10 Ottobre2019

Massagli (AIWA): più welfare senza taglio del cuneo

Massagli (AIWA)

 Massagli (AIWA) interviene su Il Giornale a proposito dei tardivi interventi strutturali del Governo

Come poter essere sicuri che un taglio a margine del cuneo fiscale (un solo punto di cuneo costa circa 3,5 miliardi di euro e gli spazi di bilancio sono pochi) possa apportare benefici effettivamente percepibili, in primis dai dipendenti peggio pagati e in secondo luogo, indirettamente, dall’intera collettività mediante maggiori consumi e incremento del gettito? È l‘interrogazione di Emmanuele Massagli Presidente Aiwa al Governo, apparsa sulle pagine de Il Giornale a dimostrazione della fatica nel trovare le risorse utili a esaudire la promessa di taglio del cuneo fiscale. Lo confermano i numeri forniti dal Ministero dell’Economia e rielaborati dal Centro Studi Itinerari Previdenziali: il 40% dei dipendenti dichiara redditi inferiori a 15mila euro (pagando, di conseguenza, solo il 3,5% delle imposte raccolte dallo Stato); un altro 49% dei dipendenti non guadagna più di 35.000 euro. Massagli sottolinea il rischio di presentare delle norme insoddisfacenti tanto per i sindacati (che non nascondono i dubbi su alcuni contenuti del DEF), quanto per le imprese.

Massagli prosegue auspicandosi di andare sempre oltre gli schemi, perseguendo la filosifia del thinking out the box: Una strada può essere quella di ribaltare le solite ricette e mirare non tanto alla qualità del posto di lavoro, bensì alla qualità del rapporto di lavoro. Questa non dipende in prima battuta dal livello salariale, bensì dalla ‘abitabilità’ umana e tecnologica del proprio ambiente di lavoro.

Il focus è quindi sempre puntato sul welfare aziendale al quale corrispondono trasferimenti che non rientrano nel cuneo fiscale. Secondo il Presidente di Aiwa: Basterebbe un investimento dieci volte inferiore a quello ipotizzato dal governo per il taglio al cuneo fiscale per fare un ulteriore passo in avanti normativo, garantendo ai dipendenti privati e pubblici migliori servizi e maggiore benessere, con effetti decisamente più incidenti di un modesto taglio delle tasse.

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