22 Giugno2026

Formazione Intesa Sanpaolo e LUISS: “l’AI non sostituisce l’apprendimento ma lo trasforma”

Intesa SanpaoloAC

Comprendere come l’intelligenza artificiale stia trasformando il modo in cui apprendiamo, lavoriamo e sviluppiamo competenze è l’obiettivo di “EDUNext – Nuovi scenari per l’Education e le competenze nell’era dell’AI”, la nuova ricerca dell’Osservatorio Look4ward presentata all’Università Luiss da Intesa Sanpaolo e dal Centro di Ricerca in Strategic Change “Franco Fontana” dell’Ateneo intitolato a Guido Carli

Il terzo rapporto di Look4ward, l’Osservatorio permanente sull’evoluzione delle competenze, promosso da Intesa Sanpaolo in collaborazione con l’Università Luiss Guido Carli, evidenzia come la crescente diffusione dell’intelligenza artificiale stia aprendo nuove opportunità di evoluzione per competenze e modelli formativi. In questo scenario, emerge la necessità di accompagnare in modo sempre più efficace l’integrazione tra tecnologia, capitale umano e sistemi educativi, valorizzando la capacità di utilizzare l’AI in modo critico, selettivo e consapevole nei processi di apprendimento e lavoro.

Paolo Boccardelli – Rettore della Luiss ribadisce che “davanti all’accelerazione dell’IA, la responsabilità del mondo della formazione è guidare il cambiamento culturale e manageriale, fondamentale per incrementare la produttività del lavoro e preparare i professionisti a governare questa transizione”.

Lo studio, condotto dal Centro di Ricerca in Strategic Change “Franco Fontana” diretto da Enzo Peruffo, Prorettore per la Didattica Luiss, ha visto la professoressa Lucia Marchegiani nel ruolo di coordinatrice della ricerca. Il lavoro ha coinvolto oltre 600 imprese, CEO e HR manager, più di 1.500 dall’avvio dell’Osservatorio, appartenenti a diversi settori, con l’obiettivo di analizzare l’impatto trasformativo dell’intelligenza artificiale sulle organizzazioni.

All’interno dello studio è stata condotta anche un’analisi empirica che ha coinvolto un campione di 800 persone, prevalentemente studenti, per approfondire l’impatto dell’AI sui processi cognitivi. Al tal propèosito, Marchegiani afferma: “Dalla ricerca emerge che l’utilità di questi strumenti varia con la complessità del lavoro: se nei compiti più semplici l’assenza di tecnologia favorisce apprendimento e motivazione, in quelli complessi l’IA riduce il carico cognitivo e migliora le decisioni. La risposta risiede quindi in una strategia lungimirante che limiti l’uso indiscriminato di AI e che combini formazione continua e autonomia critica”.

Dall’analisi emerge che:

  • il 31% delle imprese ha già adottato o sta sperimentando soluzioni di intelligenza artificiale, un dato in significativa crescita rispetto al 19% registrato nel 2025. Tuttavia, a questa dinamica di diffusione tecnologica non corrisponde un adeguato sviluppo delle competenze
  • l’85% delle imprese con AI ha avviato o sta progettando percorsi formativi dedicati, ma solo il 19% ha percorsi strutturati e continuativi.
  • Il 48% si ferma a iniziative occasionali o pilota
  • il 46% dei dipendenti non ha ricevuto alcuna formazione specifica sull’AI e quasi la metà delle imprese (il 44%) non prevede di effettuare investimenti in ambito formativo nei prossimi 12/24 mesi, evidenziando la persistenza di un disallineamento tra adozione dell’innovazione e sviluppo del capitale umano

I risultati mostrano che il valore dell’intelligenza artificiale non è universale, ma contingente e dipende dal modo in cui viene integrata nei processi educativi e professionali, superando l’idea di una tecnologia automaticamente abilitante.

La ricerca propone inoltre il modello GENIALE EDUNext (Generative Ecosystems for New Intelligent Augmented Learning Education), che individua i principi alla base della progettazione di sistemi educativi capaci di integrare in modo equilibrato intelligenza umana e artificiale. Il modello pone al centro un utilizzo dell’AI selettivo e coerente con la complessità del compito, valorizzando al contempo la preservazione dell’autonomia cognitiva delle persone. In questo contesto, assume un ruolo fondamentale l’integrazione tra competenze tecnologiche, capacità critiche ed elementi etici, così come il design pedagogico, che diventa determinante per orientare in modo efficace l’interazione tra individuo e tecnologia.

Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs ha commentato: “Dalla nuova ricerca dell’Osservatorio Look4ward emerge che l’intelligenza artificiale non sostituisce l’apprendimento, ma lo trasforma, e il suo valore dipende dalla qualità dei modelli educativi con cui viene integrata. Questo paradigma richiede un’interazione più evoluta tra persone e tecnologie, in cui le competenze trasversali diventano decisive per permettere ai giovani di affrontare con consapevolezza le trasformazioni in corso. In questo contesto, Intesa Sanpaolo è impegnata a costruire ecosistemi virtuosi insieme a università, imprese e istituzioni, promuovendo modelli formativi innovativi capaci di integrare tecnologia, autonomia cognitiva e responsabilità nell’utilizzo dell’AI, riconoscendo il ruolo chiave delle aziende nel contribuire al sistema educativo del Paese”.

L’attività del Centro di Ricerca Luiss in Strategic Change “Franco Fontana” si concentra sull’analisi dei fenomeni emergenti che stanno trasformando mercati, organizzazioni e società. Attraverso un approccio multidisciplinare e sistemico, il Centro integra ricerca accademica e applicata per supportare imprese e istituzioni nella lettura dei trend di cambiamento, nella definizione di strategie di sviluppo e nella creazione di valore sostenibile. Le sue attività spaziano dall’analisi della trasformazione digitale e green all’evoluzione dei modelli di business, governance, leadership e capitale umano, con l’obiettivo di anticipare le sfide future, produrre conoscenza data-driven e promuovere occasioni di confronto, sensibilizzazione e disseminazione a livello nazionale.

“Dalla ricerca EDUNext emerge una trasformazione profondamente asimmetrica: l’intelligenza artificiale è già entrata nelle attività quotidiane di studio e di lavoro, ma la sua integrazione nei processi educativi, organizzativi e decisionali procede con tempi più lenti. Il punto, quindi, è costruire le condizioni perché l’IA generi valore senza produrre delega cognitiva. Questo richiede una regia pedagogica, organizzativa e istituzionale chiara: formare i docenti prima degli studenti, integrare l’AI negli obiettivi didattici, progettare il feedback come guida al ragionamento e sviluppare competenze capaci di sostenere giudizio critico, autonomia e responsabilità. Il modello GENIALE nasce proprio da questa evidenza: l’augmented learning non coincide con l’automazione dell’apprendimento, ma con una progettazione più consapevole dell’interazione tra tecnologia e capacità umane”, ha dichiarato Enzo Peruffo, Direttore del Centro di Ricerca Luiss in Strategic Change “Franco Fontana.

L’Osservatorio Look4ward si inserisce nel più ampio impegno di Intesa Sanpaolo a favore dell’education e della ricerca applicata, in coerenza con il Piano di Impresa 2026-2029 del Gruppo guidato dal CEO Carlo Messina. Con questo programma la Banca sviluppa iniziative volte a promuovere una maggiore consapevolezza dei giovani nei confronti dei trend che stanno trasformando l’economia e la società. A questo si aggiungono iniziative che favoriscono il dialogo tra sistema educativo e tessuto industriale, produttivo e dei servizi.

“Nel 2025, primo anno di attività della nostra Academy4Future, abbiamo formato 26.000 persone di Intesa Sanpaolo, entro il 2029 saranno coinvolte tutte le 90.000. Integrare la formazione nelle abitudini lavorative quotidiane significa attivare un driver di crescita che genera benefici per l’intero Gruppo” conferma Giacomo Castri, Executive Director, People Attraction Skills & Learning Strategy, Intesa Sanpaolo

 

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