4 Dicembre2019

Terzo settore: welfare più solido per famiglie e bambini

Bruno (CGM)

Dal convegno Investire sul futuro. Sfide, Opportunità, Pratiche, Giuseppe Bruno Presidente CGM, Consorzio Gino Mattarelli, insiste per un completamento della riforma

Giuseppe Bruno Presidente CGM, Consorzio Gino Mattarelli la più importante rete di Imprese Sociali e Cooperative a livello italiano in occasione del convegno Investire sul futuro. Sfide, Opportunità, Pratiche alla presenza di Elena Bonetti Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia ha affermato: Bene il Governo rispetto alla decisione di aumentare le risorse per gli asili nido ora però occorre dare un ulteriore slancio vero i poli 0/6 con il completamento della riforma e la messa a sistema delle risorse che interessano la fascia d’età per realizzare il potenziamento dei servizi, e superare anche disuguaglianze di accesso oltre che territoriali e sociali“, dichiara

“All’interno del nostro network composto da più di 700 imprese sociali, oltre il 35% di esse presenta un core business legato al tema legato al tema dell’educazione focalizzato sui servizi agli 0-6 anni. Gli asili nido gestiti da Cooperative CGM sono circa 700 i quali ospitano 28.000 bambini in fascia 0-6 anni, ricorda Bruno.

“Per questo riteniamo necessario far uscire i servizi educativi per l’infanzia dalla dimensione individuale per farli entrare pienamente nella sfera educativa di crescita e quindi essenziali; per raggiungere questo obiettivo è necessario creare sistemi di welfare che meglio rispondano alle esigenze delle persone e delle famiglie ed in questo caso in primis dei bambini“, sostiene il Presidente CGM.

“Attraverso la rete CGM è stato possibile, e persiste uno scambio di buone prassi e la condivisione di soluzioni proprio perché le sperimentazioni portate avanti su un determinato territorio possono tornare utili anche in un altro“, evidenzia il Presidente CGM.

“Sulla base dell’esperienza maturata sul campo vogliamo essere stimolo perché si giunga al riconoscimento di modelli di successo, ovviamente intesi nella loro declinazione territoriale e si possa favorire l’allocazione di risorse economiche adeguate in obiettivi di sviluppo dei servizi 0-6 anni. È necessario allo stesso tempo che vi sia l’accesso a dati di prima mano rispetto ai territori ove si opera; vi è infatti una differenza sostanziale tra la realizzazione e mantenimento di un polo dell’infanzia 0-6 anni in una città metropolitana rispetto a aree interne spesso caratterizzate da fenomeni di spopolamento e chiusura dei servizi a fronte di una crescita zero”, rimarca Bruno.

“Proprio nelle aree interne, nelle aree di montagna, le imprese sociali CGM hanno un ruolo importantissimo per la rinascita dei territori.  Lo sono perché conoscono le comunità, hanno spesso dato nuova vita attraverso la valorizzazione delle risorse esistenti, ottimizzando esigenze e denari fino a rendere reali interventi che sarebbero sembrati impossibili secondo le logiche tradizionali della sostenibilità. Per questo, di fronte alla decisione presa dall’Esecutivo pensiamo che l’Impresa sociale cooperativa possa offrire un prezioso contributo al completo sviluppo delle politiche dedicate agli 0-6 anni. Ci candidiamo a offrire al Ministro Bonetti il nostro contributo reale e concreto, grazie anche alle nostre organizzazioni datoriali che ben rappresentano le istanze provenienti dal basso. Pensiamo sia possibile favorire strategie e risorse di successo oltre che risposte per le criticità rilevate dalle diverse latitudini del nostro Paese. È la sfida, o meglio la fase due, necessaria perché il contributo per asili gratis non resti solo un impegno ed un investimento economico infruttifero per il futuro del nostro Paese“, conclude Bruno.

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