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Tarantino (Feltrinelli Education): la cultura della creatività e della duttilità sostengono il welfare

Feltrinelli Education

Feltrinelli Education offre alle imprese dei modelli di formazione capaci di interpretare i cambiamenti nel mondo del lavoro e della società rispondendo con una proposta di percorsi improntati alla cultura e alla creatività. Ne parliamo con il direttore Massimiliano Tarantino

I cambiamenti in atto a seguito della pandemia, che ancora non è conclusa, il passaggio allo smart working e il booster dato alla digitalizzazione, lo scenario politico su cui grava la guerra in Ucraina, sono tutti fattori che comportano un cambiamento significativo nelle priorità degli individui. In questa fase storica, le aziende sono quindi chiamate a porsi come ecosistemi sociali e non solo professionali. Cambia la vita delle persone e di conseguenza il modo di approcciarsi al lavoro: cosa si cerca? Come ci si presenta? Cosa si sceglie? Uno studio condotto da PwC nel 2021, in merito all’attenzione dei consumatori e dei dipendenti nei confronti degli ESGs, conferma che oltre l’80% delle risorse preferisce lavorare per imprese il cui operato abbia un impatto positivo su ambiente e comunità. Sono più attrattive le organizzazioni che si rinnovano non più come microcosmi indipendenti e isolati, ma come componenti di un sistema più complesso e interconnesso in cui fare i conti con le nuove tendenze.

Di questa fase storica e del contributo fondamentale della cultura come leva di sviluppo di pensiero e competenza ma anche come strumento di adattamento, ne parliamo con Massimiliano Tarantino, direttore di Feltrinelli Education, la piattaforma  ibrida di intrattenimento e formazione che include i più svariati ambiti della conoscenza (dalla matematica alla politica, dalla filosofia al fumetto, passando per il design e la musica), con il contributo di grandi professionisti e specialisti. La faculty comprende, tra gli altri: Alessandro Baricco, Tito Boeri, Mario Calabresi, Carlo Cottarelli, Beatrice Venezi, Concita De Gregorio, Chiara Gamberale e Oliviero Toscani.

I partner di Feltrinelli Education sono Cultivating leadership e Synesthesia, mentre hanno lavorato alla realizzazione dei contenuti professionisti del calibro di (in ordine alfabetico): Beniamino Pagliaro, Chiara Gamberale, Chiara Tagliaferri, Fosca Giannotti, Mario Calabresi, Mario Calderini, Massimo Polidoro, Massimo Recalcati, Miguel Benasayag e Jennifer Garvey Berger.

Formazione aziendale: cosa cercano le aziende e come sta evolvendo la domanda? Quali sono le richieste che vengono avanzate a Feltrinelli Education e a cui vi trovate a dover rispondere con i corsi?

Le imprese sono in una dinamica di profondo e radicale cambiamento che rende più competitivo il loro contesto e quello di chi vi lavora. Non solo per la digitalizzazione, le diverse abitudini dei consumatori, i due anni di pandemia e il dramma contemporaneo della guerra che ha un impatto continuativo e peggiorativo sui consumi dei cittadini dal punto di vista della socialità e dell’interazione; ma per l’insieme di questi fattori ai quali si unisce un sostanziale cambio di approccio verso il futuro. Siamo abituati a vedere l’azienda come un sistema che costruisce futuro in prodotti e servizi di ingaggio, perciò in questa fase di trasformazione, la cultura specialistica e soprattutto quella umanistica devono essere sostenute. Feltrinelli Education si mette allora a disposizione di questa dinamica di cambiamento per rispondere alle domande centrali del mondo di oggi: come si fa a essere multitasking? A stare nel cambiamento? Come si potenziano i nostri punti di forza a scapito di quelli di debolezza? I percorsi formativi devono perciò essere all’insegna dell’innovazione, della capacità di leggere i cambiamenti per stimolare l’empatia, l’adattamento e la creatività al fine di aiutare l’individuo e la comunità di individui lavoratori, cioè l’azienda.

Formazione e welfare in azienda: in che modo coniugare armonicamente questi due aspetti e farli funzionare insieme?

Viviamo in un momento rispetto al welfare e al rapporto tra azienda e dipendente estremamente rivoluzionario. Oggi il lavoratore sceglie una dinamica di benessere molto più olistica e diversificata alla quale l’azienda deve rispondere fornendo dei servizi ulteriori che un tempo erano vissuti come accessori e che ora sono invece fondamentali. Penso ai servizi alla persona, alle famiglie, come gli asili nido, alla mobilità sostenibile, e a tutto quello che rientra nel rafforzamento delle capacità degli individui come la formazione, la cura, la prossimità emotiva tra datore di lavoro e lavoratore, con un investimento in capabilities soggettive che accrescono la felicità.

La formazione è stata fin troppo spesso relegata al concetto di apprendimento di competenze pratiche, mentre adesso si va sempre più in una direzione di potenziamento di quelle “soft skills” che mirano all’accrescimento di una persona a 360°. Partendo da queste premesse, quali sono gli ambiti sui quali si concentra di più l’impegno di Feltrinelli Education nell’ambito della formazione aziendale?

Sono gli ambiti che distinguono la competitività dell’essere umano rispetto alle macchine, quelli che sono più contesi dalle lavoratrici e lavoratori perché ormai abbiamo compreso che tutto quello che ci aspetta quando saremo usciti dalla pandemia e quando il contesto geopolitico sarà più equilibrato, sarà trainato dal possesso di caratteristiche indispensabili. Prima fra tutte la creatività: il creativity at work parla di cultura e valori di impresa, di un clima di benessere lavorativo, di esaltazione del Made in Italy. Feltrinelli Education è votata a far capire quanto l’elemento creativo sia indice di competitività, sia acquisibile e distintivo e importante nell’impiego dell’empatia nelle relazioni, nel disbrigo delle crisis tramite un pensiero laterale.  E poi altro valore determinante è la duttilità: adattarsi al cambiamento implica la capacità di vivere questa dinamica con soddisfazione.

Quali benefici apporterà alle aziende un implemento della formazione – in termini di welfare, empatia, rapporto tra dipendenti e mantenimento dei talenti – e quali potrebbero essere le conseguenze tangibili di questo nuovo modus operandi?

Lo dicono tutte le ricerche di mercato e ne abbiamo anche noi un riscontro in Europa e in Italia, sono due i poli di azione: la produttività da una parte e la distintività dall’altra. Non solo gli individui, ma tutto l’ecosistema aziendale è più produttivo se sa raccontare il cambiamento e se è capace di raccontarsi; valutare, lavorare e investire sulla corporate culture, sui valori peculiari dell’azienda, significa fidelizzare il personale e il consumatore e instaurare una dialettica di dialogo tra le parti. I grandi gruppi investono proprio su questo, l’ingaggio è raggiunto attraverso i contenuti e non le strategie di marketing. Questi sono i tasti sui quali il contesto lavorativo italiano inizia a investire, e all’interno del quale Feltrinelli Education è al fianco delle imprese. La presenza sensibile di un’azienda su un determinato territorio indica la sostenibilità di quel luogo, che non è solo economica ma sociale e umana. Il rapporto non è più commerciale ma relazionale.

Parliamo quindi di cultura sostenibile?

Certo, questa è cultura sostenibile. Come indicava l’intellettuale e pedagogo Ken Robinson, quel “flourishing” (letteralmente “fioritura”, ndr) è esattamente il tipo di formazione di cui ci occupiamo con Feltrinelli Education e che lavora sul potenziale fornendo degli strumenti all’individuo per fare del suo meglio nel contesto sociale in cui sta lavorando, sia per l’azienda che per il consolidamento del proprio wellness. La nostra dimensione di nutrimento è la cultura, non possiamo pensare di relegarla a una fase della nostra vita, deve essere continuamente nutrita e ossigenata attraverso delle piattaforme e degli strumenti, proprio come le piante. Questa è l’immagine rappresentativa del modello di Feltrinelli Education e alla quale sono molto affezionato: l’azienda è un organismo vivente fatto di altrettanti esseri viventi.

Lucia Medri

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