3 Aprile2024

Sanità integrativa: serve quadro normativo e maggiore complementarietà con il SSN

Sanità integrativa

Si è tenuto a fine marzo il secondo Workshop promosso dall’Osservatorio Nazionale Welfare e Salute dedicato alla Riforma della Sanità Integrativa

“Promuovere entro l’estate un’iniziativa legislativa di riordino normativo del settore”. Questo in sintesi l’indirizzo fornito dal Presidente della Commissione Sanità Welfare e Lavoro del Senato, Franco Zaffini, durante Colazione Con, il secondo appuntamento organizzato dall’Osservatorio Nazionale Welfare e Salute (ONWS) a Roma, che ha visto partecipare anche il Consigliere Economico del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, Renato Loiero e rappresentanti delle principali realtà associative di categoria, datoriali, sindacali.

Al centro dell’intervento del senatore, tre temi già emersi dall’indagine conoscitiva promossa dalla 10ª Commissione Senato, che ha portato all’audizione di oltre 50 realtà a vario titolo coinvolte o impegnate sul terreno della Sanità Integrativa: un modello di governance più strutturato e omogeneo, un monitoraggio sulle attività e sulle prestazioni sanitarie offerte ai beneficiari per accrescere l’integrazione tra SSN e sanità integrativa e l’estensione della platea dei beneficiari.

“Dalle audizioni è emerso un indirizzo pressoché univoco rispetto a tre grandi direttrici – ha spiegato Zaffini – “certamente il modello di governance va reso più strutturato ed omogeneo. Troppe diverse specificità – Fondi di tipo A, di tipo B, autogestiti, con l’esternalizzazione del rischio al mercato assicurativo, mutue, casse, polizze integrative collettive per singole categorie o enti – costituiscono un problema. Chi eroga prestazioni e servizi sanitari e comunque attinenti alla salute, peraltro simili nella funzione e nelle modalità operative, deve avere una normativa omogenea di riferimento. È tema di buon funzionamento ed è anche tema di trasparenza e rendicontazione. Inoltre, non è più eludibile un confronto franco sulla questione “vigilanza”, da intendersi ovviamente come monitoraggio – promosso dal Ministero della Salute e condiviso con gli operatori – sulle attività e sulle prestazioni sanitarie offerte ai beneficiari al fine di accrescere la reale integrazione tra Servizio Sanitario Nazionale e Secondo Pilastro. Infine esiste un grande tema di estensione della platea dei beneficiari: contrastare l’elusione contributiva che oggi esclude circa 6 milioni di lavoratori dal sistema di Sanità Integrativa nazionale, includere in esso anche i dipendenti pubblici in maniera organica e strutturata, offrire una risposta ai quiescenti; attorno a questi tre obiettivi è indispensabile costruire una proposta che porti anche l’Italia ad avere un livello di welfare integrativo per 45/50 milioni di italiani, e tendenzialmente per tutti rispetto ai 15 di oggi. Su questi tre ambiti intenderei promuovere un’iniziativa legislativa, entro l’estate, di riordino normativo del settore”.

Ha introdotto i lavori il Presidente di ONWS Ivano Russo: “Siamo ben lontani dall’avere in Italia un Secondo Pilastro realmente complementare e a supporto del Servizio Sanitario Nazionale. Ancora troppo pochi i beneficiari: circa il 25% della popolazione rispetto al 75-80% di Francia e Germania. Ancora troppo alta l’odiosa e socialmente discriminatoria spesa Out of Pocket dei cittadini, oltre 40 miliardi di euro, che genera tra l’altro – in un Paese con oltre 10 milioni di persone che vivono al limite o sotto la soglia di povertà – l’insopportabile fenomeno di 7 milioni di individui fragili costretti a rinunciare alle cure.” e ha continuato Russo “L’assenza di un quadro normativo e regolatorio certo, competitivo e coerente, rappresenta un grande freno allo sviluppo del settore, come pure i bassi salari e l’alta inflazione che, legittimamente, inducono le parti sociali a investire meno di quanto sarebbe utile in welfare contrattuale sanitario e socioassistenziale”. “Occorre prendere atto che il principio universalistico che giustamente ispira il nostro SSN non può essere concretamente declinato nella insostenibile modalità di offrire – sostanzialmente a carico della sola fiscalità generale – tutto a tutti e sempre. Un Paese che tra SSN, Sanità Integrativa, spesa privata sanitaria dei cittadini e spesa per prestazioni socioassistenziali consuma oltre 200 miliardi l’anno, se non costruisce meccanismi virtuosi di integrazione e mutualismo tra spesa pubblica e spesa intermediata rischia di portare al collasso il Sistema Salute Nazionale” ha concluso Russo.

È intervenuto a conclusione dei lavori il Consigliere del Presidente del Consiglio Renato Loiero: “Il welfare contrattuale rappresenta un’importante leva a supporto delle politiche pubbliche nazionali per la Sanità e l’Assistenza. La crescita della Sanità Integrativa dal 2010 a oggi, passata da 3 a 16 milioni di assistiti, segnala che è matura e diffusa la consapevolezza tra le parti sociali di quanto questo strumento sia apprezzato e utilizzato dai beneficiari. Ciò anche grazie alle politiche di agevolazione fiscale che da oltre un quindicennio accompagnano lo sviluppo del settore consentendo ad imprese e lavoratori di investire e consolidare modelli collettivi, non discriminatori e mutualistici di spesa sanitaria intermediata”.

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