27 Gennaio2026

Bertolini, buoni pasto: “non basta dire che la soglia è aumentata, bisogna avvicinare le aziende al valore dei dieci euro”

Bertolini Day

Dopo l’approvazione a inizio anno dell’innalzamento della soglia da 8 a 10 euro di esenzione fiscale e previdenziale dei buoni pasto elettronici, contenuta nella Legge di Bilancio 2026, abbiamo intervistato sul tema Mariacristina Bertolini – Vice Presidente, DG Day (società Benefit) e Direttrice zona Euromed Upcoop

L’innalzamento della soglia da 8 a 10 euro contenuto nella Legge di Bilancio è una risoluzione definitiva in tema di welfare?

Dal punto di vista temporale, questa legge ha sancito e sancirà per il futuro la soglia dei dieci euro anche perché, una volta definito un aumento del limite defiscalizzato e detassato, la risposta delle aziende non è immediata, quindi ci vorrà tanto lavoro di consapevolezza e informazione per convincere le imprese a passare a un valore più alto. La soglia attuale è di 8 euro ma, su base nazionale e rispetto ai nosti riscontri, si superano di poco i sette euro. Proprio l’altro giorno leggevo di una confesercenti che attestava da loro un valore inferiore ai 7 euro. Questo dato deve farci riflettere sull’evidenza che non basta dire che la soglia è aumentata ma bisogna lavorare insieme per avvicinare le aziende al valore dei dieci euro.

In base al vostro osservatorio, in che modo l’allargamento dell’esenzione già incide e inciderà sulle abitudini delle persone?

Il buono pasto è la soluzione di welfare più apprezzata e più utile, quella che arriva sempre prima nei questionari che le aziende di settore pongono agli utilizzatori. Si tratta di un sistema di welfare semplice, concreto, di effettivo sostegno ai consumi e che determina un reale potere d’acquisto perché è l’unica realtà che può limitare l’inflazione. Sul carrello della spesa, il valore medio è aumentato al di sopra dell’inflazione stessa quindi avere la possibilità di due euro in più esentasse da spendere rappresenta un supporto fondamentale.

Se alcuni bisogni verranno soddisfatti, quali invece rimarranno insoddisfatti?

Se fosse vero che la soglia attuale fosse realmente di 8 euro e domani si passasse a quella di 10 euro, ci sarebbe un beneficio di oltre 400 euro per ogni dipendente risparmiate all’anno. Purtroppo non è ancora così, c’è ancora insoddisfazione da questo punto di vista ma come dicevo prima il mercato sta già lavorando in questa direzione.

Persone, aziende, ristorazione e grande distribuzione: un’unica normativa per troppi soggetti. Si può rispondere alle esigenze di tutti?

Sì, si può rispondere alle esigenze di tutti perché tutti sono legati e interdipendenti. Una norma simile va incontro alle aziende, perché possono dare un segnale al personale senza gravare o essere gravate dai costi. Circa il 20% delle aziende del mercato, le più importanti, hanno un buono pasto del valore di dieci euro e, già da oggi, i due euro che stanno pagando saranno esentati. Oltre alla grande distribuzione, il valore del buono pasto a dieci euro potrebbe spingere le persone verso la piccola distribuzione, che è quella che ha sofferto di più, a consumare così la pausa pranzo anche nella rete di prossimità di bar e ristoranti. 

Comporterebbe quindi un cambiamento virtuoso nelle abitudini del personale?

Non è solo importante che il datore di lavoro si prenda cura di aumentare il buono pasto ma una cosa che a noi sta molto a cuore è che si prenda cura della pausa pranzo, che quindi si possa scegliere qualcosa di più sano e gratificante per la pausa di lavoratori e lavoratrici.

Tale scenario potrebbe però ricambiare nuovamente fra un anno. Quanto è urgente una stabilizzazione per legge?

In Europa eravamo quelli con il valore defiscalizzato più basso e in questo modo abbiamo anche adeguato i nostri usi e costumi al resto del continente. Da quando lavoro in questo settore non ho mai visto un tetto del buono pasto fare un passo indietro e quindi penso che non si possa tornare agli 8 euro attuali. I benefici per Stato ci sono, parliamo di una transazione completamente trasparente e tracciata su cui tutti pagano le tasse, quindi non vedo la possibilità che fra un anno possa ricambiare. A maggior ragione che, come dicevo prima, fra un anno i dieci euro non saranno certo la norma perché si dovrà lavorare tutti insieme affinché si innalzi progressivamente il valore attuale del buono pasto.

Lucia Medri

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