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Welfare contro il divario retributivo di genere

Il gender pay gap, alcune aziende cercano di colmarlo con piani equilibrati e percorsi di crescita

L’Aeroporto di Bologna, che conta 537 persone (di cui poco meno della metà sono donne), punta a estinguere il gender pay gap che è stato inferiore al 2% nel 2018 e all’1% nei primi cinque mesi di quest’anno, ben al di sotto della media nazionale; come riportato nell’articolo di Iolanda Barera sul Corriere della Sera. “Abbiamo un legale solido sistema di welfare che favorisce conciliazione di vita lavorativa e privata”, è quanto afferma Marco Verga, direttore sviluppo persone e organizzazione.

E non esiste gender pay gap tra i 1.800 dipendenti di Automobili Lamborghini, dove la percentuale di donne oggi supera il 20%, ma sta crescendo. Niente divari poi nello studio legale Portolano Cavallo, 4o professionisti di cui la metà circa sono donne.

E per gli oltre 1.000 collaboratori italiani di Crif le retribuzioni medie all’ingresso e nei ruoli manageriali e dirigenziali sono allineate, mentre nel percorso di crescita meno. Gli stop legati alla maternità hanno un ruolo: «II gap è poi recuperato anche grazie al supporto e accompagnamento offerti dall’azienda», spiega infatti Loretta Chiusoli, corporate HR e organizational processes senior director. Non è solo una questione di equità ma “muove la fiducia e la prossimità verso l’azienda” sottolinea Carola Salvato, ceo di Havas Health e You Italy, rete del gruppo Havas dedicata alla comunicazione in ambito healthcare.

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