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Caro bollette: Nesci (Udicon) le proposte dei consumatori per contenere i rincari

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L’allarme caro-bollette sta mettendo a rischio la sopravvivenza di famiglia e imprese. Europa e Governo devono alleggerire il peso delle bollette e garantire una boccata d’ossigeno a chi rischia di finire al collasso. Ne parliamo con Denis Nesci, Presidente Nazionale Udicon (Unione per Difesa dei Consumatori)

Secondo la Cgia di Mestre, rispetto al 2021, i rincari di luce e gas ammontano a 82,6 miliardi di euro. Appare evidente che, se si vuole mettere in sicurezza il Paese entro la fine dell’anno, bisognerà trovare altre risorse e nuovi aiuti per consumatori e imprese soffocate dall’aumento dei prezzi di elettricità e gas.

“Deve essere chiaro a tutti che l’energia non può più essere oggetto di azioni speculative. Luce e gas non possono essere quotati sul mercato come beni accessori, ma devono essere ricondotti nella categoria dei c.d. servizi essenziali”, dichiara Denis Nesci, Presidente Nazionale Udicon (Unione per Difesa dei Consumatori). “Il mercato dell’energia deve rispondere a questi canoni, oltre che ai principi di sostenibilità ed equità, lo abbiamo sempre detto. È inconcepibile che ancora oggi il settore energetico sia condizionato da oscillazioni di prezzo alquanto schizofreniche, associabili a imprevedibili scosse di terremoto”, prosegue.

Sappiamo bene che l’impennata dei prezzi è iniziata molto tempo prima della guerra in Ucraina, il cui prolungamento ha solo amplificato il fenomeno. Ma quali sono le soluzioni per calmierare gli effetti del caro energia?

“In attesa di una svolta a livello europeo, il governo italiano sta comunque lavorando su un nuovo Decreto Aiuti per ridurre l’impatto dei costi dell’energia che restano molto elevati, con misure che si andrebbero ad aggiungere a quelle già varate dall’esecutivo nei mesi scorsi. I punti focali del nuovo provvedimento dovrebbero concentrarsi maggiormente sulle imprese, ma allo studio ci sarebbero anche ulteriori strumenti per ridurre l’impatto delle prossime bollette su famiglie e consumatori”, spiega Nesci. Al vaglio, anche la possibilità di innalzare il tetto ISEE per l’accesso al Bonus sociale, lo sconto previsto in bolletta per le famiglie in condizioni di disagio economico e fisico. Attualmente, come stabilito dal Decreto Ucraina bis, l’asticella ISEE per accedervi è fissata a 12mila euro per tutto il 2022. “L’ipotesi su cui si starebbe ragionando è quella di portare quel livello a 15mila euro, ampliando la platea dei destinatari del beneficio. Si starebbe, inoltre, valutando anche la possibilità di prorogare il meccanismo di rateizzazione delle bollette, già previsto con piani di pagamento in 10 mesi”.

Spiega ancora il Presidente Nazionale Udicon che, sul fronte europeo, sarebbero state definite alcune linee d’intervento per varare un pacchetto di nuove misure contro il caro energia. “Tra esse, il coordinamento per una riduzione ragionata dei consumi elettrici, il supporto alla liquidità del settore, un tetto ai ricavi degli operatori che producono energia elettrica usando fonti più economiche del gas, dalle rinnovabili al carbone, nonché un contributo di solidarietà da parte delle imprese energetiche che operano nelle fonti fossili”. È chiaro però che, fin quando l’Unione Europea non troverà un accordo sull’introduzione del tetto al prezzo del gas, le previsioni e le strategie di azione attese in autunno potrebbero peggiorare.

Come Associazione che tutela i diritti dei consumatori, Udicon porta avanti alcune proposte semplici, in grado di andare incontro alle esigenze dei consumatori e spezzare la spirale di speculazione sui beni energetici. Non solo il price-cap sul gas per ridurre lo spazio e i margini a qualsiasi tipo di speculazione e abbandonare una volta per tutte il sistema del prezzo marginale, ma anche un meccanismo di restituzione degli extraprofitti per rendere anche il livello di profitto degli operatori più sostenibile. “Si dovrebbe lavorare a uno schema dei prezzi riconducibile a quella che noi definiamo “bolletta contenitore”: i costi dell’energia devono essere riconducibili al consumo effettivo. Non è concepibile che a fronte di un consumo nullo, si debbano comunque pagare costi aggiuntivi tra tasse, trasporti e canoni televisivi. In questo senso l’intervento del Governo sull’abbattimento degli oneri di sistema è stato corretto, ma è arrivato il momento di trasformarlo in un provvedimento strutturale. Siamo convinti che questo possa facilitare comportamenti virtuosi da parte degli utenti in termini di risparmio energetico, in contrasto agli sprechi energetici”, conclude Nesci.

 

Ludovica Urbani

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