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04 Giugno 2024

Social: l’80% li usa per scegliere lavoro. La ricerca di Reverse

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Ricerca Reverse: LinkedIn il social maggiormente preso in considerazione (90%), ma anche Instagram risulta una vetrina importante (60%). Tra gli aspetti più analizzati, la vita e i valori aziendali e la cura dei contenuti

I social media sono oggi una fonte di informazione primaria, non solo per quanto riguarda le tematiche di attualità, ma anche per quanto riguarda la ricerca di lavoro. Se è vero infatti che le aziende cercano informazioni sui potenziali candidati prima di assumerli, è altrettanto vero il contrario: le persone scelgono l’impresa per cui lavorare anche in base a ciò che pubblica sui propri canali social. È quanto emerso da un’indagine condotta da Reverse, società internazionale di headhunting e HR, secondo cui il 78% di chi cerca lavoro prima di valutare un’eventuale collaborazione con un’azienda ne analizza i canali social ufficiali e, addirittura, il 65% degli intervistati ha dichiarato di esserne stato influenzato almeno una volta così negativamente da decidere di non inviare il proprio curriculum.

Il social per eccellenza in tema di ricerca di lavoro e valutazione professionale resta senza dubbio LinkedIn, analizzato – prima di valutare una collaborazione professionale – dal 92% dei rispondenti al sondaggio, seguito da Instagram, considerato dal 60%. Meno rilevanti a questo fine, Facebook (14%) e TikTok (meno del 5%).

Per farsi un’idea delle imprese con cui hanno a che fare, quasi il 70% dei candidati tiene maggiormente in conto le informazioni emerse dai profili social relativamente alla vita e ai valori aziendali, insieme a tutti quegli aspetti legati al welfare aziendale come caratteristiche della popolazione aziendale (età, diversity, soddisfazione delle persone) e iniziative per i dipendenti, entrambi presi in seria considerazione dal 35% degli intervistati.

Ma non solo. Un ruolo determinante lo giocano anche la qualità e la cura dei contenuti pubblicati, ritenute di primaria importanza da quasi il 60% dei rispondenti.

“Appare ormai sempre più evidente come oggi nel processo di ricerca e di selezione di personale le aziende sono passate da buyer a seller – commenta Daniele Bacchi, CEO e Co-Founder di Reverse – Sempre più spesso infatti è il candidato che sceglie di lavorare per una certa azienda, tant’è che oggi per l’85% delle aziende italiane trovare e assumere i talenti giusti è diventato molto faticoso. In uno scenario di questo tipo è evidente che diventa fondamentale per le imprese curare ogni aspetto della propria comunicazione e, ancora meglio, fare in modo che i potenziali candidati conoscano l’azienda e la considerino attrattiva ancor prima di ricevere un’offerta di lavoro”.

Ma le ricerche non si fermano ai singoli profili aziendali. Più della metà degli intervistati ha dichiarato infatti di aver guardato almeno una volta anche i profili personali dei dipendenti di un’azienda, e il 20% ha ammesso di valutare anche il livello di interazione dei dipendenti con i contenuti pubblicati dall’azienda.

“Quello che da head hunter ci sentiamo di suggerire alle aziende per evitare di perdere i candidati migliori è quindi di curare ogni aspetto – conclude Daniele Bacchi – e di puntare non solo sul benessere delle proprie persone ma anche sulla comunicazione di tale benessere all’esterno. La competizione per i candidati tra le imprese è a livelli mai raggiunti prima e la cura di ogni dettaglio è fondamentale per riuscire ad assumere e trattenere”.

 

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