Pay Transparency in Italia: impatti organizzativi, sostenibilità gestionale e riduzione del gender pay gap. La posizione di Marina Verderajme, presidente GIDP
Il mercato del lavoro italiano si appresta a implementare un quadro normativo profondamente rinnovato in materia di politiche retributive. Con l’approvazione definitiva, da parte del Consiglio dei Ministri del 30 aprile 2026, del decreto legislativo di recepimento della Direttiva UE 2023/970, l’obbligo di trasparenza retributiva diventerà operativo dal 7 giugno 2026.
L’Italia è il primo Paese dei 27, ad oggi, ad aver recepito la Direttiva Europea. La norma introduce vincoli stringenti sui criteri di determinazione dei salari, ponendosi l’obiettivo di ridurre il gender pay gap, ovvero il divario retributivo di genere che penalizza la componente femminile a parità di valore del lavoro svolto.
“Al di là dei complessi adempimenti burocratici, delle legittime resistenze della funzione HR e delle metriche di calcolo, è fondamentale riconoscere la missione di lungo periodo che questo impianto normativo porta con sé. La direttiva non si limita a imporre un modello di rendicontazione contabile, ma persegue l’obiettivo strategico di accelerare l’evoluzione verso una reale cultura della parità e del merito” afferma Marina Verderajme, presidente GIDP.
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Luglio 17, 2025