31 Marzo2026

Fondo Fasi (Damele): “rimborsi più snelli e accesso immediato alle prestazioni tramite app e piattaforme digitali”

Fondo FASI

Fondo Fasi ha oltre 300mila iscritti di cui 130mila dirigenti e 14700 aziende aderenti. Intervista al Presidente Daniele Damele sui piani di welfare attivi e riguardanti prevenzione, psicoterapia e giovani

Quali sono i bisogni di welfare che stanno emergendo con più forza tra gli iscritti al fondo?

Negli ultimi anni vediamo emergere con chiarezza tre grandi aree: fragilità e non autosufficienza, la prevenzione anche in età avanzata, una crescente attenzione alla psicoterapia a sostegno dei percorsi di cura e ai servizi di cura erogati attraverso piattaforme digitali. Dal punto di vista quantitativo, le tutele per la non autosufficienza rappresentano oggi circa il 10% della spesa complessiva del Fondo, mentre la prevenzione pesa per circa l’1%, con l’obiettivo di raggiungere il 3% in prospettiva, in linea con gli indirizzi della sanità pubblica. Accanto a questi ambiti, emerge con forza l’esigenza di semplificazione: gli iscritti chiedono procedure di rimborso più snelle e un accesso più immediato e consapevole alle prestazioni, anche attraverso app e piattaforme digitali.
In questo contesto, è importante ricordare che la sanità integrativa rappresenta uno dei pilastri del sistema di welfare del Paese. Il Fasi si colloca all’interno di questo perimetro con una funzione specifica: contribuire in modo mirato alla tutela della salute degli iscritti e delle loro famiglie.

Quanto pesano oggi temi come salute mentale, prevenzione e long term care nelle strategie del fondo?

Pesano in modo sempre più rilevante. La prevenzione è una leva fondamentale per la sostenibilità del sistema, mentre la salute mentale è diventata una componente emergente della tutela. La long term care, infine, è una risposta necessaria ai cambiamenti demografici e all’aumento delle condizioni di non autosufficienza. Noi ci siamo su tutti questi temi.

Sul fronte della prevenzione, il Fasi mette a disposizione 22 pacchetti di diagnosi precoce, erogati attraverso la rete di strutture convenzionate IWS, accessibili agli iscritti e ai loro familiari. Si tratta di programmi differenziati per età e genere, che consentono di intercettare precocemente eventuali patologie, con benefici sia per la salute individuale sia per il contenimento dei costi futuri. Per quanto riguarda la non autosufficienza, il Fondo ha attivato una gestione dedicata, Fasi Non Autosufficienza, che prevede un sistema articolato di interventi: contributi economici, assistenza domiciliare, supporto per ricoveri in RSA e servizi di teleassistenza geriatrica. Una risposta strutturata a un fenomeno in crescita. Sul versante della salute mentale, negli ultimi anni sono state significativamente ampliate le coperture. È stato introdotto il rimborso delle sedute di psicoterapia per i giovani nel 2025 e dal 2026 è esteso agli adulti per percorsi terapeutici legati a patologie gravi e invalidanti, anche in modalità online. Parallelamente, sono state introdotte le tariffe per percorsi riabilitativi strutturati rivolti ad adolescenti e giovani adulti con problematiche psicopatologiche, che includono sia ricoveri residenziali sia trattamenti semiresidenziali. Nel complesso, si tratta di interventi che riflettono non solo l’emergere di nuovi bisogni sanitari, ma anche un’evoluzione culturale nel modo di intendere il benessere psicologico.

In un mercato del lavoro che cambia rapidamente, come può evolvere il welfare per i dirigenti?

Il welfare deve evolvere verso modelli più flessibili e personalizzabili, capaci di accompagnare le diverse fasi della vita professionale e personale. Non si tratta più solo di offrire coperture, ma di costruire percorsi di tutela integrata e personale. Non è più sufficiente offrire singole prestazioni: è necessario costruire percorsi che combinino prevenzione, cura, assistenza e servizi digitali in modo continuo. In questa prospettiva, il Fondo si muove già lungo una logica di accompagnamento dell’iscritto lungo tutto il ciclo di vita, dalla carriera alla pensione, includendo anche il nucleo familiare. Strumenti come la telemedicina, il servizio di Medico Online e la nuova App Fasi rispondono proprio alla necessità di accedere rapidamente ad un supporto concreto per la tutela della salute, in un contesto lavorativo sempre più dinamico e caratterizzato da mobilità e tempi compressi.

Il welfare può diventare uno strumento di attrazione e fidelizzazione dei talenti, soprattutto per le nuove generazioni?

Sì, ed è già così. Le nuove generazioni attribuiscono grande valore alla qualità della vita e alla sicurezza sanitaria. Un sistema di welfare evoluto rappresenta, quindi, un elemento distintivo per attrarre e trattenere talenti. Il modello del Fondo, basato sulla mutualità, sulla continuità delle coperture, sull’assenza di selezione del rischio e su servizi pensati anche per i più giovani, come prestazioni odontoiatriche, pacchetti di prevenzione pediatrici e strumenti online immediati, risponde perfettamente alle aspettative delle nuove generazioni e contribuisce a costruire una sanità integrativa realmente intergenerazionale.

Come valutate la recente decisione di affidare a Covip la vigilanza sui fondi sanitari?

Valutiamo positivamente la volontà di prevedere una vigilanza perché va nella direzione di rafforzare trasparenza, omogeneità e credibilità del sistema, a beneficio degli iscritti. Preferiremmo una legislazione strutturata e organica a “provvedimenti spot”.

ll Fondo Fasi svolge attività diretta o si appoggia a una polizza assicurativa?

Il Fasi è un fondo autoassicurato che rimborsa direttamente le prestazioni sanitarie ai propri assistiti senza rivolgersi al sistema assicurativo.

Lucia Medri

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