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Buoni pasto, Anseb: nelle gare Consip meno peso agli sconti

ANSEB

ANSEB, Associazione Nazionale Società Emettitrici Buoni Pasto, dichiara soddisfazione per la recente nota diramata da CONSIP in cui viene dichiarato l’avvio della ricognizione sul meccanismo di funzionamento dei buoni pasto.

ANSEB, a seguito della nota, ribadisce tuttavia l’esigenza che nel confronto siano coinvolti al tavolo tutti gli attori del sistema: emettitori, esercenti e lavoratori. Allo stato attuale, ANSEB ricorda che CONSIP, da parte sua, potrebbe da subito indire gare che limitano la scontistica, come già fanno molte amministrazioni pubbliche che indicono autonomamente le gare per il servizio sostitutivo di mensa.

Sempre al fine di tutelare tutti gli attori del sistema, ANSEB, da quando è stato riformato il Codice dei contratti pubblici propone alcuni emendamenti all’articolo 144 utili a:

  • verificare la solidità degli emettitori, a garanzia del committente pubblico e, soprattutto, degli esercenti convenzionati;
  • incrementare la trasparenza del mercato, vietando la duplicazione dei soggetti: l’azienda assegnataria dell’incarico deve essere la stessa che rimborsa la filiera una volta che i dipendenti pubblici hanno utilizzato i buoni pasto;
  • istituire una commissione nazionale partecipata da tutti i portatori di interesse in grado di monitorare l’andamento del mercato e intervenire tempestivamente sulle anomalie che si registrassero nella esecuzione delle gare pubbliche.

La posizione di ANSEB, esplicitata anche in dettagliate ipotesi di modifiche normative, è stata ribadita in molteplici occasioni, non ultime gli Stati Generali del Buono Pasto (2018), la Consultazione pubblica sul Codice dei Contratti Pubblici indetta dal Ministero dei Trasporti (2018), l’audizione in Commissione Lavori Pubblici del Senato a marzo 2019, il confronto parlamentare sul c.d. decreto concretezza (2019) e anche nella lettera inviata a CONSIP il 3 aprile 2018 in reazione alla indizione di Gara 8, dove, tra le altre notazioni, si segnalava proprio il meccanismo dell’offerta economicamente più vantaggiosa come elemento negativo per il mercato.

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