15 Ottobre2026

Intesa Sanpaolo, il welfare che accompagna i figli dalla nascita ai 24 anni

Intesa Sanpaolo

Un fondo pensione che cresce con i figli, un bonus per ogni nuovo nato e, da quest’anno, una “settimana cortissima” per chi ha bambini sotto i tre anni. Così Intesa Sanpaolo ha costruito un welfare che segue le famiglie lungo tutto il ciclo di vita.

Dal 2023 Intesa Sanpaolo riconosce un contributo welfare di 120 euro all’anno per ogni figlio fiscalmente a carico, fino al ventiquattresimo anno di età. La somma viene versata sulla posizione di previdenza complementare intestata al figlio stesso. In alternativa, la famiglia può fruirne come rimborso di spese attraverso il “Conto Sociale”.

Lo scorso anno sono stati circa 28.000 i figli dei dipendenti che hanno ricevuto il contributo sul fondo pensione. Si tratta di un importo contenuto, però costante nel tempo. Soprattutto, apre un risparmio previdenziale molti anni prima del primo stipendio.

Il contributo welfare figli di Intesa Sanpaolo

La misura non riguarda soltanto i figli naturali. Il contributo, infatti, viene riconosciuto anche quando un minore entra in famiglia in affidamento. Dal 1° gennaio 2023 la copertura vale anche per l’affidamento preadottivo, come previsto dall’accordo sulla genitorialità inclusiva del maggio 2022.

Lo stesso accordo ha esteso le tutele per la genitorialità anche alle unioni civili, alle unioni di fatto e ai figli del coniuge.

Inoltre il contratto di secondo livello firmato il 24 dicembre 2025 ha confermato il contributo annuo di 120 euro per tutti i figli dei dipendenti fino a 24 anni. Quindi la misura resta in vigore per l’intero periodo 2026-2029.

Pacchetto Giovani: più previdenza, un aiuto per la casa e il bonus nascita

Accanto al contributo per i figli, Intesa Sanpaolo ha introdotto un “Pacchetto Giovani”. Prevede una maggiorazione della contribuzione datoriale alla previdenza complementare per gli under 35 e un “bonus prima casa”.

A queste misure si aggiunge un “bonus nascita figli” di 1.200 euro una tantum, erogabile per tutti i nuovi nati. Il bonus vale anche in caso di adozione.

Con il rinnovo di dicembre 2025, invece, la contribuzione aziendale alla previdenza complementare sale al 4,50%. Per il personale under 35 arriva al 6%.

Settimana cortissima: il tempo come leva di welfare

La novità più recente riguarda il tempo. In via sperimentale, il genitore che ha esaurito i permessi per “allattamento” può scegliere tra due opzioni, fino ai tre anni del figlio.

La prima consiste in ulteriori permessi retribuiti fino a 12 ore settimanali. La seconda è la “settimana cortissima”: quattro giorni da 7,5 ore, a parità di retribuzione.

Per il resto del personale esiste già una settimana corta su base volontaria, di quattro giorni da nove ore, senza riduzione di stipendio. Il modello di lavoro ibrido, inoltre, consente fino a 120 giornate da remoto all’anno, estendibili a 140 in casi specifici.

L’accordo del 2025 prevede anche permessi retribuiti per le visite legate alla procreazione assistita e per l’accertamento della disabilità del figlio. Infine, introduce permessi per assistere i figli con Bisogni Educativi Speciali, compresi i Disturbi specifici dell’apprendimento.

Gli enti del welfare integrato di Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo ha uno dei più ampi e articolati sistemi di welfare aziendale. Lo sostiene una rete di enti, ciascuno con un compito preciso.

  • Previdenza complementare. Il Fondo pensione del Gruppo conta circa 130.870 iscritti e gestisce un patrimonio superiore a 9,7 miliardi di euro.
  • Assistenza sanitaria integrativa. Il Fondo Sanitario Integrativo sostiene circa 240.000 persone. Nel 2024 ha erogato oltre 1,5 milioni di prestazioni, per un valore superiore a 250 milioni di euro.
  • Tempo libero e famiglia. L’Associazione Lavoratori Intesa Sanpaolo (ALI), attiva dal 2014, supera i 180.000 soci. Nel 2025 ha stanziato 650.000 euro per genitori e ragazzi, coinvolgendo oltre 7.000 bambini e giovani.
  • Sostegno alle persone. La Fondazione Intesa Sanpaolo Ente Filantropico aiuta dipendenti, pensionati e familiari in difficoltà.
  • Mutualità. La Società di Mutuo Soccorso per il personale del Gruppo è un Ente del Terzo Settore, con una quota simbolica di 5 euro l’anno. Con l’iniziativa “Sostegno per il tuo futuro” garantisce 12.000 euro l’anno ai figli con disabilità quando vengono a mancare entrambi i genitori.

A questa rete si affianca un’ampia gamma di soluzioni per gestire il tempo. Per esempio la banca del tempo, gli asili nido aziendali, permessi più ampi per maternità e paternità, lo smart working e gli orari flessibili in entrata e in uscita.

Perché il modello di Intesa Sanpaolo interessa anche le altre aziende

Il primo elemento è il metodo. La banca descrive il proprio impianto come “un avanzato sistema di welfare concepito attraverso il confronto con il sindacato”. Il contratto di secondo livello, infatti, resterà in vigore fino al 31 dicembre 2029.

Il secondo elemento è la logica del ciclo di vita. Le misure seguono le persone dalla nascita di un figlio fino ai suoi 24 anni, e dall’assunzione da giovani fino alla pensione integrativa. Per i genitori, inoltre, il tempo conta quanto il denaro.

Ciò che colpisce, infine, è la scala ridotta di alcune misure. Un versamento annuo di 120 euro non cambia il bilancio di una famiglia. Tuttavia trasforma il welfare in un’abitudine al risparmio di lungo periodo. È uno spunto che anche imprese più piccole possono considerare.


Intesa Sanpaolo in breve – il welfare per le famiglie

  • Contributo welfare figli: 120 euro l’anno sul fondo pensione, per ogni figlio a carico fino a 24 anni, oppure a rimborso tramite Conto Sociale
  • Beneficiari del contributo nell’ultimo anno: circa 28.000 figli
  • Bonus nascita: 1.200 euro una tantum, anche in caso di adozione
  • Settimana cortissima: 4 giorni da 7,5 ore a parità di retribuzione, fino ai 3 anni del figlio
  • Contratto di secondo livello: dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2029
  • Fonti ufficiali: comunicato del 24 dicembre 2025 · Welfare e People Care
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