4 Dicembre2024

ENPAP: investiti 5mln di euro, welfare in cambio di welfare

ENPAP

Investire in psicologia aiuta la comunità. I dati di Enpap riguardanti l’impatto sociale del progetto Vivere Meglio

Secondo i dati della ricerca condotta nel luglio scorso per ENPAP, l’Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Psicologi, da GPF Inspiring Research la richiesta di aiuto psicologico è aumentata di 10 punti rispetto al 2020, passando dal 29% al 39% di fruitori di terapie psicologiche. Complici anche gli effetti della pandemia, tant’è che il 39,2% del campione riferisce di avere intrapreso un percorso psicologico proprio durante la fase pandemica, sia online che in presenza.

Solo tra pochi giovani riesce a farsi spazio l’idea di poter accedere alla figura dello psicologo per avere un confronto imparziale e terzo, volto a risolvere situazioni clinicamente non rilevanti e per stare meglio. Ossia, a prendere in mano la situazione per tempo, e prima che si abbia necessità di un “intervento più consistente”. Tra chi al sondaggio ha risposto “mai in vita mia da uno psicologo” è emerso che il 66% dice di non averne mai avuto veramente bisogno, il 20% vorrebbe andarci ma non può farlo per ragioni economiche. E su quest’ultimo dato bisogna riflettere: i servizi di psicologia sono ancora poco presenti all’interno del Servizio Sanitario Nazionale e in più c’è una limitata conoscenza di strutture pubbliche che offrono servizi gratuiti o con ticket accessibili. E sono soprattutto i giovani a confermare le difficoltà di accesso al servizio sanitario pubblico. L’88,4% degli intervistati, infatti, ha riferito che vede la figura dello psicologo con un ruolo sempre più rilevante all’interno della società.

«Il Servizio Sanitario Nazionale rappresenta il pilastro della coesione sociale del nostro Paese», aggiunge Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE, «ma le crescenti disuguaglianze regionali e il definanziamento rischiano di compromettere il diritto costituzionale alla tutela della salute. In un contesto in cui la salute mentale è sempre più riconosciuta come parte integrante del benessere globale, il ruolo degli psicologi nel SSN diventa strategico non solo per migliorare la qualità della vita dei cittadini, ma anche per contenere l’impatto economico e sociale delle fragilità psicologiche. Occorre sviluppare politiche di welfare integrate che valorizzino le professioni sanitarie, come quella degli psicologi, garantendo un accesso equo ai servizi. In quest’ottica, il welfare non deve essere percepito come un costo, ma come un investimento fondamentale per la sostenibilità del SSN e per la crescita sociale ed economica del Paese».

Durante il Convegno ENPAP dei giorni scorsi, è stata presentata la valutazione di impatto sociale ed economica redatta da Triadi, spin-off del Politecnico di Milano, sui risultati della prima edizione del progetto “Vivere Meglio”. I dati evidenziano quanto al miglioramento del benessere delle persone corrisponda un impatto sociale ed economico per la collettività, in termini di risparmio di risorse pubbliche e private, con un ritorno sociale sull’investimento (SROI) pari a 2,07. Investire in Psicologia, quindi è utile non solo per i fruitori, ma anche per tutta la comunità.

Tra i fruitori di “Vivere Meglio” il 75,9% sono donne e giovani, di cui circa il 67% con un’età compresa tra i 16 e i 34 anni. Il 57% del campione è celibe o nubile, il 12% ha riferito di convivere con una patologia cronica e l’11,5% è un caregiver che fornisce assistenza a uno o più familiari non autosufficienti a causa di una malattia, disabilità o anzianità. Chi si è rivelato più bisognoso di trattamenti psicologici più lunghi sono le persone con una condizione socio- economica più vulnerabile: sono a carico di altre persone e hanno un reddito inferiore a 1.000 euro mensili.

La spesa per la salute mentale si attesta intorno al 3,5% del Fondo Sanitario Nazionale, ma il bisogno di salute mentale è uno dei bisogni più insoddisfatti nel Paese. Tant’è che il rapporto MORe (Mental Health Optimization of Resources) redatto da Deloitte Consulting e pubblicato un anno fa in collaborazione con Janssen Italia e altre Istituzioni pubbliche-private, indica che nei prossimi tre anni potrebbero essere necessari almeno 1,9 miliardi di euro aggiuntivi, oltre ai 4 miliardi già programmati, per rispondere alla crescente richiesta di supporto per la salute mentale.

«ENPAP è impegnata da anni a valorizzare i risultati economici prodotti dagli interventi psicologici. Con ‘Vivere Meglio’, l’Ente ha ‘investito’ 5 milioni di euro con la formula welfare in cambio di welfare: ha cioè erogato una borsa lavoro a 1.000 Iscritti in difficoltà con i loro percorsi di vita in cambio di prestazioni di consulenza o di psicoterapia ai cittadini del loro territorio. A questo ha affiancato una serie di servizi, necessari a rendere queste azioni altamente efficaci: in collaborazione con le Università ha costruito un Percorso Diagnostico e Terapeutico (PDT) fortemente ancorato alla ricerca scientifica, e ha fornito aggiornamento professionale ai borsisti in linea con questo PDT. Non ultimo, ha creato il sito viveremeglio.enpap.it, attraverso cui favorire l’invio delle persone al professionista più adeguato e offrire servizi aggiuntivi ai cittadini come i manuali di auto-aiuto», spiega Felice Damiano Torricelli, psicologo psicoterapeuta e Presidente ENPAP.

Lucia Medri

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