Salute e assistenza

Salute: Psicologi, la guerra aggrava lo stress degli italiani

Il bonus psicologico si conferma fondamentale strumento di welfare come rilevato dall’Istituto Piepoli per conto del Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi

Il quadro del disagio psicologico e dello stress degli italiani è in netto peggioramento. Lo rileva lo “Stressometro” realizzato questa settimana dall’Istituto Piepoli per conto del Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi (Cnop).

Infatti, nonostante la fase più acuta dell’emergenza Coronavirus sia al momento superata, nel 31% degli italiani si registra un elevato livello di stress. Il 5% del campione ricade in una condizione di “alto stress” mentre calano gli individui “poco” o “per nulla” stressati. In questo scenario, emerge sempre più l’importanza del bonus psicologico come strumento di welfare, garantito a livello pubblico o con politiche aziendali, sebbene sia una possibilità conosciuta soltanto dal 38% degli italiani. In ogni caso, un cittadino su quattro lo vorrebbe utilizzare (28%) per poter accedere alle cure.
Interessante notare che sono cambiate in questi mesi le cause del diffuso disagio rilevato: nel 2021 il Covid era la principale fonte di preoccupazioni (37%) mentre oggi viene indicato dal 3% degli intervistati. Ora sul podio delle problematiche c’è, come comprensibile, la guerra tra Ucraina e Russia (23%). A seguire la condizione economica (20%) e la salute (14%).

Va detto poi che la condizione di stress colpisce molto più le donne (+32%) rispetto agli uomini (8%). In generale, soltanto l’11% del campione si definisce meno stressato rispetto a un anno fa. In questo contesto di disagio, si inserisce la criticità strutturale rappresentata dalla cronica mancanza di psicologi nel Servizio Sanitario Nazionale con il rischio che – come sottolineato da David Lazzari, Presidente del Cnop – alla fine venga curato soltanto chi può permetterselo privatamente.

Ludovica Urbani

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