2 Marzo2026

Il Corporate Wellbeing non è più un’opzione: da oggi è deducibile al 100%

Wellhub

Wellhub: il benessere aziendale diventa deducibile al 100% grazie alla nuova IRES

Il benessere dei dipendenti sul luogo di lavoro non è più un beneficio accessorio, ma un vero motore di crescita e vantaggio competitivo. A esserne convinto è anche il Governo italiano che, grazie alle recenti disposizioni normative e alla riforma della tassazione sulle società (IRES), ha reso deducibili al 100% per le aziende i costi dei programmi di Corporate Wellbeing, come quelli offerti da Wellhub, piattaforma all-in-one di servizi per il benessere olistico in azienda. Un’evoluzione normativa che trasforma il benessere da “opzione” a pilastro dell’efficienza fiscale e operativa, fornendo alle imprese uno strumento potente per attrarre talenti e migliorare le performance in un mercato sempre più sfidante.

“L’Italia ha finalmente allineato la propria politica fiscale per il Wellbeing alla realtà del mercato del lavoro globale,” commenta con soddisfazione Matteo Musa, Head of Italy di Wellhub. “La deducibilità al 100% permette anche alle PMI di competere con le grandi multinazionali nell’offerta di soluzioni di wellbeing di alto livello, potenziando anche la talent attraction e il senso di appartenenza dei dipendenti”.

Il fulcro della nuova disciplina risiede nell’interpretazione evolutiva e nel rafforzamento degli Articoli 95 e 100 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR). I punti chiave includono:

  • Deducibilità integrale: le spese sostenute per servizi di benessere rivolti alla generalità o a categorie di dipendenti sono ora considerate costi d’esercizio pienamente deducibili dalla base imponibile IRES
  • Inerenza strategica: la legge riconosce che l’investimento in salute fisica e mentale non è un atto di liberalità, ma un costo correlato alla produzione e alla conservazione del valore aziendale
  • Semplificazione fiscale: le aziende che adottano regolamenti aziendali per l’erogazione di servizi come Wellhub possono abbattere il carico fiscale in modo lineare, ottimizzando il costo del lavoro
  • Impatto sulle scelte aziendali e sulla ritenzione dei talenti: l’agevolazione fiscale agisce come un potente acceleratore. Per le aziende italiane, scegliere Wellhub non è più solo una decisione etica o di branding, ma una scelta finanziaria lungimirante

La crescita esponenziale dei check-in su Wellhub – che ha sforato il tetto del miliardo di ingressi alla piattaforma alla fine del 2025 – esprime una svolta cruciale nella cultura del Wellbeing in azienda, testimoniando il ruolo chiave delle organizzazioni che decidono di integrare il benessere nei propri processi e cultura organizzativa. Anche in Italia sempre più dipendenti partecipano con entusiasmo ai percorsi di benessere personalizzati, come accade ad esempio in Ernst & Young, Enel IT, Poste Italiane e Avvale S.p.A., aziende nelle quali i team di lavoro hanno già effettuato nell’ultimo anno più di 100.000 check-in tramite Wellhub. Un risultato che testimonia che quando i datori di lavoro investono nella salute delle persone, queste scelgono il proprio benessere con continuità.

1 Ceo su 2 è convinto che il ROI del benessere sia strategico
In base al recente sondaggio “Return on Wellbeing 2025” di Wellhub, il 54% dei Ceo italiani intervistati è convinto che il Wellbeing in azienda rappresenti un fattore strategico per il successo finanziario ed il 47% è consapevole che per i dipendenti il benessere sul posto di lavoro conta quanto lo stipendio. La grande maggioranza (76%) dei Ceo testimonia, inoltre, un ROI positivo collegato ai programmi aziendali per la salute dei dipendenti. E ancora: un ampio 35% afferma, inoltre, che l’impatto dei programmi di benessere sulla produttività è molto positivo.

Il “Wellhub Effect”: qualità del lavoro e Work-Life Balance
I programmi di benessere integrati (palestra, mindfulness, nutrizione, terapia) incidono direttamente sulla quotidianità del dipendente. Una forza lavoro che accede regolarmente a percorsi di cura della persona mostra riduzione dello stress; una migliore gestione dei carichi emotivi; aumento dell’energia che si traduce in maggiore lucidità e concentrazione durante l’orario d’ufficio. Aumentano anche flessibilità ed equilibrio, grazie alla miglior integrazione tra vita privata e doveri professionali.

Un antidoto al Downshifting e al Quiet Quitting
In un’epoca segnata da fenomeni come il quiet quitting (disimpegno lavorativo) e il downshifting (ricerca di riduzioni dell’impegno professionale), la nuova legge offre una risposta strutturale: investendo nel benessere in modo fiscalmente efficiente l’azienda dimostra, infatti, un impegno tangibile verso le persone. Questo rinnova il “contratto psicologico” tra datore di lavoro e dipendente, aumentando il senso di appartenenza e riducendo drasticamente il desiderio di abbandono o il calo della motivazione.

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