Case history

Danone e la parental policy che abbatte le assenze

Danone

Danone abbatte le assenze allo 0,6% grazie alla parental policy: congedi parentali retribuiti al 100% e sostegno alle neo mamme

La gender equality inizia dal welfare in Danone. L’iniziativa del congedo parentale retribuito al 100% è partita nel 2011 alla Mellin, azienda del gruppo che occupandosi di alimenti specifici per l’infanzia è più sensibile al tema, ma dopo il riscontro molto positivo tra i dipendenti, si è scelto di estenderla anche alle altre due aziende di Danone in Italia (Danone spa, Nutricia Italia spa). Una scelta per i 580 dipendenti del gruppo atta a favorire un contesto utile alla conciliazione tra vita lavorativa e privata, come sottolineato nell’articolo di Giorgio Pogliotti apparso sul Sole 24 Ore. Nelle misure di parental policy è possibile infatti far rientrare tutte le collaboratrici dalla maternità facilitando il ritorno al lavoro e diminuendo il distacco. È prevista inoltre l’integrazione del contributo economico durante il periodo di maternità facoltativa dal 30% al 60%, e ci sono spazi dedicati alle mamme in ufficio, come la sala allattamento, corsi di educazione nutrizionale per mamma e bambino prima e dopo la nascita, o il supporto psicologico ai genitori. Nel programma di welfare contrattuale rientrano circa 2mila euro annui che possono essere spesi per servizi come l’asilo nido, l’istruzione, la formazione e i corsi di lingua, anche per i propri figli. Contesto favorevole per i neogenitori garantito anche da un’organizzazione del lavoro più flessibile, che permette loro di lavorare da remoto con lo smartworking, in accordo col responsabile, una volta alla settimana. Danone sostiene anche la campagna HeforShe che ha il supporto delle Nazioni Unite per promuovere la parità di genere.

Lascia un commento