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Donini, Udicon: “Calo della tariffa del gas? È presto per cantare vittoria”

In un clima di incertezza sul futuro di molte famiglie ed imprese, i ribassi registrati nelle ultime settimane sulle bollette del gas potrebbero essere solo un’illusione, la speranza di una gestione della crisi più vicina alle esigenze dei consumatori è riposta nel nuovo Governo. Ne parliamo con Martina Donini, Vice-Presidente Nazionale di Udicon, l’Unione per la Difesa dei Consumatori

Come Associazione di consumatori come valutate il calo delle tariffe del gas?

La notizia del calo delle tariffe del gas del 12,9%, rispetto al terzo trimestre 2022, è una boccata di ossigeno che, tuttavia, potrebbe rivelarsi un’illusione. Stiamo parlando, infatti, di una platea di oltre 7 milioni di utenti del mercato tutelato, ma gli utenti del mercato libero resteranno maggiormente ancorati alla volatilità e alle variabili dovute alle speculazioni del mercato energetico. Non bisogna illudersi, perché non abbiamo ancora lasciato il peggio alle spalle. Stiamo vivendo in un limbo fatto di variazioni dei prezzi discontinue e mercati decisamente rigidi, l’inverno è lungo e i valori sono ancora troppo elevati per cantare vittoria. Bisogna attendere l’inverno, quando le temperature saranno più rigide e aumenteranno i consumi quotidiani da parte delle famiglie e delle imprese.

Cosa ci dobbiamo aspettare, quindi, nei prossimi mesi?

Alcune stime continuano a prevedere una crescita dei prezzi energetici del 20-25% rispetto agli attuali nei prossimi mesi, ma le variabili sono talmente tante che si dovrà aspettare metà gennaio per fare un bilancio complessivo. Per adesso i numeri parlano chiaro: una famiglia su cinque è insoddisfatta della propria situazione economica familiare e fatica a mantenere uno standard di vita in linea con quello di tre anni fa. Considerato che il crollo dei prezzi energetici non incide per tutti allo stesso modo, a rimetterci, oltre alla classe media, saranno le famiglie più numerose e più povere. Lo conferma anche l’Istat.

Quali fattori stanno determinando un peggioramento della vita dei consumatori, a Vostro avviso?

Indubbiamente il nuovo aumento dell’inflazione, l’aumento dei tassi di interesse e del costo del denaro annunciati dalla Bce, oltre ai rincari sul carrello della spesa, stanno determinando situazioni preoccupanti e logorando i risparmi dei consumatori. Come Associazione di Consumatori vogliamo suonare un campanello d’allarme, perché mai come adesso sono necessari sostegni immediati per fronteggiare gli ulteriori rincari.

Come giudicate le politiche dei precedenti Governi? È stato fatto abbastanza?

Nel 2022 il Governo Draghi ha stanziato oltre 40 miliardi di aiuti diretti e indiretti in favore di famiglie e imprese. Nulla in confronto ai 77 miliardi di perdita del potere di acquisto da parte dei consumatori. Questo dato è importante ed è dovuto principalmente a tre elementi: l’inflazione crescente, i costi energetici e il clima di incertezza, che porta con sé il rischio di recessione economica. Purtroppo stiamo pagando scelte sbagliate del passato, quando abbiamo rinunciato alla diversificazione e alla differenziazione delle fonti e approvvigionamenti. Le preoccupazioni legate al caro vita stanno toccando tutti. Oggi le famiglie, per far quadrare i conti, devono ripensare i loro consumi e le loro scelte di acquisto, cercando di alleggerire e razionalizzare l’impatto dei costi sul bilancio familiare.

Quali provvedimenti vi aspettate per tutelare il potere di acquisto dei consumatori?

Per fronteggiare inflazione, caro energia e diseguaglianze servono ulteriori misure strutturali, condivise soprattutto a livello europeo. L’Europa deve dimostrare di avere il polso della situazione e invece finora, sulla politica energetica, è mancata totalmente. Ogni Paese membro sta rispondendo singolarmente rispetto ai propri livelli di finanza pubblica e a lungo andare i Paesi più deboli e meno stabili potrebbero risentirne ed essere costretti a fare ulteriore debito. Sul fronte interno occorrerebbe sostenere i redditi più bassi con interventi mirati. Sui mutui, ad esempio, la nostra richiesta è quella di rafforzare il fondo di garanzia per aiutare i giovani under 35 a comprare casa, ma le misure andrebbero estese anche a chi una casa ce l’ha già e continua a fronteggiare i rincari delle rate. Con il nuovo esecutivo ci auguriamo un approccio e una gestione della crisi più vicina alle esigenze dei consumatori italiani: il quarto pacchetto di aiuti su cui sta lavorando il Governo può essere il primo passo per sostenere e tamponare le difficoltà di migliaia di consumatori.

 

Caterina Somma

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