3 Settembre2026

Antoniano: il welfare culturale vale 586 mila euro

Dal cinema ai laboratori interculturali, passando per musica, teatro e visite ai musei: il Bilancio Sociale di Antoniano racconta come la cultura possa diventare uno strumento concreto di inclusione, integrando accoglienza e welfare culturale

A febbraio 2026 il Ministero della Cultura e il Ministero della Salute hanno siglato un Protocollo d’Intesa che riconosce ufficialmente l’arte come strumento terapeutico, aprendo la strada alla “prescrizione sociale e culturale” in Italia. Un’esigenza già fotografata dal Cultural Welfare Center, che ha censito 918 organizzazioni attive nel settore a livello nazionale, con il 97% delle persone che completa i programmi artistico-culturali prescritti e il 75% che dichiara un netto miglioramento del proprio benessere psicofisico.

La sfida, ora, è portare questo modello nei luoghi della marginalità, dove la cultura rischia di apparire un lusso di fronte all’urgenza dei beni di prima necessità. Il Bilancio Sociale 2025 di Antoniano racconta che è possibile: mentre l’Italia istituzionalizza il welfare culturale con l’accordo interministeriale, la onlus bolognese lo pratica da anni, trasformando le proprie strutture assistenziali in un “welfare abilitante” e comunitario, dove la cultura non è un accessorio riservato a pochi ma una determinante della salute e della dignità della persona.

L’urgenza materiale resta centrale, nel 2025 la Mensa “Padre Ernesto” ha servito, solo a pranzo, 94.462 pasti a 2.905 beneficiari, ma l’assistenza di Antoniano non si ferma al “pane”. Ai servizi di ascolto, orientamento e accoglienza si affiancano laboratori di integrazione interculturale, il cineforum Cinemensa e attività teatrali, che trasformano la struttura in una vera “piazza” di cittadinanza attiva. In questa direzione si inseriscono anche i lavori di ristrutturazione del Cinema Teatro Antoniano, sostenuti anche dal PNRR, destinato a diventare un centro culturale polifunzionale aperto alla comunità.

“La fraternità disarmata non è un concetto astratto, ma la scelta quotidiana di accogliere l’altro spogliandoci di ogni pregiudizio, riconoscendo che la dignità umana va difesa ben oltre il soddisfacimento dei bisogni primari”, dichiara Fra Giampaolo Cavalli, direttore di Antoniano. “Assicurare un pasto è l’inizio, ma è attraverso la condivisione della bellezza, dell’arte e della cultura che offriamo alle persone gli strumenti per riscoprire se stesse”.

Il settore Welfare Culturale cresce del 94%

Avviato nel 2023 come ambito sperimentale dell’Area Sociale, il settore Welfare Culturale di Antoniano ha vissuto nel 2025 una crescita verticale: iniziative +94%, presenze complessive +256%. Un trend che si accompagna alla crescita dell’intera Area Cultura, con 46 eventi organizzati (più del doppio rispetto al 2024) e 3.426 persone raggiunte (+70%).

A dare corpo ai numeri sono progetti come i Laboratori Migranti, 13 percorsi attivi nel 2025, dallo yoga alla danza africana, con 713 partecipanti, o il laboratorio di danza e circle singing “Voci in Movimento”, che ha coinvolto donne tra i 25 e i 75 anni in 8 incontri settimanali. Il diritto alla bellezza si estende anche all’infanzia e alla cura: nel 2025 il Centro Terapeutico ha erogato oltre 12.000 ore di terapia a 916 bambini e ragazzi, tra cui 1.752 ore di musicoterapia, affiancate dall’iniziativa “Terapia Sospesa”, che garantisce cicli riabilitativi gratuiti ai minori di famiglie in difficoltà economica. Un impegno che si lega anche alla lunga storia dello Zecchino d’Oro e del Piccolo Coro dell’Antoniano: nel 2025 oltre 700 bambini in tutta Italia hanno preso parte a esperienze corali sul modello del Piccolo Coro, tra cui i bambini del territorio di Caivano (NA).

Il volontariato genera oltre mezzo milione di euro di valore

In un panorama nazionale in cui quasi un terzo delle realtà del terzo settore attive nel welfare culturale sopravvive senza fondi strutturati, Antoniano oppone un modello organizzativo solido: 66 professionisti garantiscono metodo e continuità, affiancati da una rete di 638 volontari continuativi (+28% nel quadriennio), che nel 2025 hanno donato 39.359 ore di servizio (+140% rispetto al 2022). Applicando i parametri di valorizzazione economica del CCNL Commercio, questo impegno ha generato un valore economico stimato in oltre 586.450 euro, in crescita del 73,5% in tre anni — l’equivalente dell’attività annuale di oltre 20 professionisti a tempo pieno. Completano l’ecosistema 37.250 donatori attivi tra privati, aziende, fondazioni ed enti.

Sette format, da Bologna in poi

Nel 2025 il welfare culturale di Antoniano si è tradotto in sette format distinti, costruiti insieme a una rete di realtà artistiche, educative e sanitarie del territorio bolognese: le uscite museali con Senza Titolo APS ai Musei Civici, al Museo Lamborghini e al Gelato Museum Carpigiani; il laboratorio “Voci in Movimento” con Micce APS e Muvola APS; la mensa serale, con 14 realtà del territorio tra teatro, circo sociale, musica e divulgazione scientifica; il progetto “Sapori di Vita Sana”, che ha trasformato il cibo in strumento di dialogo interculturale con tanto di ricettario interculturale; gli incontri di salute su gravidanza e prevenzione con specialiste volontarie; il cineforum Cinemensa, con dieci proiezioni e dibattito; le uscite a teatro e al cinema con l’ITC Teatro di San Lazzaro.

A queste attività si affiancano i percorsi rivolti alle scuole secondarie di secondo grado, tra incontri info-formativi e esperienze di servizio: nel 2025 l’Area volontariato ha accolto 17 studenti da 5 istituti superiori bolognesi, in alcuni casi come alternativa alle tradizionali sospensioni disciplinari — un’esperienza di responsabilizzazione e confronto diretto con la fragilità, per rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.

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