23 Gennaio2024

Guida HR 2024: trasparenza salariale, Gen Z, retention e anche offboarding

guida HR

Factorial lancia la sua prima Guida HR: una fotografia sull’attuale situazione in Italia del mondo del lavoro e un supporto concreto per le aziende: trasparenza salariale, nuovi linguaggi per la GenZ e processi di onboarding e offboarding strutturati tra le principali sfide a cui le aziende devono rispondere nel 2024

Factorial, l’unicorno europeo che ha come obiettivo quello di supportare le PMI nella gestione delle risorse umane, lancia la sua prima Guida HR. Il progetto editoriale vanta la presenza di numerose realtà ed esperti HR che hanno scelto di supportare Factorial nella stesura della Guida con i loro contributi: tra queste Coverflex Italia, Stema, ZerocO2 ed esperti di HR. La Guida HR vuole, quindi, essere una lente di ingrandimento sul settore delle Risorse Umane e su come il mondo del lavoro si stia trasformando grazie all’implementazione di nuovi paradigmi che mettono al centro la persona e i suoi bisogni. Offrendo soluzioni concrete e preziosi consigli agli HR manager di oggi e di domani su come supportare i dipendenti nelle diverse fasi, dal recruiting e onboarding, fino all’offboarding, mettendo in luce i principali punti su cui le aziende devono investire.

“In una società sempre più incerta e mutevole come quella attuale, è fondamentale indicare delle possibili direzioni per evitare di perdersi. Questa Guida HR, scritta a più mani, si pone l’obiettivo di offrire strumenti pratici per il settore delle risorse umane per affrontare le sfide di oggi ed essere preparati a quelle di domani” spiega Arianna Lamera, Global Talent Acquisition Partner di Factorial. “Si tratta di un viaggio che abbiamo deciso di intraprendere con diverse realtà ed esperti HR, che ci hanno offerto il loro prezioso punto di vista sulla situazione in Italia e su come le aziende stanno rispondendo ai nuovi paradigmi culturali che stanno guidando il mondo del lavoro”.

I temi e le sfide principali per le Risorse Umane nel 2024 secondo la Guida HR di Factorial

Gender pay gap e trasparenza salariale

Una retribuzione equa e congrua dei dipendenti è uno dei vari fattori che influenzano la motivazione sul lavoro. Eppure, sembra che molte aziende non vogliano ancora prestare sufficiente attenzione a questa tematica sempre più centrale, nonostante sia oggi una necessità richiesta anche dall’Unione Europea che, con la recente direttiva sull’abolizione del segreto salariale, vuole rafforzare in particolar modo l’applicazione del principio di parità di retribuzione tra uomini e donne.

La trasparenza salariale è, quindi, un aspetto da tenere in considerazione già nelle primissime fasi del contatto con un potenziale candidato. Secondo il Report sulla retribuzione 2023 (leggi approfondimento) di Coverflex menzionato nella Guida HR di Factorial, il 95,92% degli intervistati ritiene che le aziende debbano fornire informazioni sulla RAL nell’annuncio di lavoro, ancora prima di iniziare un colloquio conoscitivo. Una maggiore trasparenza sulla retribuzione e sui benefit contribuisce a creare un ambiente di lavoro più equo, spingendo attivamente le aziende a ridurre il Gender Pay Gap ancora oggi presente tra uomini e donne. Questo aspetto, peraltro, è particolarmente rilevante in un momento in cui la parità di genere è un obiettivo prioritario per molte aziende e al centro di progetti di diversity e inclusion.

Cosa cercano le nuove generazioni

Una delle sfide più importanti che il settore HR si trova ad affrontare è quella di attrarre i talenti della Generazione Z, le cui richieste lavorative sono molto più specifiche rispetto alle precedenti. Flessibilità, scopi e valori precisi e condivisi, tecnologie avanzate, rispetto per l’ambiente, opportunità di crescita professionale: comprendere, rispettare e supportare queste esigenze è un aspetto cruciale per attirare e trattenere talenti della Generazione Z nella propria realtà aziendale. In particolare, sono tre gli elementi chiave su cui le aziende dovranno lavorare sempre più:
Credibilità: per parlare del brand o dell’azienda meglio lasciare spazio a influencer del settore e community che si rivolgono a un pubblico mirato e con valori tangibili, mettendo da parte l’autoreferenzialità tipica delle campagne di comunicazione;
Sovraccarico: l’immensa mole di informazioni a disposizione ha portato le nuove generazioni a sviluppare una maggior sensibilità nel selezionare i contenuti riguardanti il mondo del lavoro a cui dare attenzione e non sempre a ricercarle attivamente. Per attirare i talenti è importante, quindi, dotarsi dei giusti strumenti per entrare nel loro flusso informativo (es. canali digitali come Instagram ma anche community in target);
Complessità: spesso la GenZ trova difficile comprendere i ruoli e le rispettive mansioni all’interno delle aziende, data spesso la loro complessità. È importante, quindi, offrire percorsi professionali chiari e strutturati, come ad esempio i Graduate Program che aiutano ad esplorare le diverse opzioni grazie alla job rotation.

Fidelizzazione e retention

Come emerge dalla Guida di Factorial, il 54% delle aziende con processi di onboarding formalizzati riporta un notevole aumento della produttività dei nuovi assunti, mentre il 50% sperimenta una maggiore fidelizzazione (fonte Randstad). La chiave del successo di un’azienda inizia proprio in queste prime fasi, che, se correttamente gestite, portano subito a una fidelizzazione e retention del nuovo assunto. Infatti, i dipendenti che valutano la loro esperienza di onboarding come “altamente efficace” hanno una probabilità 18 volte maggiore di sentirsi fortemente impegnati nei confronti dell’azienda. Un dato mette in luce il legame diretto tra un ingresso positivo nell’azienda e il coinvolgimento a lungo termine dei dipendenti stessi.

Offboarding, spesso trascurato ma fondamentale chiave di lettura per l’azienda

Secondo quanto riportato dai dati INPS, solo nei primi 3 mesi del 2022 oltre 3mila persone hanno deciso di licenziarsi per un totale annuale di 2,2 milioni. Nel primo semestre del 2023, in Italia sono state registrate 3,3 milioni di cessazioni di rapporti di lavoro. Numeri in netto aumento rispetto al 2022, dove le cessazioni erano state 930 mila. Per mitigare gli effetti negativi che può avere la perdita di un dipendente all’interno della propria organizzazione, è fondamentale gestire efficacemente la comunicazione durante il processo di offboarding, fornire supporto ai team e, se necessario, riallocare risorse o responsabilità in modo strategico. L’offboarding, nonostante venga spesso trascurato, è una fase cruciale nel percorso dei dipendenti e può influenzare significativamente la reputazione dell’azienda e la sua capacità di attrarre nuovi talenti.

Secondo la Guida di Factorial, un offboarding efficace non solo facilita una transizione senza particolari rallentamenti o problemi, ma rappresenta un’opportunità per migliorare continuamente le pratiche aziendali. L’adozione di questionari d’uscita e colloqui approfonditi in chiusura di rapporto sono fondamentali per ottenere dati preziosi sulle motivazioni del dipendente e sull’esperienza lavorativa complessiva, contribuendo così a costruire un ambiente di lavoro più sano e attento.

La Guida HR di Factorial completa è consultabile a questo link.

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