2 Marzo2023

La new generation technology punta sull’empowerment femminile e sulle discipline umanistiche

new generation technology

Frontiere: 100 nuovi posti di lavoro in 3 anni nelle new generation technology con un’attenzione all’empowerment femminile e in dialogo con le discipline umanistiche

Negli scorsi giorni a Roma, nel quartiere Prati a Via Oslavia 6, ha aperto Frontiere che ha l’obiettivo di supportare e accelerare la digitalizzazione delle aziende attraverso l’utilizzo delle new generation technology, dalla realtà aumentata a quella virtuale, dal metaverso al Web3. L’hub di innovazione si è presentato con una dichiarazione programmatica: “100 nuovi posti di lavoro nelle tecnologie di frontiera e raddoppio del fatturato in 3 anni per raggiungere i 15 milioni”.

Come confermato da Alfredo Adamo, Chief Executive Officer, Frontiere nasce in risposta a un’evidenza contestuale: attualmente il mercato legato alle tecnologie avanzate sta attraversando un momento di difficoltà perché c’è tanta richiesta ma poca disponibilità di competenze e quindi di risorse, “ci è parso quindi il momento giusto per proseguire quello che le tre aziende già svolgevano separatamente”. Stiamo parlando di Alan Advantage, GreenVulcano Technologies e Hueval che riunite insieme nella sinergia di Frontiere mirano a “curare, attrarre talenti e creare competenze in un settore, appunto, di frontiera”. Secondo il bollettino del Sistema informativo Excelsior, infatti, il mismatch tra domanda e offerta di lavoro per le posizioni tecnologiche è in rapido aumento: la difficoltà di reperimento di professionisti adeguati riguarda il 46,4% dei profili ricercati, un valore superiore di circa otto punti percentuali a quello di un anno fa e che equivale a oltre 177mila profili dei 382mila ricercati.

Fanno parte di Frontiere, professionisti con formazioni eterogenee grazie alle quali potranno stimolare l’implementazione di nuovi modelli di business rispetto il piano industriale dell’azienda cliente, favorendo l’ingresso in nuovi mercati o creandone di nuovi: – Alfredo Adamo (Chief Executive Officer), Ciro Romano (Chief R&D Officer), Gianfranco Iannello (Chief Revenue Officer), Noemi Adamo (Chief eXperiences Officer), Alessandro Niglio (Chief Strategy Officer), Gaetano Rossi (Chief Operation Officer), Marco D’Ambrosio (Chief Mobility Solutions and Services), Giorgio D’Ammassa (Sales Manager).

I profili ricercati

Data strategist, Designer di artificial intelligence, Machine Learning Engineer, Blockchain Specialist, Digital Artist per Web3, Cloud Architects, Innovation manager: sono queste alcune delle professioni che Frontiere cercherà sul mercato per inserirle all’interno del suo team operativo, in un progetto di formazione continua garantito dai rapporti attivi con università e centri di ricerca in Italia e all’estero, dal Politecnico di Milano al MIT di Boston. La selezione sarà aperta su tutto il territorio italiano, con un’attenzione particolare al Sud Italia: il Centro di Innovazione e Sviluppo della nuova realtà, infatti, ha sede a Napoli. Ma non solo, questa fase di recruitment sarà strutturata mantenendo sempre presente il tema dell’empowerment femminile con la consapevolezza che è difficile trovare risorse femminili nel mondo tech, nonostante la controtendenza attuale stia cambiando il panorama. “Uno studio di Harvard risalente a qualche anno fa, e che io cito spesso, dimostrava proprio come la collective intelligence è forte e stimolante se vi è un mix di sessi” ha ribadito Adamo.

“Ci mettiamo a fianco delle aziende per guidarli in tutto il processo di assestment per valutare il livello di competenze e gli eventuali gap culturali” intenzioni del CEO confermate dagli obiettivi previsti dall’hub: miglioramento del business in termini di fatturato, ma anche efficientamento dei processi interni con un significativo cambiamento dei metodi di design e produzione che saranno sempre più basati sull’impiego della Artificial Intelligence. Questi servizi e soluzioni innovative proposte potranno aiutare le aziende clienti a migliorare la loro presenza sul mercato del 20-60% a seconda delle aree impattate, mentre in altri casi l’impatto previsto è sul margine, tramite efficienza e taglio di costi.  “A Frontiere interessa innanzitutto che le nuove tecnologie siano sostenibili sia dal punto di vista ambientale che etico-sociale: in alcuni casi infatti si fa innovazione senza stimarne l’impatto”.

Frontiere non dimentica infatti il welfare, perché secondo Alfredo Adamo “il nostro modello vuole puntare sul welfare delle persone per poter stare bene in un mondo del lavoro totalmente stravolto dopo la pandemia. Dobbiamo considerare sia gli aspetti sociali del lavoro che aiutano le persone a crescere che quelli formativi. Frontiere vuole attirare e trattenere talenti in un mondo del lavoro mobile, poco attrattivo per i giovani e che sta dimostrando un’alta crescita delle dimissioni”.

Il progetto si distingue per una dissemination anche in ambienti culturali, è infatti trai i fondatori di un programma chiamato Re:Humanism che avrà culmine in un percorso espositivo dedicato al rapporto tra arte contemporanea e nuove tecnologie che sarà allestito da maggio a giugno 2023 nello spazio WEGIL di Roma.

A testimonianza della trasversalità dell’hub e della multidisciplinarietà di strategie, il prossimo anno è prevista l’apertura del Design Center di Frontiere. “Il nostro sogno nel cassetto – ci conferma Adamo – si avvererà nel 2024 per far crescere il know how umanistico, per affiancare ai professionisti delle tecnologie emergenti figure dal know how umanistico, per accompagnare gli interventi di innovazione con il senso del gusto, dell’estetica e del bello tipici del Made in Italy”.

Lucia Medri

 

 

 

 

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