Nasce il nuovo accordo Anasf e Mefop per rafforzare la consulenza previdenziale
“Il tema della previdenza, rispetto al suo ruolo sociale e intergenerazionale, rappresenta il vero elemento propulsivo della consulenza finanziaria. La collaborazione con Mefop consentirà di mettere a disposizione dei consulenti finanziari strumenti e competenze specialistiche, a beneficio di famiglie, professionisti e imprese”, ha dichiarato Luigi Conte, presidente Anasf – Associazione nazionale consulenti finanziari, una categoria che gestisce oltre 1.000 miliardi di patrimonio -, durante la conferenza stampa di presentazione dell’accordo con i vertici di Mefop – Società per lo sviluppo del Mercato dei Fondi Pensione, partecipata a maggioranza dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
“La scelta di destinare parte del proprio risparmio alla previdenza complementare non può essere rimandata agli ultimi anni della vita lavorativa. Carriere sempre meno lineari e il cosiddetto job hopping frammentano i percorsi previdenziali: senza una pianificazione adeguata, a ogni cambio di lavoro il TFR maturato rischia di essere progressivamente consumato anziché destinato alla quiescenza”, ha aggiunto Conte, richiamando gli ultimi dati Istat, secondo cui solo il 18% dei dipendenti a tempo determinato riesce a trasformare il proprio contratto in un rapporto a tempo indeterminato nell’arco di un anno.
Il nuovo accordo apre a una collaborazione tecnica e istituzionale tra le due realtà: Mefop metterà a disposizione competenze, strumenti e supporto specialistico per gli associati Anasf, con l’obiettivo di aiutare i consulenti finanziari a svolgere una consulenza sempre più qualificata e contribuendo al tempo stesso alla diffusione della cultura previdenziale nel Paese.
“La diffusione di informazioni complete, corrette e affidabili è fondamentale per raggiungere un tasso di adesione adeguato alla previdenza complementare. Le indagini Mefop dicono che chi conosce il fondo pensione lo apprezza, ma sono in tanti a non conoscerlo ancora. Mefop offre il proprio contributo per consolidare la cultura previdenziale nel nostro Paese e accompagnare l’evoluzione dei sistemi di welfare, in una fase segnata da profondi cambiamenti demografici e del mercato del lavoro”, ha dichiarato Mauro Marè, presidente di Mefop.
A illustrare i contenuti dell’accordo è stato Paolo Pellegrini, vicedirettore Mefop, mentre Susanna Cerini, tesoriera Anasf e responsabile dell’Area Finanza, Bilancio, Contabilità, Welfare e Previdenza, ha richiamato le novità introdotte dalla Legge di Bilancio in materia, con focus su obblighi informativi e formativi per la categoria, e i più recenti dati Covip. In questo scenario, il consulente finanziario svolge educazione finanziaria e previdenziale e, come ha concluso Cerini, può contribuire a portare il nostro Paese, dal 40% verso livelli di adesione alla previdenza complementare oltre il 70%, come avviene nelle nazioni che hanno introdotto sistemi di adesione automatica o obbligatoria, attraverso la sottoscrizione di forme pensionistiche complementari sin dai primi anni di età. Tra le esperienze citate, il contributo fino a 1.100 euro per ogni nuovo nato previsto dalla Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol e il programma tedesco Frühstart-Rente, con una “Paghetta previdenziale” statale di 10 euro al mese per i bambini dai 6 ai 18 anni.
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