8 Maggio2020

Rapporto Up Day/Tecné: buoni pasto e spesa, la scelta welfare per il paese

Up Day

Rapporto Up Day e Tecné sulla percezione e sugli impatti macroeconomici del welfare aziendale, l’84,3% dei lavoratori preferisce i buoni al corrispettivo in busta paga

Dal Rapporto sul Welfare Aziendale firmato Up Day, smart company che opera nel mercato dei servizi alle imprese e alla persona quali buoni pasto e piani di welfare aziendale, e Tecnè, primario istituto di ricerca sul panorama nazionale emerge che se la platea di beneficiari di Buoni Pasto e Buoni Spesa raddoppiasse, l’impatto sui consumi a livello nazionale sarebbe del +2,3% e sul PIL del +0,8%. Questo rappresenterebbe un volano di benefici per le famiglie, per le aziende e in ultima istanza per il sistema economico Italia.

In un periodo di emergenza sanitaria come quello attuale, acquisiscono ulteriore valore perché rappresentano un importante aiuto alla spesa e ai consumi delle famiglie e – più in generale – all’economia dell’Italia. Infatti, sono considerati un supporto fondamentale al bilancio familiare e convertiti in consumi immediati: in pratica, ogni 100 euro di buoni pasto o buoni spesa si trasforma in consumi. Si tratta, quindi, di una misura dagli impatti macro-economici immediati e potenti, in grado di stimolare il mercato e aumentare la massa circolante di denaro, con performance migliori di altri servizi offerti dalle aziende, che vengono visti più in un’ottica di risparmio o accantonamento di risorse.

La quasi totalità dei lavoratori intervistati, l’84,3%, asserisce che preferirebbe avere 2.000 Euro l’anno in Buoni Pasto o Buoni Spesa, in quanto non tassati e spendibili per un ampio pacchetto di beni di prima necessità, piuttosto che il corrispettivo (netto tassato) di 1.200 Euro in busta paga, indicato invece solo dall’11%.

Per il 92% dei lavoratori, inoltre, avere a disposizione Buoni Spesa o Buoni Pasto rappresenta inequivocabilmente un netto vantaggio: il 58% perché può risparmiare sulle proprie spese, il 39,5% perché ha un vantaggio fiscale rispetto al corrispondente valore in denaro e il 23,6% perché costituisce un reddito aggiuntivo rispetto allo stipendio.

Altri indicatori di rilievo: per il 95,4% questi strumenti sono un importante contributo per arrivare a fine mese e, allo stesso modo, il 95,8% li vede come ausilio sostanziale per il bilancio familiare.

Se è vero che per i lavoratori i Buoni Spesa e i Buoni Pasto sono un utile appoggio economico, è altrettanto vero che ci sono numerosi vantaggi anche per le aziende, come dimostra il riscontro positivo fornito dal 67,5% degli intervistati del campione: secondo il 61,6%, il vero valore aggiunto è quello dei vantaggi fiscali, per il 45,9% migliora la produttività dei dipendenti, e quindi dell’azienda, per il 19,6% in termini di miglioramento della reputazione aziendale.

L’attuale defiscalizzazione dei Buoni Pasto rappresenta un grande risparmio per le aziende e l’auspicio è che lo stesso principio possa essere applicato anche ai Buoni Spesa, che ad oggi ne sono interessati in parte con un tetto annuo di soli 258 euro, così da avere un sicuro ulteriore vantaggio per le imprese e una spinta sui consumi.

L’Osservatorio sottolinea poi come, nonostante sia alto l’apprezzamento dei Buoni Pasto e Buoni Spesa da parte delle aziende e dei lavoratori che li hanno, sia

Incrociando, quindi, i dati estremamente positivi sui vantaggi del welfare aziendale, con le evidenze di una diffusione che ha ancora un ampio margine di crescita all’interno del tessuto economico italiano, emerge l’enorme potenziale di queste tipologie di strumenti. A fronte di una crescita ulteriore in termini di utilizzo, infatti, la curva di benessere e consumi dell’intero paese potrebbe crescere in maniera importante.

“Questo Osservatorio sottolinea con fermezza l’impegno che Up Day dimostra nella valutazione di importanti misuratori, economici e sociali, a beneficio di tutti gli attori coinvolti, dalle famiglie al sistema Italia. Mai come in questo momento storico, risulta evidente che stiamo andando nella giusta direzione e, dati della ricerca alla mano, vogliamo stimolare alla riflessione e sottolineare la rilevanza che un intervento delle Istituzioni potrebbe avere a favore di tutto il sistema.” dichiara Mariacristina Bertolini, Direttore Generale e Vicepresidente Up Day.

Michela Morizzo, Amministratore Delegato Tecnè aggiunge: “I dati delineano un quadro nitido del valore intrinseco di determinati strumenti e dimostrano, in modo inequivocabile, che è possibile coniugare sviluppo, tutele, benessere per le aziende e per i lavoratori. Ma altrettanto importanti sono i riflessi macroeconomici e gli impulsi positivi che possono attivare sul sistema economico e in particolare sul versante dei consumi delle famiglie. Si tratta di un tema, in questo momento, di particolare rilevanza, e i risultati rappresentano uno stimolo alla riflessione proprio per la difficile situazione che stiamo vivendo”.

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