30 Novembre2023

Aziende sempre più consapevoli di non comunicare al meglio il proprio welfare

welfare e comunicazione

Benefits Trends Survey di WTW, il 59% delle imprese italiane considerano i benefit aziendali uno strumento concreto di sostegno al reddito, col vantaggio di non essere soggetti ad una fiscalità svantaggiosa come gli aumenti retributivi. Ma solo il 21% dei datori di lavoro ritiene che la propria comunicazione sui benefit offerti sia altamente efficace nel tenere informati e coinvolti i dipendenti durante tutto l’anno

Tra il 1° marzo 2023 e il 14 aprile 2023, WTW (Willis Towers Watson) ha intervistato 149 organizzazioni italiane di un’ampia gamma di settori in merito alle loro strategie di benefit per la sua Benefit Trends Survey 2023. Ne è emerso che, sebbene molti datori di lavoro riconoscano le carenze nella loro attuale strategia di benefit, sono tante le aziende che hanno già intrapreso azioni volte a migliorare positivamente l’esperienza che i dipendenti fanno dei benefit stessi. Il 40% dei datori di lavoro, infatti si è già attivata per offrire un maggiore supporto nelle decisioni, fornendo ai dipendenti informazioni per comprendere meglio le varie opzioni e i costi nella scelta dei benefit, circa la metà degli intervistati ha dichiarato di stare valutando o aver pianificato interventi di questo tipo. Buona parte delle aziende (39%) sta pianificando o prendendo in considerazione la possibilità di indirizzare le comunicazioni a segmenti specifici della forza lavoro, sviluppando una strategia in merito.

Teresa Mallardi, Senior Associate Health & Benefits di WTW, dichiara: “Comunicare è fondamentale per il successo di un piano benefit: se non comunico nel modo corretto rischio di vanificare l’investimento fatto e i dati della nostra ricerca ci confermano che le aziende ne sono sempre più consapevoli. È importante comunicare, comunicare spesso e farlo in maniera multicanale e in modo capillare. Dobbiamo raggiungere i dipendenti dove sono: siano davanti al pc o nei plant produttivi. Ben vengano i flyer da leggere sul cellulare, nella chat di gruppo dei dipendenti, ma non rinunciamo alla locandina affissa in bacheca se frequentata dal personale. E se questo discorso ha una valenza generale (si tratti di tutele offerte per obbligo da CCNL o dell’ultima iniziativa di wellbeing) si fa ancora più determinante per i piani di welfare aziendale: l’azienda offre al dipendente la possibilità di comporre il proprio pacchetto benefit. Una possibilità preziosissima che va guidata, informando e formando il dipendente perché possa cogliere le opportunità che avranno maggior impatto sul suo benessere personale e familiare”.

Le modalità di lavoro flessibili sono state una priorità ricorrente per i dipendenti negli ultimi anni, il che spiega perché i datori di lavoro si concentrano sull’affrontare le sfide che derivano da questo ambiente, come i temi legati al benessere mentale, il diritto alla disconnessione e gli ostacoli all’avanzamento di carriera. Il sondaggio di quest’anno ha rilevato che il 45% dei dipendenti ha chiesto modalità di lavoro flessibili. In un mondo post-pandemia, questa tendenza è senza dubbio destinata a continuare.

Tuttavia, il principale motore alla base del miglioramento delle strategie di benefit è la continua competizione per i talenti, che sta interessando il 69% delle organizzazioni. Questa sfida pressante è diventata il tema principale che influenza le strategie di benefit dell’azienda, rispetto al terzo posto del 2021.

 

 

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