – concludeTiziano Gottardo, Presidente di Tigotà – e di aver contribuito alla ricerca oncologica in ambito pediatrico e femminile”.

 

 

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