Previdenza

Covip e la ministra Catalfo: nuove regole per gli investimenti delle Casse previdenziali

Covip

Covip: presentato oggi 3 ottobre il quadro di sintesi 2018 sulle politiche di investimento delle Casse professionali

Il presidente della Covip, Mario Padula, insiste: le Casse di previdenza private o privatizzate devono assumere le stesse regole per assicurare vigilanza e trasparenza sui loro investimenti. Le stesse regole tra loro – “l’eterogeneità tra le diverse Casse è un problema” – e le stesse regole rispetto a quelle che guidano la vigilanza dei Fondi pensione – “in questo caso i Fondi seguono sempre più attentamente le norme fissate dalle direttive europee” – sui quali vigila l’autorità guidata da Padula.

L’occasione per manifestare questa anomalia che segna il comportamento delle Casse previdenziali collegate agli ordini professionali – è stata la presentazione del “Quadro di sintesi” dei dati relativi al patrimonio delle Casse professionali e alla loro gestione finanziaria nel 2018 con i confronti rispetto agli anni precedenti. Il report – pubblicato sul sito della COVIP – fornisce il quadro degli aspetti più significativi che caratterizzano le risorse detenute dalle Casse, integrando le informazioni aggregate con elementi di dettaglio riferiti ai singoli portafogli.

Sull’anomalia si è soffermato anche il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, che ha inviato un messaggio al presidente Covip: “È del tutto evidente che gli Enti previdenziali privati devono operare in un sistema di regole chiare e definite, in mancanza del quale le politiche di investimento potrebbero risultare non pienamente efficaci”. Il ministro ha ribadito che “è impegno del Governo innovare il vigente sistema regolatorio del settore al fine di renderlo più funzionale alle esigenze di tutela dei diritti previdenziali degli iscritti, in considerazione della nuova veste di investitori istituzionali assunta dalle Casse professionali”.

Come è noto il sistema attende da otto anni un nuovo regolamento sugli investimenti. Sarà l’anno buono? Di sicuro il ritardo accumulato è tanto, anche in relazione alla consistenza del patrimonio investito.

Le risorse complessive del settore a valore di mercato a fine 2018 ammontano a 87 miliardi di euro con un aumento del 56,2% rispetto al 2011 e dell’1,9% sul 2017 (+1,6 mld). In questo quadro restano sempre molto ampie le divergenze sia nelle attività che nelle dinamiche di crescita delle singole Casse: circa il 73% delle risorse totali si riferisce a sole 5 Casse (Enpam, Cassa Forense, Inarcassa, Cassa dottori commercialisti, Enasarco), le prime tre delle quali sommano il 54% del totale dell’attivo (era il 47% nel 2011). Concorrono a spiegare le diverse dimensioni dell’attivo le differenze tra i saldi previdenziali che dipendono dai regimi contributivi e delle prestazioni, oltre che dalle caratteristiche economiche e socio-demografiche delle diverse platee di riferimento delle singole Casse.

Il saldo previdenziale (differenza tra contributi incassati e prestazioni erogate) è positivo per tutte le casse tranne quella dei giornalisti (Inpgi) e dei geometri (Cipag).

Investimenti immobiliari, in titoli di debito e in titoli di capitale compongono il patrimonio delle Casse. E il loro attivo di gestione, che si compone così:

  • Gli investimenti immobiliari, pari a 19,7 miliardi di euro (19,4 nel 2017), subiscono una leggera riduzione in percentuale dell’attivo (22,7 contro 22,8 %); tra le diverse componenti, è in aumento l’incidenza delle quote di fondi immobiliari (dal 16,1 al 16,5%) mentre diminuisce quella degli immobili detenuti direttamente (dal 6,1 al 5,6%);
  • Gli investimenti in titoli di debito, pari a 32,6 miliardi (31,2 nel 2017), costituiscono il 37,5% dell’attivo registrando un aumento dello 0,9% rispetto al 2017; tra le diverse componenti, rimangono stabili gli investimenti diretti (complessivamente, 22,5%), ma cresce il peso di quelli sottostanti gli OICVM (dal 14,3 al 15%);
  • Gli investimenti in titoli di capitale, pari a 13,8 miliardi di euro (14,8 nel 2017), formano il 15,9% dell’attivo, in significativa flessione rispetto al 17,3 del 2017; tra le diverse componenti, gli investimenti diretti scendono dal 9,5 all’8,2%, quelli sottostanti gli OICVM scendono dal 7,8 al 7,7%.

Il risparmio previdenziale intermediato da Casse e Fondi pensione ha raggiunto dimensioni ragguardevoli: a fine 2018, le risorse totali sono pari a 254,2 miliardi di euro, il 14,4% del PIL: 87 miliardi di euro fanno capo alle Casse e 167,2 miliardi ai Fondi pensione.

Molto differenziato il portafoglio degli investimenti delle singole Casse (si veda il grafico allegato). Ma anche molto diverso quello delle Casse rispetto ai Fondi pensione.

Gli investimenti domestici delle Casse ammontano a 35 miliardi di euro, il 40,2% delle attività, in calo dello 0,2% rispetto al 2017; gli investimenti non domestici si attestano a 38,2 miliardi di euro, corrispondenti al 43,9% del totale (+0,6% sul 2017).

Gli investimenti domestici dei Fondi pensione si attestano a 36,7 miliardi di euro, mentre gli investimenti non domestici totalizzano 83,1 miliardi di euro. Rispetto al 2017 si osserva una riduzione della quota di investimenti domestici del 2,2%, per oltre la metà imputabile ai titoli di Stato (1,3%).

Complessivamente, le risorse finanziarie destinate alle imprese italiane possono essere calcolate in 9,9 miliardi di euro (10,7 nel 2017), di cui 5,5 (5,6 nel 2017) investiti dalle Casse e 4,4 (5,1 nel 2017) impiegati dai Fondi pensione.

Marco Barbieri

Covip
Composizione dei portafogli

 

 

 

 

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