Previdenza

Assoprevidenza: necessario sviluppare la categoria di investitori istituzionali

Corbello (Assoprevidenza)

Durante il Press lunch organizzato da Assoprevidenza ieri a Milano si è parlato di riforma fiscale e approfondito il tema tributario in relazione alla necessità dello sviluppo di una categoria di investitori istituzionali

La Riforma Fiscale in arrivo è un’occasione per fare il punto sullo stato della previdenza complementare in Italia partendo proprio dall’attuale regime di tassazione. È stato questo il tema del press lunch con Assoprevidenza programmato ieri a Milano presso Legali Riuniti Lex, Foro Buonaparte 51.

Sulla previdenza complementare le Commissioni Finanze di Camera e Senato, nella loro Relazione in vista della Riforma Fiscale, si sono limitate a indicare la necessità che l’Italia adegui al criterio di tassazione europea EET Esenzione, quindi deducibilità dal reddito corrente, nell’ambito di limiti quantitativi spesso significativi, dei contributi versati ai fondi; piena Esenzione da tassazione dei rendimenti ottenuti nel tempo dai fondi stessi; Tassazione delle prestazioni in capo ai singoli fruitori. In Italia vige invece un regime ETT: Esenzione dei contributi in misura assai contenuta (ancora l’equivalente di 10 milioni di vecchie lire); Tassazione dei rendimenti ottenuti nel corso del tempo dai fondi; Tassazione a titolo d’imposta delle prestazioni finali, con aliquota del 15%, che può scendere sino al 9%.

Assoprevidenza, portando il proprio contributo tecnico al lavoro delle Commissioni, aveva già sottolineato questo irrazionale discostamento dalle prassi tributarie dei partner europei. Nel corso del press lunch il presidente di Assoprevidenza Sergio Corbello ha approfondito il tema tributario in relazione alla necessità dello sviluppo di una categoria di investitori istituzionali, sempre più utili all’economia nazionale e indispensabili per assicurare pensioni adeguate alle prossime generazioni.

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