1 Giugno2021

Mugnato (Gyala): la cybersecurity protegge il welfare delle persone

Mugnato (Gyala)

In che modo la cybersecurity può garantire sicurezza e semplificazione per persone e aziende? Ne parliamo con Nicola Mugnato CEO di Gyala, azienda italiana che fornisce prodotti di cyberprotection

Gyala è la tech company italiana specializzata in cybersecurity che mette a disposizione delle persone e dell’ecosistema business nazionale il meglio della ricerca militare, con un portafoglio di soluzioni dedicate alle piccole, medie e grandi aziende. Nata nel 2017 dalla ventennale esperienza in ambito Difesa, Information Technology e Sicurezza dai tre founder Nicola Mugnato, Gian Roberto Sfoglietta e Andrea Storico – Gyala coniuga l’approccio “agile” tipico di una startup innovativa, con il consolidato know how maturato nella gestione di progetti di cyberprotection di infrastrutture critiche – tutte quelle infrastrutture strategiche e necessarie al funzionamento di un Paese – sviluppati con diverse unità del Ministero della Difesa e con i principali System Integrator nazionali.

La rapida diffusione dello smart working e la grande accelerazione nella digitalizzazione delle aziende e delle imprese, se da un lato hanno reso il lavoro più flessibile e aumentato le opportunità di business, dall’altro hanno sicuramente ampliato il perimetro di vulnerabilità dei dati personali e delle aziende. Dal rapporto Clusit 2021 è emerso infatti che le aziende italiane, incluse le PMI, stanno vivendo una vera e propria cyberpandemia con un aumento del 78% nel numero di attacchi informatici negli ultimi quattro anni e un attacco informatico grave ogni 5 ore.

Le soluzioni di cyber defence proposte da Gyala sono realizzate attraverso sofisticati algoritmi di Intelligenza Artificiale, interamente “Made in Italy”, progettati e sviluppati all’interno dell’azienda romana – anche grazie ad un finanziamento ottenuto, nell’ambito del Piano Nazionale della Ricerca Militare (PNRM) – con l’obiettivo di realizzare piattaforme “all-in-one” in grado di prevenire, identificare e gestire automaticamente, h24, minacce e anomalie di tipo informatico.

La cybersecurity in che modo puà favorire il welfare?

Parlerei di welfare delle persone, non solo come dipendenti ma soprattutto come cittadini. La cybersecurity garantisce sicurezza per prestazioni di cui tutte e tutti noi usufruiamo e che spesso diamo per scontati. Le cosiddette infrastrutture critiche nazionali (utilities, energia, acqua, gas, trasporti, telecomunicazioni ecc) forniscono i servizi essenziali che sono alla base della nostra vita quotidiana. La cybersecurity è diventata da qualche anno un requisito fondamentale per queste aziende, proprio al fine di garantire la safety dei cittadini. Le aziende oltre ad assicurare il rispetto delle norme per la privacy dovranno sempre più dimostrare la loro capacità di resistere ad attacchi informatici per difendere i dati dei clienti da possibili usi illeciti.

Cosa si intende per cybersecurity e qual è la mission della vostra tech company?

Gyala è una azienda italiana che realizza prodotti di cybersecurity per la prevenzione e gestione di incidenti informatici basati su algoritmi di intelligenza artificiale di derivazione militare, al servizio di infrastrutture critiche, grandi aziende e piccole medie imprese. Una pianificazione finalizzata alla difesa che, nel momento in cui si verifica un incidente, risponde all’attacco.

Intelligenza artificiale è anche sinonimo di semplificazione, quale sarà l’impatto sulle aziende e le pmi?

Gli algoritmi sono utili per estendere le capacità di detection delle condizioni anomale che rilevano un incidente, ovvero consentono una semplificazione e un aumento della precisione nelle attività di generazione degli allarmi. Inoltre vi è una differenza semantica tra incidente e guasto, difficile da individuare da un utente: il secondo è casuale e non voluto, l’incidente invece è un malfunzionamento determinato da un’azione volontaria, relativo anche a un comportamento anomalo dell’infrastruttura stessa. Bisogna però sottolineare che, in nessun caso, e in fase di reazione automatica, questi algoritmi di intelligenza artificiale prendono decisioni in maniera autonoma perché questo potrebbe significare non sapere con precisione come reagirà un sistema. Per l’analisi delle reazioni si usano sistemi esperti nei quali viene trasferito il know how degli operatori umani che sono quindi in grado di replicare esattamente il lavoro che realizzerebbe un esperto di cybersecurity nella stessa condizione di incidente ma in modo più veloce ed efficiente.

La formazione adeguata alla conoscenza e alla consapevolezza nell’utilizzo e protezione dei dati, quali caratteristiche dovrebbe avere e a chi dovrebbe essere rivolta?

Assolutamente a tutte e tutti. Siamo sempre più immersi in un mondo digitalizzato e interconnesso e dobbiamo costantemente utilizzare smartphone, computer e servizi web. Non possiamo esimerci dal non avere una adeguata competenza sia in relazione all’uso degli strumenti che ai pericoli che si possono incontrare. Spesso ci dimentichiamo che usufruiamo di servizi gratuiti autorizzando l’utilizzo dei nostri dati personali. Per tale ragione dovrebbero essere predisposti piani di formazione non solo all’interno delle aziende ma a partire dalle scuole, considerato che sin da giovanissimi/e si entra in contatto con i device.

Qual è lo stato della tutela dei dati e come si inscrivono le vostre strategie alla luce anche delle ultime proposte di regolamentazione emanate dalla Commissione Europea?

Tutte le regolamentazioni nazionali ed europee stanno andando nella direzione di un rafforzamento generale dei livelli di sicurezza infrastrutturale e nella generazione di consapevolezza dei rischi. In questo scenario le nostre tecnologie si allineano perfettamente alle esigenze delle aziende di qualsiasi dimensione, dalle infrastrutture critiche alle PMI, e della pubblica amministrazione. Siamo in grado di offrire soluzioni semplici ed efficaci dimensionate per contesti estremamente diversi tra loro.

Lucia Medri

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