6 Marzo2020

Cultura e consapevolezza, il welfare secondo Selle Royal Group

Selle Royal Group

In attesa della 5a edizione del Welfare Index PMI 2020, abbiamo incontrato alcune delle realtà che si sono contraddistinte come Welfare Champion nell’edizione 2019. Intervista a Monica Savio, Corporate Communication and People Development Manager di Selle Royal Group, azienda nata in Italia nel 1956  e in continua espansione come gruppo per la produzione e commercializzazione di selle e altri prodotti per la bicicletta

La vostra realtà imprenditoriale in che modo investe sui propri dipendenti (benefit, assistenza, smartworking)?

La nostra è un’azienda che nasce a metà degli anni ‘50 in provincia di Vicenza e che negli ultimi decenni ha esteso la propria presenza con brand e società in diverse parti del mondo. Selle Royal Group nasce con uno spirito di attenzione al welfare innato, sia per i valori della famiglia fondatrice prima ed i manager poi, sia per l’industry di riferimento. Del resto operare in un settore green come quello della bicicletta rende il tutto molto coerente: il benessere è insito nella nostra mission. Al di là della Legge di Bilancio e delle piattaforme di beni e servizi, per noi il welfare è innanzitutto cultura, partecipazione e consapevolezza finalizzati al benessere dei dipendenti. Ogni azienda può essere più o meno brava a copiare buone pratiche con le classiche piattaforme/provider di welfare, ma è il modo in cui si pensa al piano e lo si offre a fare la differenza e non solo il quanto/cosa si offre. Noi abbiamo creato un programma più ampio, di responsabilità sociale d’impresa, dedicato ai dipendenti, I care, che si fonda su di una logica partecipativa e collaborativa fa scegliere direttamente ai nostri dipendenti quali iniziative e servizi possono essere d’interesse.  Le persone propongono, ma talvolta possono attivamente contribuire portando avanti operativamente le proprie idee. E questo cos’altro è se non welfare?

Quanto ha inciso per voi il riconoscimento da parte del Welfare Index PMI e quanto è importante per la vostra reputazione aziendale?

Una bella esperienza che ci ha permesso di conoscere altre realtà e ad aprirci al confronto, spesso nelle PMI risiede un’attenzione ancora più autentica al welfare, rispetto ad aziende più grandi dove talvolta si applicano linee guida più generiche. In aggiunta, sicuramente questa esperienza ci ha permesso di entrare in contatto con fornitori di servizi e media, grazie alla visibilità conseguente alle attività di comunicazione dell’iniziativa.

Ultimamente si parla molto di community relation, ovvero l’interesse verso l’ambiente di riferimento nel quale lavora l’individuo e il tessuto relazionale da potervi costruire al suo interno. Attraverso quali strumenti ascoltate le comunità (Dipendenti, realtà associative, enti) che vi gravita attorno?

Selle Royal Group da sempre si relaziona a livello locale con le amministrazioni comunali, enti di istruzione, relazioni industriali e onlus/fondazioni charity; sul piano nazionale ed internazionale abbiamo partnership con associazioni di categoria relative allo sport e alla bicicletta.

Welfare aziendale e territorio: il terzo Settore può diventare un competitor nella fornitura di piani e servizi di welfare aziendale?

Se per welfare aziendale intendiamo un approccio di tipo “retributivo” che preveda di erogare beni e servizi, probabilmente sì – possono esserlo. Se invece parliamo di piani di welfare come piano aziendale di diffusione di cultura, consapevolezza e partecipazione allora sono convinta di no. Credo che ciascuna azienda di per sé sia in grado di fare la differenza per il proprio pubblico interno, allineando iniziative di welfare alla cultura aziendale.

 

Lucia Medri

Cerca

I libri di Wewelfare

Il benessere psicologico

Il benessere psicologico

commenti e interviste

Registrati alla nostra Newsletter