Previdenza

Il nuovo welfare deve essere assicurato. I dati Ania sulla scarsa protezione sociale

Dall’assemblea Ania, si ribadisce il rafforzamento del sistema di protezione per il Paese

C’è una “insufficiente protezione contro i rischi”: la presidente di Ania, Maria Bianca Farina, ha ribadito la necessità di rafforzare la previdenza integrativa, così come il tema della sanità integrativa: “La spesa sanitaria privata ha ormai raggiunto i 40 miliardi di euro. Spesa che si caratterizza per la straordinaria incidenza della componente pagata di tasca propria dai cittadini, che in Italia è pari al 90% del totale, rispetto al 40% in Francia e al 55% in Germania”. La relazione della presidente nel corso dell’assemblea dell’associazione delle imprese assicuratrici ha ribadito la grande opportunità di rafforzare il sistema di protezione per il Paese, per le imprese, per le famiglie e per i cittadini. La liquidità disponibile non manca serve un aiuto a trasformarla in coperture di welfare integrativo.

Welfare integrativo che non può non riguardare anche la protezione dell’ambiente: “Come non pensare a una partnership pubblico-privata in tema di catastrofi naturali a difesa del territorio – ha aggiunto Farina – in grado di affrontare ex-ante, anche eventualmente in logica integrativa e con focus sulla prevenzione, la strutturale fragilità del nostro territorio?”.

Anche il neo-presidente Ivass, Fabio Panetta, nel suo intervento all’assemblea Ania ha ribadito la necessità di “un più incisivo contributo del welfare privato, che migliori le garanzie sulla salute e rafforzi la componente di servizio, passando dalla cura alla prevenzione. Sarà inoltre importante un ulteriore sviluppo della previdenza complementare; a tutt’oggi 18 milioni di lavoratori non sono ancora iscritti a forme di previdenza di secondo o terzo pilastro”. Preziosissimo il documento compilato da Ania nel quale si sviluppano, tra gli altri dati, quelli di un confronto internazionale per le spese assicurative sul versante della sanità e delle coperture contro i rischi catastrofali.

Marco Barbieri

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