Previdenza

Sergio Corbello: previdenza e assistenza si tengono per mano

sergio corbello

Il Presidente di Assoprevidenza Sergio Corbello propone uno scambio tra questi due pilastri del welfare. Marco Barbieri, direttore di WeWelfare, lo ha intervistato nel Dossier Welfare de Il Messaggero pubblicato lo scorso 25 settembre

sergio corbello

 

Per anni ha sostenuto la rigorosa necessità di tenere distinte le partite di previdenza e assistenza, ma Sergio Corbello, presidente di Assoprevidenza, non si preoccupa della coerenza formale, se i ragionamenti e la realtà lo convincono del contrario. “Devo ammettere che oggi sia quasi innaturale tenere separate le grandi scelte che riguardano lo sviluppo della previdenza complementare da quelle che orientano la sanità e l’assistenza integrativa. Il caso del sostegno alla non autosufficienza è emblematico. Direi di più: la “long term care” (Ltc) può rappresentare un ponte naturale tra i due momenti”.

Difficile dire se una polizza assicurativa per la Ltc sia un prodotto assistenziale o previdenziale. “Di certo dovrebbe poter godere di una qualche forma di obbligatorietà, come c’è in Germania da una ventina d’anni. E il nostro Paese invecchia molto più rapidamente della Germania!” aggiunge Corbello, che al proposito ha formulato una proposta. Sembra una provocazione, ma è un tema che dovrebbe essere discusso con serietà e pacatezza.

“Dovremmo poter convertire verso la Ltc i versamenti contributivi di natura contrattuale, indirizzati ai fondi di previdenza complementare con l’automatismo previsto dagli accordi nazionali di categoria – spiega Corbello – e non si tratterebbe di un saccheggio alla previdenza integrativa. Ma piuttosto di una razionalizzazione di risorse. Mi spiego: l’adesione ai fondi pensione bilaterali di categoria può essere volontaria o contrattuale. Quella contrattuale è costituita sostanzialmente da un versamento contributivo obbligatorio dell’azienda. A prescindere dalla volontà del lavoratore di conferire o meno il Tfr e un contributo volontario aggiuntivo. Se non scatta l’adesione volontaria e ci si ferma all’obbligo del contributo contrattuale parliamo di una manciata di euro, del tutto inadeguata a innescare una prestazione sensibile in età di pensione”.

La soluzione proposta da Assoprevidenza, fermo restando il doveroso tentativo di ciascun fondo interessato di cercare di persuadere ogni “aderente contrattuale” a diventare un iscritto a pieno titolo, produrrebbe secondo Sergio Corbello un duplice risultato positivo: “Si darebbe senso e finalità previdenziale a delle somme che, per la loro modesta misura annua, genererebbero un montante finale sostanzialmente irrilevante. Si determinerebbe inoltre un effetto volano nei confronti di tutta la platea degli iscritti a ciascuna forma previdenziale; nel regolare la posizione degli aderenti contrattuali non vi sarebbe infatti ragione per non estendere le coperture vita caso morte, infortuni e di LTC all’intera comunità degli aderenti, con compressione dei relativi costi e vantaggio complessivo per la comunità stessa”

Marco Barbieri

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