2 Luglio2020

Enpab bilancio welfare: +14% i redditi, +17% le donne

Enpab

Il bilancio Enpab rileva un welfare attivo in crescita soprattutto riguardo le politiche a sostegno delle donne con aumento dei redditi e delle indennità di maternità

L’ENPAB – Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Biologi – concepisce il welfare come sostegno costante al lavoro, attuando piani a vantaggio del libero professionista in tutte le fasi della sua attività lavorativa, dallo start up al consolidamento della sua vita professionale. Attività, dunque, finalizzate alla formazione, teorica e pratica, e alla valorizzazione del professionista. Una visibilità anche nei confronti delle aziende alle quali il biologo si rivolge. Alle politiche di welfare si agganciano le possibilità di poter assegnare ai liberi professionisti i fondi europei. L’Enpab intende sostenere, come sostiene, le idee dei propri iscritti oltre che con un sostegno attivo, attraverso l’erogazione di borse di studio, anche tramite l’appoggio per ottenere il finanziamento europeo alla propria idea.

Con un patrimonio netto pari a 109.768.733 euro Enpab chiude un bilancio consuntivo con un utile di esercizio pari a 13.280.108 euro. I rendimenti netti annui sono stati di 18.488.797 euro e la rivalutazione dei montanti è stata di 8.912.167 euro generando un accantonamento al fondo di riserva di ben 9.576.630 euro. Il Fondo si incrementa degli utili di esercizio della gestione ordinaria che consegue un risparmio pari a 3.703.478 euro e dopo l’accantonamento dell’utile d’esercizio dell’anno 2019 ammonterà a circa 52,7 milioni di euro.

L’incremento netto del numero degli iscritti pari al 5% conferma un costante aumento dei liberi professionisti biologi passati dalle 15.678 unità nel 2018 alle 16.482 nel 2019. Analizzando nel dettaglio la composizione della categoria professionale dei biologi si conferma un ulteriore dato positivo rappresentato dalla componente giovanile, prevalentemente femminile: le iscritte biologhe rappresentano il 74 % della categoria. In tutte le fasce d’età le donne rappresentano più del 74% della componente degli iscritti, tranne nella fascia dai 65 in poi dove la rappresentanza maschile supera in 60%. Tra le iscritte donne la classe di età maggiormente rappresentata è quella dai 30 ai 34 anni e il 59% delle iscritte ha un’età compresa tra i 30 ed i 45 anni.

La gestione previdenziale ed assistenziale

Nel 2019 l’Ente ha erogato 1.368 pensioni di vecchiaia, (per 780 uomini e 588 donne), 47 pensioni in totalizzazione,  28 pensioni in cumulo, 140 pensioni indirette, 56 pensioni di reversibilità, 11 pensioni di inabilità e 28 assegni di invalidità.  Il rapporto tra pensionati e iscritti attivi è di 1/12. Il numero delle pensioni di vecchiaia liquidate è cresciuto del 18% rispetto all’anno 2018. Cresce anche l’attenzione alla sfera della maternità: nell’anno 2019 sono state liquidate 431 indennità rispetto alle 387 liquidate nel 2018. L’importo medio liquidato nel 2019 è stato pari a 5.929 euro.

L’andamento dei redditi

L’analisi dell’andamento dei redditi durante tutto il periodo di mandato dell’attuale dirigenza (2015-2018) registra una media positiva di periodo di circa il 14% e per la prima volta il lavoro femminile supera con il suo più 17% di periodo un sorpasso importante verso quello maschile con un più 8% circa. I redditi medi dei biologi sono passati dai 15.886 euro nel 2015 ai 19.673 del 2018 dato ancor più rilevante se conforntato alla crescita, nello stesso periodo, dei redditi dei liberi professionisti italiani (4,8%).

«Questi dati e queste percentuali sono una soddisfazione per tutti noi che abbiamo creduto in una nuova gestione previdenziale ed assistenziale e abbiamo puntato sui nuovi obiettivi per l’Ente di previdenza – ha sottolineato la Presidente Tiziana Stallone –  La sfida ora si sposta sulle azioni per accrescere i volumi di affari e i redditi professionali e colmare il divario ancora sensibile tra i redditi delle Biologhe e il reddito dei Biologi. Maggiore visibilità della professione, centralità del Biologo nella società, consapevolezza dell’importanza di una organizzazione professionalizzata, spendibilità della professionalità sono tutti gli elementi che riassumo il nostro welfare, i nostri obiettivi, il nostro programma politico. Tirando le reti in barca possiamo ritenerci soddisfatti dei risultati che i dati fotografano, ma dobbiamo essere consapevoli che responsabilmente dobbiamo continuare a “costruire” per raggiungerne altri altrettanto importanti».

 

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